Raccolta di commenti inviati a Morasha.it sulla nuova Intifada

11/10/2000

Tomba o moschea?

Cari amici, l'altro giorno quel giornalaccio che risponde al nome di La Repubblica ha scritto che l'unico gesto di "distensione" lo ha fatto Arafat perche' ha ordinato ai suoi di ricostruire la Tomba di Giuseppe. Vero. Non hanno pero' continuato la frase che doveva essere conclusa cosi:"...per farne una moschea". Si, e' difficile da credere ma Arafat ha ordinato di cambiare la Tomba in una moschea e hanno gia' pitturato la cupola di verde (colore dell'Islam). Cosa puo' pensare una persona normale in Israele quando sente queste notizie? Poi il mondo, i giornali nel resto del mondo dicono che gli israeliani prendono a botte gli arabi in Israele. Fossi piu' giovane lo farei anch'io. Non e' possibile, non e' possibile. Qui le cose vanno di male in peggio. Adesso mentre scrivo ascolto le notizie e stanno dicendo che c'e' stato un attentato contro i nostri soldati, non si sa ancora niente, non si sa se ci sono morti. Il nostro morale e' sempre piu' basso, la paura cresce, si ha paura ad uscire di casa. Hanno gettato pietre anche contro il treno da Haifa a Tel Aviv. Non esiste piu' un posto sicuro in Israele. Eppure loro dicono di essere le vittime. Si, sono le vittime del loro dittatore. Un dittatore che il mondo intero onora, un dittatore che ha ricevuto il premio Nobel. Mandate lettere a Shimon Peres affinche' restituisca il suo. Non puo' tenere un premio ricevuto insieme a un dittatore assassino. Un dittatore al quale Chirac ha detto a Parigi " alza la posta cosi' otterrai di piu'" e da questa frase e dall'odio che Chirac e Arafat hanno contro Israele e' nata tutta questa tragedia. I giornali italiani dicono anche che Arafat, il santo Arafat ha ordinato di cessare la violenza. Anche questa volta non hanno terminato la frase...:"per continuare con gli attentati terroristici". Chissa' come mai i media italiani, e non solo, dimenticano sempre di finire le frasi.

Deborah Faith


© 2000 Morashà. È vietata la riproduzione stampata o elettronica dei testi senza il permesso della redazione