Raccolta di commenti inviati a Morasha.it sulla nuova Intifada

10/10/2000

SULL'ARTICOLO DI IGOR MAN SU GERUSALEMME

Gerusalemme sabato sera 7 ottobre 2000

Resto stupito ed inorridito nel leggere l'articolo di Igor Man su Gerusalemme; mi sarei aspettato da una persona cosi' preparata e cosi' ben informata sul mondo arabo, mussulmano e palestinese, quale il sig. Igor Man, che non ritornasse sul solito ritornello, che la causa degli ultimi tragici incidenti in Israele, in Giudea e Samaria e a Gerusalemme, è la visita, la passeggiata di Arik Sharon sulla spianata delle Moschee. I palestinesi e Arafat in prima linea aspettavano già da tempo un'occasione per iniziare i loro attacchi contro ebrei, israeliani e lo Stato d'Israele: è vero c'è stata la visita di Sharon. Se non ci fosse stata quella, Arafat ne avrebbe trovate a bizzeffe, pur di passare nuovamente sulle prime pagine dei giornali del mondo intero , e far passare nuovamente il popolo palestinese da vittima.

I risultati e le conseguenze di questa azione premeditata di Arafat non sono in grado di giudicarli e prevederli; so solamente che le azioni dei palestinesi di questi ultimi giorni (vedasi sassaiole sulla spianata del Muro del Pianto, distruzione della Tomba di Giuseppe a Sechem [Nablous]), le continue sparatorie su civili , hanno provocato una profonda crisi anche in quei gruppi di opinione israeliana detti di sinistra e che erano per gli accordi di Oslo, e per la maggiore apertura e concessioni ai palestinesi. Purtroppo sia loro che tutta la popolazione israeliana si sta rendendo conto, con grande nostra delusione, che ancora non abbiamo un partner pronto per la pace. La pace si dovrebbe fare con i nemici, ma ciò nel momento in cui il nemico o i nemici arrivano alla conclusione che non c'è altra via che quella della pace e del compromesso. Gli israeliani, o almeno la maggior parte della popolazione è da sempre convinta di voler arrivare alla pace e al compromesso; i palestinesi ancora non hanno afferrato cosa vuol dire pace. O meglio lo hanno ben compreso, come lo dicono gli stessi dirigenti palestinesi: la pace ci sarà quando gli ebrei se ne andranno da queste terre.

E mi permetta Igor Man un'ultima considerazione: dov'era oggi il paladino Arafat, difensore dei luoghi Santi (mussulmani, cristiani) quando la folla della città di Shechem, sotto la sorveglianza delle guardie palestinesi, ha quasi distrutto la Tomba di Giuseppe. E dove era il sig. Igor Man prima del 1967 quando i giordani usavano le pietre tombali del Cimitero ebraico del Monte degli Olivi a Gerusalemme, per usarli come latrine per i propri soldati. Dov'era il sig. Man e il mondo quando per anni e anni, sino al 1967 gli arabi hanno vietato agli ebrei di arrivare al Muro del Pianto, alla Tomba di Rachele e alle Tombe dei Patriarchi di Hevron?

Shalom da Gerusalemme

Beniamino Lazar


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