I registi palestinesi

Andrea Morini, Erfan Rashid, Anna Di Martino e Adriano Aprà
"Il cinema dei Paesi Arabi"
Venezia - MARSILIO - 1993 - pagine: 165-174

ABU ALI Mustafa

Nasce nel 1940. Esce dall’esperienza della resistenza con la voglia di lottare attraverso il cinema, un cinema documentaristico che rifiuti la demagogia. Negli anni Settanta realizza diversi cortometraggi. È tra i fondatori dell’organismo di produzione e distribuzione dei film palestinesi e contribuisce a costituire l’Istituto del cinema palestinese, che si pone come obiettivo quello di catalogare il materiale nazionale. Attualmente lavora in Giordania alla realizzazione di cortometraggi.

Lâ lil-halli al-silmf (No alla soluzione disfattista; realizzazione collettiva - 1969); Bi al-rûh bi al-dam (Con tutta la mia anima e il mio sangue - 1971) mm; Al-Arqûb/Lefatahland (La terra del fatah - 1972) cm doc.; Udwdn suhyanf (Aggressione sionista; realizzazione collettiva - 1972) cm; Mashâhid min al-ihtilalfi Ghaza (Scene di occupazione a Gaza - 1973) cm doc.; Laysa lahum wujûd (Non esistono - 1974) cm; Jarîdat filastîn al-thawra al-musawwara (Giornale palestinese, La rivoluzione ripresa; realizzazione collettiva - 1974); Tarîq al-nasr (Il cammino della vittoria - 1975) cm; TalI aI-Za‘tar (realizzato insieme a Jean Sham’un e Pino Adriano - 1977)

ILIAS Hanna (Elias Hanna)

Nasce in Palestina dove inizia gli studi di sociologia e di storia che prosegue in America. Ha realizzato il suo primo cortometraggio, Rahîl, nel 1986. Al-jabal, il suo terzo cortometraggio, è stato presentato alla Biennale del Cinema Arabo di Parigi. Vive tuttora negli USA.

Rahfl (Partenza - 1986) cm; AI-saqf (Il tetto - 1987) cm; Al-ja bal (La montagna - 1991) cm.

JADALLAH Sulâfa

Insieme a Hânî Jawhariya e a Mustafa Abu Ali, è tra i pionieri del cinema palestinese. È l’unica donna ad aver partecipato alla realizzazione e alle riprese di numerose opere collettive alla fine degli anni Sessanta.

Lâ li al-halli al-silmî (No alla soluzione disfattista; opera collettiva - 1969) cm; Bi al-rûh bi aI-dam (Con tutta la mia anima e il mio sangue; in collaborazione con Mustafa Abu Ali - 1971) mm; Kafr Shûba (id., in collaborazione con Samîr Nimr - 1974) doc.

JAWHARIYA Hânî

Nasce a Gerusalemme nel 1939. Studia cinema prima al Cairo poi a Londra. È uno dei fondatori del cinema palestinese. Dopo aver partecipato alla creazione dell’organismo cinematografico nazionale, fonda il servizio di archivi fotografici e cinematografici della resistenza. Nel 1968 realizza La terre brulée, un reportage sulle aggressioni sioniste contro la regione di Al-Aghwar. Partecipa inoltre alla realizzazione di numerosi documentari e cinegiornali insieme a Sulafa Jadallah e a Mustafa Abu Ali. Lavora anche come direttore della fotografia. Viene ucciso nel 1976 mentre filma gli avvenimenti di Ain Tura in Libano.

Exodus 67 (id. - 1967); La terre brulée (La terra bruciata - 1968); Lâ li al-halli al-silmî (No alla soluzione disfattista; opera collettiva - 1969) cm; Shahâdat al-atfâl fi zaman al-harb (Testimonianza dei bambini durante la guerra; realizzato insieme a Qays al-Zubaidi - 1969); Le droit palestinien (Il diritto palestinese - 1969); Realizza cinegiornali giordani insieme a Sulafa Jadallah per il Ministero dell’Informazione; Cinegiornali palestinesi n. 2, in occasione del decimo anniversario della rivoluzione palestinese — 1974; Alâ tarîq al-tahrîr (Sul cammino della vittoria; opera collettiva - 1975) doc.

KHLAIFI Michel (Khleifi Michel)

Nasce a Nazareth nel 1950. Si iscrive all’INSAS di Bruxelles per seguire la sezione di regia teatrale e radiotelevisiva, e si diploma nel 1977. Lavora in seguito per la televisione belga (RTBF), per la quale realizza numerosi reportage. Esordisce nel lungometraggio con Al-dâkira al-khisba (1980). È con Urs fi al-Jalîl che si impone all’attenzione della critica e del pubblico internazionali e che conquista il premio FIPRESCI al Festival di Cannes nel 1988. Grazie al successo di questo film, Khlaifi è divenuto uno dei registi arabi più conosciuti nel mondo occidentale.

