Raccolta di commenti inviati a Morasha.it sulla nuova Intifada

13/10/2000

Messaggio del Presidente della Comunità Ebraica di Roma

L’inizio del Nuovo Anno è stato segnato dalla violenza dei palestinesi, che è esplosa in giorni di festa e di teshuvà, come era già accaduto nel Kippur del 1973.

La condanna a combattere in tali giorni si è sempre conclusa, be-ezrat ha-Shem, con la vittoria del bene sul male e con la vittoria di Israele. Oggi non è il tempo di discutere di chi è la responsabilità delle nuove violenze, oggi è il giorno in cui dobbiamo dimostrare di essere sempre al fianco di Israele.

È giusto che ci si interroghi su quale è la strada più opportuna per arrivare alla pace con gli arabi, e le vicende della democrazia in Israele, con l'alternarsi dei governi, testimoniano con quanta passione politica gli israeliani si impegnino per la conquista della pace.

Non sta a noi che viviamo nelle nostre comode case, al riparo dai razzi katiusha e senza vicini arabi, decidere se hanno ragione le destre o le sinistre in Israele: è una scelta che dobbiamo lasciare ai cittadini di Israele.

Oggi come sempre noi abbiamo un compito: essere al fianco di Israele, non lasciare soli i nostri fratelli, non abbandonare il sostegno ai soldati nei territori o ai confini che rischiano ogni giorno la vita per ognuno di noi, per quelli osservanti e per quelli laici, per quelli di destra o di sinistra, per quelli in Israele e per quelli nella golà, ma soprattutto per vincere la battaglia per il diritto all’esistenza di Israele stesso.

Tutti noi dobbiamo avere la consapevolezza che perdere una guerra, chas-veshalom, significherebbe cancellare lo Stato di Israele e perdere la dignità e l’orgoglio di essere ebrei in ogni angolo della terra, anche nel nostro paese, anche in questa città.

Le immagini di cosa i palestinesi hanno fatto alla tomba di Yoseph, appena ritirato il presidio dei soldati israeliani, è la chiara dimostrazione di cosa farebbero di tutta Israele e di tutti i nostri luoghi sacri.

Un pensiero ed una preghiera per i tre soldati rapiti dai terroristi di Hezbollah e per tutti i prigionieri israeliani nelle mani degli arabi affinché possano tornare subito nelle loro case.

I mass media hanno iniziato una campagna di disinformazione che alimenta l’odio antisraeliano e l’odio antiebraico in una situazione che, non arginata per tempo, rischia di riproporre i tempi tristi e luttuosi del 1982; proprio domani ricorre il 18° anniversario dell’uccisione del piccolo Stefano Tashè, z.l.. Ho immediatamente attivato tutti i canali a mia disposizione per segnalare il pericolo sia alle massime autorità di polizia che ai responsabili degli organi di informazione.

Mi appello ad unirci con Israele senza alcuna esitazione per dimostrare ai nostri fratelli che Roma, la più antica comunità della diaspora, è come sempre al suo fianco, e a sostenerlo incondizionatamente nella ricerca di una vera pace, appena i palestinesi e gli arabi dimostreranno seriamente di condividerne l’aspirazione.

Erev Kippur 5761

8 ottobre 2000

Il Presidente della Comunità

Leone Paserman

(girato da Silvia Antonucci)


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