Un paese unico è sicuramente Israele. In pochi stati del mondo ci si sveglia al mattino e si scopre che la rivoluzione è cominciata, proclamata dal Capo del Governo. Ehud Barak ha infatti deciso che è giunta lora di trasformare Israele in Stato laico e moderno. La sua proposta comprende lapprovazione della Costituzione, linstaurazione del matrimonio civile, labolizione del Ministero delle Religioni e degli enti religiosi locali e linserimento delle funzioni da loro espletate in altri Ministeri o negli enti locali, il funzionamento dei trasporti pubblici, compresi i voli dellEl-Al, anche di sabato. Una serie di misure sufficienti a spaventare a morte tutti i partiti religiosi, da cinquantanni fanaticamente alleati a difendere il cosidetto status quo, la situazione, cioè , che esisteva alla nascita dello Stato. Il rispetto dello status quo implica lassurdo che in molti posti, come ad esempio Haifa, gli autobus pubblici funzionino di sabato. In nome dello status quo non si può discutere alcun cambiamento, quasi che esso rappresentasse una legge dellHalachà e non il frutto di un compromesso che ha fatto il suo tempo. Non erra dunque Barak a proporre cambiamenti. Il patetico è che Barak è solo, senza coalizione di governo e da soli non si può fare nessuna rivoluzione, nemmeno in Israele.
Anche lItalia è un paese unico. Con questo titolo si è infatti inaugurata domenica 3 settembre al Centro Internazionale dei Congressi di Gerusalemme, una mostra fotografica sulla vita italiana fra 1900 e 2000. Organizzata dal Consolato Generale dItalia in Gerusalemme, dal Comune di Gerusalemme e dalla ditta Fratelli Alinari, la mostra esibisce un secolo di fotografie illustranti il Paese e la gente italiani.
Lanniversario della deportazione degli ebrei dallItalia è stato questanno commemorato in anticipo sulla tradizionale data del 16 ottobre. Il 4 settembre si è infatti tenuta una cerimonia a Yad Vashem, Gerusalemme, in occasione della pubblicazione in ebraico del libro Cè un punto sulla terra di Giuliana Tedeschi. Alla presenza dellautrice e di una folta rappresentanza di italiani in Israele, la cerimonia è cominciata con la commemorazione dei deportati nellOhel Izkor (Tenda della commemorazione), quindi è stato presentato il libro e al termine è stata presentata per la prima volta una composizione inedita per pianoforte di Mario Mieli, giovane ebreo italiano deportato ed ucciso ad Auschwitz.
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