Intervista a Vittorio Sgarbi

Vittorio SgarbiDL: Assessore, per quale ragione ha sposato in modo così convinto il progetto della mostra “Israele arte e vita”?

VS: In effetti, si tratta di una mostra atipica nel programma espositivo di Palazzo Reale, spesso dedicato a personali, ai grandi nomi che richiamano il pubblico in quanto estremamente noti. Caso diverso è invece quello degli artisti israeliani che in Italia godono di una fama piuttosto circoscritta, e quindi non espongono in luoghi tanto prestigiosi come Palazzo Reale dove giungono migliaia di visitatori a conoscerli. Per questo motivo, era opportuno organizzare una mostra dedicata all’arte di un paese, Israele, che faccia quello da polo di attrazione, incuriosendo il pubblico a scoprirne gli artisti in una grande collettiva.

DL: Di Israele si parla spesso, ma solitamente per motivi politici.

VS: Bisogna appunto ribaltare l’associazione logica che lega l’immagine di Israele a eventi bellici. Perciò, in concomitanza con la mostra, si svolgeranno una serie di iniziative che serviranno a far scoprire la realtà assai più composita di Israele. Faremo giungere a Milano scrittori, quelli sì noti in Italia, come A.B. Yehoshua, si parlerà e si sentirà di musica israeliana, cinema, ma anche teatro, e poi conversazioni sull’arte e sul design in Israele

DL: Insomma la mostra è sola il principale di una serie di eventi

VS: Non può che essere così, proprio per la scarsa fama degli artisti israeliani in Italia; ma è anche un modo assai più completo di presentare la realtà di un paese, con la volontà di lanciare un messaggio che ci auguriamo sia duraturo.

Già pubblicato sul Bollettino della Comunità Ebraica di Milano.

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