Kasherùth

Per kashèruth si intende l'insieme delle norme che ci insegnano quali sono i cibi permessi ( kashèr) e il modo di prepararli, seguendo gli insegnamenti del Tanàkh, anche trattati nel Talmùd. Queste norme, che limitano la libertà dell'uomo nella scelta fra animali puri (kashèr) e impuri ( tarèf), hanno la precisa importanza di ricordarci: 1) che è il Signore il Padrone dell'universo; 2) di avere pietà anche verso gli animali.

Sono animali puri i quadrupedi ruminanti, con l'unghia spaccata (bovini, ovini, caprini). Non basta però, una sola di queste due condizioni (maiale, cavallo…) perché l'animale sia kashèr. Sono kashèr molti gallinacei, oche, anatre; proibiti i volatili rapaci e notturni. Possiamo nutrirci di quei pesci forniti di squame e pinne. Le altre specie di animali sono impuri, per esempio le api, di cui però possiamo mangiare il miele.

Un'altra importantissima norma è quella di non cibarsi del sangue degli animali, in quanto esso è il simbolo della vita. Ecco perché, per prima cosa, l'animale deve essere ucciso con un sistema speciale ( shechità) atto non solo a non farlo soffrire, ma anche ad eliminare più sangue possibile. Quando poi compriamo la carne, dobbiamo immergerla nell'acqua per mezz'ora, lasciarla ben cosparsa di sale per circa un'altra ora e dopo averla rilavata bene, possiamo metterla a cuocere.

Il fegato però, non può essere immerso nell'acqua e salato ma aperta la pellicola che lo ricopre, deve essere passato direttamente sul fuoco, prima di venire cucinato. Non si può mangiare il grasso, chiamato chèlev, di un animale, e non possiamo cibarci della parte dove si trova il nervo sciatico in ricordo della ferita inferta dall'Angelo a Giacobbe, durante la loro lotta: queste parti vengono tolte prima che la carne sia consegnata al macellaio kashèr.

"Non cuocere il capretto nel latte di sua madre" leggiamo in Esodo e Deuteronomio. È un divieto molto severo a cui dobbiamo attenerci. Non possiamo cibarci di carne e latte, (o latticini) insieme. Dopo la carne, devono passare almeno sei ore (per altri tre) prima di mangiare dei latticini; dopo i latticini prima di mangiare la carne bisogna lavarsi bene la bocca. Bisogna avere recipienti e stoviglie separate per cibi di carne e di latte.

Altre restrizioni riguardano la frutta. Per esempio, i frutti di un albero non possono essere mangiati nei primi tre anni da quando l'albero è stato piantato.

Poiché il pasto ha, inoltre, un carattere sacro, prima di mangiare dobbiamo recitare la benedizione: …'al netilàth yadàim (di lavarci le mani) e …hammotzì léchem min haàretz (che fai uscire il pane dalla terra). Un pezzo di pane va quindi intinto nel sale, che ci ricorda i sacrifici nel Santuario.

Dopo aver mangiato si recita la relativa berakhà; se si è mangiato pane si dice la birkhàth hamazòn.


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Autrice: Lydia Flack Cabibbe z"l., insegnante elementare indimenticabile.
Dedicato dall'autrice a tutti i bambini che studiano perché è detto:
"Il mondo esiste solo per il loro respiro".