7 luglio 2000

Uguaglianza? Solo nei diritti

Già si scrisse su questi schermi delle proposte avanzate da una speciale commissione ed accettate dal governo Barak riguardo l’annosa questione del servizio militare dei Charedim (ortodossi). In sintesi, la proposta diceva di mantenere la situazione esistente, la quale permette a chi studia in Yeshivà di rimandare senza limiti il servizio militare, trasformandola in legge dello Stato. La novità è però quella di permettere a chi vuole lasciare gli studi di inserirsi a 24 anni nel mondo del lavoro, facendo pochi mesi di servizio militare o civile. La proposta è diventata ora legge dello Stato, seppur solo in prima istanza e dovrà ora compiere il normale iter parlamentare. La polemica è grande fra chi vede nelle legge un primo passo per l’inserimento dei Charedim nella società civile israeliana e fra ci vede il premio dato a che si è sempre rifiutato di addossarsi l’elementare dovere di partecipare alla difesa della patria. I Charedim, come la minoranza araba, rivendicano l’uguaglianza di fatto e non solo di diritto. Strano però che entrambi vogliano sempre cominciare dall’uguaglianza nei diritti e non in quella nei doveri.

Primo pilota da Ofachim

Si chiama Ro’i il primo giovane di Ofachim, cittadina della zona del Neghev nota come centro di disoccupazione e povertà , che è riuscito a terminare il prestigioso e difficile corso di pilota nell’Aviazione militare israeliana. Il corso è terminato ai primi di luglio e Ro’i ha ricevuto le mitiche "ali" da pilota dalle mani del Presidente dello Stato, ‘Ezer Weizman. L’avvenimento ha avuto vasta risonanza sui media per il significato simbolico di riscatto e speranza.

Nuovo consiglio alla Chevrat Yehude’ Italia Li-F’ula Ruchanit

Si sono svolte a Gerusalemme le elezioni per il nuovo consiglio della Chevrat Yehude’ Italia Li-F’ula Ruchanit. All’assemblea elettorale ha preso parte un pubblico molto vasto, che ha dimostrato il suo interesse per i temi all’orine del giorno: la decisione se scegliere un rabbino per la Comunità ; la grave situazione del Centro di Studi per l’Ebraismo Italiano, rimasto senza fondi e senza personale; l’affievolirsi delle attività sociali all’interno della Comunità a vantaggio di iniziative culturali rivolte più al pubblico israeliano che a quello italiano.

Presidente è stato confermato Beniamino Lazar e con lui altri sei membri del precedente consiglio. Fra le facce nuove, il previsto rientro di David Cassuto e poi, finalmente, tre donne: Manuela Consonni, Mara Vigevani, Noemi Tedeschi.

Festa degli Italiani ad agosto a Gerusalemme

Il tradizionale appuntamento estivo degli italiani in Israele si rinnova anche quest’anno e si terrà giovedì 17 agosto 2000 a Gerusalemme. Sono in programma una ricca cena e uno spettacolo artistico. Alla manifestazione parteciperanno personalità politiche e della cultura israeliana, rappresentanti diplomatici dell’Italia in Israele e la comunità degli italiani in Israele. La serata è organizzata a favore delle istituzioni annesse al Tempio Italiano di Gerusalemme: il Museo di Arte Ebraica Italiana U. Nahon, il Centro di Studi sull’Ebraismo Italiano e il Centro del Restauro. La cena a buffet sarà offerta da diversi ristoranti, panetterie, gelaterie italiani di tutto Israele, i quali sostengono in questo modo le attività culturali e sociali della comunità italiana in Israele.

I mosaici di Ravenna a Tel Aviv

Si è aperta il 6 luglio al Museo Eretz Israel (Terra di Israele) una esibizione di repliche dei famosi mosaici bizantini di Ravenna. La mostra è stata organizzata con la collaborazione del Municipio di Ravenna e l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

Ariel Viterbo - Alon Shevut 7/7/2000

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