Al-dhâkira al-khisba (La memoria fertile - 1980); Ma‘lûl tahtafilu bi tahtîmiha (Maalul festeggia la sua distruzione - 1984); Urs fi al-Jalîl (Nozze in Galilea - 1987); Nashîd al-hajar (Cantico delle pietre - 1990); Jadwal âmâl (L’ordine del giorno - 1993).

MASHRAWI Rashid

Nato in Palestina, ha realizzato due mediometraggi sul problema sempre attuale del conflitto tra israeliani e palestinesi. Attraverso i suoi lavori cinematografici ha analizzato le condizioni di alcuni palestinesi che vivono nei territori occupati e che sono costretti a lavorare in Israele. I due mediometraggi sono stati presentati nel 1992 alla Biennale del Cinema Arabo a Parigi.

Al-maljâ (Il rifugio - 1990) mm; Dar wa dûr (Una casa e delle case - 1991) mm video.

MASRI May

Nasce nel 1959. Per studiare cinema si trasferisce in Usa, dove frequenta i corsi dell’Università di San Francisco. Collabora alla realizzazione di molti film negli Stati Uniti, in Brasile e in Libano. Fondamentale per la sua carriera è l’incontro con Jean Sham’un, con il quale lavora come coregista dall’83 alla realizzazione di documentari e lungometraggi sulla difficile situazione libano-palestinese.

Anqâd (Macerie - 1983); Zahrat al-Qandul (Fiore di ginestra - 1985); Bayrût, jîlu al-harb (Beirut, generazione di guerra - 1988); Atfâl jabal al-nâr (I bambini del fuoco - 1990); Ahlâm mu‘allaqa (Sogni sospesi - 1992).

Lascia presto la Palestina per emigrare in Canada. Si diploma in "produzione cinematografica", all’Università di York (Toronto). Ha lavorato alla televisione, è stato assistente alla regia e ha collaborato alla stesura di molte sceneggiature. Nel 1989 ha realizzato Foreign Nights (Notti straniere), presentato nel 1992 al Festival di Cartagine nella sezione Nuovi Orizzonti.

NIMR Samîr

Nasce in Irak nel 1942. Il suo nome è legato al cinema palestinese impegnato nella lotta di liberazione. Gira nel 1976 un film sulla vita dei bambini palestinesi dal titolo Al-nasr fi uyûnihim e l’anno successivo inizia le riprese di un documentario, Harb Lubnân. Insieme a Monica Mourier, in occasione dell’anno internazionale del bambino, dirige il lungometraggio Atfâl Filastîn. Vive ora in Tunisia dove realizza cinegiornali e documentari.

Al-irhàb al-suhyûnî (Il terrorismo sionista - 1973) cm; Layla filastîniya (Notte palestinese - 1973) doc.; Harb al-Ayyâm al-Arba‘a (La guerra dei quattro giorni - 1973) mm; Riâh al-Tahrîr (I venti della liberazione - 1974) mm; Liman al-Thawra (La rivoluzione, per chi? - 1974) cm; Kafr Shûba (id. - 1975) doc.; Al-nasr fi uyûnihim (La vittoria nei suoi occhi - 1976); Harb Lubnân (La guerra in Libano - 1977); Atfâl Filastîn (I bambini della Palestina - 1979)

SHA’ATH Ghâlib (Shaath Gbalib)

Nasce nel 1935 a Gerusalemme. Si trasferisce in Egitto, dove si iscrive all’Università d’Alessandria. Dopo aver insegnato per alcuni anni in Arabia Saudita, decide di partire per l’Europa, per approfondire gli studi sul cinema. Frequenta l’Accademia di Vienna e durante gli studi realizza numerosi cortometraggi. Rientra nel 1967 in Egitto, dove la televisione gli affida la regia di un’opera di Najib Mahfuz, Al-ta rkat, che non verrà mai distribuita. Nel 1971 gira il suo primo lungometraggio Dilâl alâ al-jânibi al-âkhar. Lavora anche come traduttore e critico. Ritorna a Beirut nel 1974.

Dilâl ala al-jânibi al âkhar (Ombre sull’altra riva - 1971/73); Al-muftâh (La chiave - 1976) cm: Yawm al-ard (La giornata della terra - 1978) mm

SHAMUT Jamâl (Shammout Jamal)

Nasce in Palestina, ma vive e lavora in Kuwait per la televisione kuwaitiana. Nel 1990 ottiene il Tanit di bronzo al Festival di Cartagine per il suo primo disegno animato dal titolo Alâmat Suâl (Punto interrogativo).

SULAYMAN Elia (Soleiman Elia)

È un cineasta palestinese che vive a New York da diversi anni. Nel 1991 ha partecipato all’opera collettiva Harbu al-khalîj wa b‘ad (La guerra del Golfo e... dopo) con un episodio dal titolo Takrîm bi al-qatl (Omaggio di un assassino), una sorta di riflessione sulla sua vita di regista.

legenda: mm = mediometraggio; cm = cortometraggio; doc. = documentari.

IL CINEMA PALESTINESE

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