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I gruppi attivi a Torino, Milano, Firenze e Roma propongono un ebraismo meno impegnativo e con regole di accettazione meno rigide. Ne fanno parte ebrei di nascita, coniugi non ebrei di coppie miste, e moltissimi filosemiti a cui basta "sentirsi ebrei". È convinzione di molti che questa sia una sfida, la cui posta in gioco è la sopravvivenza stessa dell'ebraismo italiano, dove fino ad ora convivevano (non senza vivaci dibattiti) sotto lo stesso tetto persone con diversi gradi osservanza religiosa. Morashà contribuisce al dibattito proponendo spunti di riflessione. |
| Articoli |
| Conversione
e consenso |
| Il
ghiùr: un problema in Italia? |
| Benedetto
che... non mi hai fatto donna Rav Riccardo Di Segni riporta tre possibili risposte alla benedizione ebraica più... "fuori moda". Dal giornale Shalom. |
| Botta
e risposta Lev Chadash - Hakeillah Il giornale ebraico di Torino risponde a una lettera dell'associazione liberal di Milano. |
La
donna rabbino |
Il
supermercato delle mitzvòt |
| Sotto
un'altra stella di Davide Con il pretesto di un bucolico matrimonio Valeria Gandus su Panorama, ci da una parzialissima introduzione al mondo dei riformati milanesi, che non vengono (no-no-no) per dividere, ma per "unire". Orwell non avrebbe fatto di meglio. |
I
siti internet delle correnti eterodosse italiane |
| Associazione Italiana Ebrei Laici Umanisti |
"Riforma
e ortodossia" Da Alef-Dac 19-20 del 1984 sul sito di Morashà |
Breve storia della Riforma |
| L'evoluzione del pensiero riformista |
| La riforma in Italia |
| La reazione alla Riforma e la Neo-Ortodossia |
| Chi decide per gli ortodossi? |
| Una lettera di Shadal |
| Riforma e Stato d'Israele |
A cura di David Piazza - Ultimo aggiornamento 9/5/2003
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