Aldo Mondino

Ironico, eclettico, curioso tutti aggettivi che ben si adattano all'opera e alla figura di Aldo Mondino. Non più giovanissimo (è del '39) e ormai da molti anni sulla ribalta mondiale con mostre in Europa e non solo, continua a ricercare nuove tecniche e nuove modalità espressive. E dire che molte ne ha sperimentate. Ha spesso lavorato con i tradizionali colori ad olio posati sulla tela o piuttosto sul linoleum, ma hanno destato interesse particolare le sue opere create con chicchi di caffè o con cioccolatini e una sua mostra è stata intitolata "dalla A alla Z: da acrilico a zucchero". Inizialmente si era molto avvicinato al surrealismo e in particolare al lavoro di Duchamp, ma poi ha sentito l'attrazione dei cubisti e più tardi delle avanguardie storiche.

Questa continua ricerca l'ha portato a lunghi soggiorni lontano dall'Italia, lui pur legato fortemente al Monferrato in cui vive. E con i viaggi, specie verso Est, si è sviluppato l'interesse per culture diverse dalla sua, e quindi troviamo le serie delle sue ceramiche di sapore mediorientale

("Iznik"), i suoi tappeti, e anche un lavoro dal titolo "India 2000" con figure orientali create su una tavola di legno. All'interno di questo quadro credo si possa inserire anche i suoi quadri di soggetto ebraico e il suo interessamento in genere alla nostra cultura, che sarà ben documentato in una prossima mostra che verrà organizzata sull'argomento.

Il tratto dell'ironia che citavo inizialmente, mi pare comunque uno degli aspetti dominanti del suo lavoro. Si tratta di un'ironia fine con un impatto forte senza essere violento. In una interessante tela, ad esempio, ha tracciato una serie di linee parallele rosse (facendo il verso a certa arte concettuale), ma una di esse si stacca dalla tela ed è appesa a un palloncino. E che dire dell'esposizione per Banca Sella in cui ha esposta una vera e propria sella da cavallo (e qui il rimando a Duchamp è comunque evidente)?

Va sottolineato che critici e curatori hanno spesso apprezzato le sue scelte ed è stato chiamato ad esporre in mostre in luoghi di elevatissimo prestigio a cominciare dalla Biennale di Venezia del 1993 in cui gli è stata dedicata una personale, o dal Grand Palais di Parigi dove ha esposto nel 1992 e forse qualcuno si ricorda della sua mostra a Palazzo Reale nel 1995. Prima e dopo è stato presente assiduamente in sale espositive europee (specie in Italia e in Francia) e quest'anno Vittoria Coen lo ha invitato per una importante personale alla Galleria Civica di arte contemporanea di Trento, che ha preparato in contemporanea co un'altra grande esposizione a Calcutta (e non dimentichiamo la sua partecipazione a una collettiva della Fondazione Mazzotta).

Il mercato delle opere di Mondino è sttao anche esso alterno, ma sta adesso vivendo una fase di chiara crescita. Per quanto riguarda le aste, basti pensare che nel 2002 sono stati sinora offerti ben 3 suoi olii dalle prestigiose Christie's (Milano) e Finarte e tutti sono stati venduti; questo senza contare le aste di minor lustro francesi e italiane in cui si è rilevato un chiaro aumento di interesse, e una crescita di richieste pure a fronte di un aumento di offerte. Strano notare come i battitori e i loro clienti solo negli ultimi anni (direi a partire del 1999) si siano gradualmente riavvicinati a questo artista di 60 anni, dopo averlo spesso ignorato nella prima parte degli anni '90. Numerose sono poi le gallerie che trattano opere di Mondino, incluse alcune ben note come Sperone, Il Punto o Lia Rumma.

Un artista che pare insomma avere trovato nella continua ricerca un specie di elisir di lunga vita, e che adesso vive un momento di ulteriore crescita.

Già pubblicato su Jewish Life.

I
Torna all'Indice di Arte ed ebrei

© Morashà 2003 - © Daniele Liberanome 2003