| Museo Nissim de Camondo |

È un periodo, questo, in cui linteresse per le case-museo lasciate dai ricchi collezionisti di fine 800 inizio 900 è in chiara crescita. Basti pensare allattenzione che riceve il Museo Poldi Pezzoli, una gemma che andrebbe ammirata proprio in questi giorni, in cui ospita una mostra di quadri proveniente da unaltra dimora di patrizi amanti darte, quella dei Jacquemart di Parigi. Aggirarsi nelle stanze di queste case museo è emozionante per le splendide opere darte appese alle pareti (i Jacquemart, ad esempio, acquistarono fra laltro dei Fragonard, dei Van Dyck e uno strepitoso Paolo Uccello), ma anche per la sensazione che si ha di entrare nel mondo di un alto ceto ormai scomparso con le sue fini porcellane, i suoi arazzi, il suo mobilio. È quindi imperativo per chiunque si trovi a New York recarsi ad ammirare la dimora del magnate Frick, con una collezione di assoluti capolavori (Rembrandt, Turner, Tiziano, Goya fra gli altri) e che annovera dei Vermeer di un calore, di una bellezza, di un mistero, da far accapponare la pelle.
In questo tour ideale, non potrebbe mancare una fermata al Museo Nissim de Camondo di Parigi, lantica dimora di un banchiere sefardita di origine turca, noto anche come il Rotschild dellEst. Dopo aver contribuito economicamente alla riunificazione dItalia e avere ricevuto il titolo di conte da Vittorio Emanuele, il capostipite invitò il figlio Moise a trasferirsi a Parigi. Quello si dette subito a collezionare oggettistica e tele risalenti principalmente al 700 francese prerivoluzionario. Fra feste e affari gli nacque un figlio, Nissim, che si arruolò nellesercito francese per la Prima Guerra Mondiale e morì nel suo aereo abbattuto, ragion per cui il padre gli dedicò la collezione lasciata poi alla città.
Nelle stanze del museo, si respira a pieni polmoni latmosfera di fine 800 a partire dal Salon Doré in cui primeggia un tappeto commissionato per il Louvre. Nonostante gli anni (è del 1693), i colori sono vividi e permettono di leggere ancor meglio la notevole mobilia e la porcellana di Sevres esposta. E conviene ammirare la biblioteca, opera di fini ebanisti, e una Baccante di Elisabeth Vigee Le Brun, pittrice oggi in fase di riscoperta. Per sbirciare nella vita quotidiana dei Camondo, basta salire al piano superiore, nelle stanze private. Alluscita, una placca ricorda che lamore per la Francia di Moise, il sacrificio di Nissim, non salvarono lultima dei Camondo, Beatrice, che morì ad Auschwitz con i suoi 2 figli.

Già pubblicato sul Bollettino della Comunità Ebraica di Milano.
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