22 settembre 2000

Un paese unico - 1

Un paese unico è sicuramente Israele. In pochi stati del mondo ci si sveglia al mattino e si scopre che la rivoluzione è cominciata, proclamata dal Capo del Governo. Ehud Barak ha infatti deciso che è giunta l’ora di trasformare Israele in Stato laico e moderno. La sua proposta comprende l’approvazione della Costituzione, l’instaurazione del matrimonio civile, l’abolizione del Ministero delle Religioni e degli enti religiosi locali e l’inserimento delle funzioni da loro espletate in altri Ministeri o negli enti locali, il funzionamento dei trasporti pubblici, compresi i voli dell’El-Al, anche di sabato. Una serie di misure sufficienti a spaventare a morte tutti i partiti religiosi, da cinquant’anni fanaticamente alleati a difendere il cosidetto status quo, la situazione, cioè , che esisteva alla nascita dello Stato. Il rispetto dello status quo implica l’assurdo che in molti posti, come ad esempio Haifa, gli autobus pubblici funzionino di sabato. In nome dello status quo non si può discutere alcun cambiamento, quasi che esso rappresentasse una legge dell’Halachà e non il frutto di un compromesso che ha fatto il suo tempo. Non erra dunque Barak a proporre cambiamenti. Il patetico è che Barak è solo, senza coalizione di governo e da soli non si può fare nessuna rivoluzione, nemmeno in Israele.

Un paese unico - 2

Anche l’Italia è un paese unico. Con questo titolo si è infatti inaugurata domenica 3 settembre al Centro Internazionale dei Congressi di Gerusalemme, una mostra fotografica sulla vita italiana fra 1900 e 2000. Organizzata dal Consolato Generale d’Italia in Gerusalemme, dal Comune di Gerusalemme e dalla ditta Fratelli Alinari, la mostra esibisce un secolo di fotografie illustranti il Paese e la gente italiani.

Ricordo dei deportati italiani

L’anniversario della deportazione degli ebrei dall’Italia è stato quest’anno commemorato in anticipo sulla tradizionale data del 16 ottobre. Il 4 settembre si è infatti tenuta una cerimonia a Yad Vashem, Gerusalemme, in occasione della pubblicazione in ebraico del libro C’è un punto sulla terra di Giuliana Tedeschi. Alla presenza dell’autrice e di una folta rappresentanza di italiani in Israele, la cerimonia è cominciata con la commemorazione dei deportati nell’Ohel Izkor (Tenda della commemorazione), quindi è stato presentato il libro e al termine è stata presentata per la prima volta una composizione inedita per pianoforte di Mario Mieli, giovane ebreo italiano deportato ed ucciso ad Auschwitz.

Ariel Viterbo - Alon Shevut 22/9/2000

© 2000 Morashà e Ariel Viterbo. È vietata la riproduzione stampata o elettronica dei testi senza il permesso della redazione o dell'autore.

Commenti, proteste e segnalazioni possono essere inviati a vitarbo@internet-zahav.net