Raccolta di commenti inviati a Morasha.it sulla nuova Intifada

13/10/2000

Vigilia di Sukkòt 5761 a Gerusalemme

Gerusalemme, venerdì 13 ottobre, 14 tishrè 5761 vigilia di shabbat I giorno di sukkot.

Sone le 9,30 di mattina, precisi all'appuntamento si incontrano in rechov Hillel 27 i bambini della Comunità ebraica, per preparare la sukkà del Tempio Italiano; nella sala delle conferenze si preparano gli addobbi, le ghirlande, i vari striscioni, che poi tutti insieme andranno a mettere nella sukkà che nel frattempo viene preparata nel cortile antistante il Tempio. Alcuni grandi si stanno dando da fare per pulire un pochino il piazzale e la zona vicino alla sukkà. I servizi dei netturbini della municipalità, lasciano a desiderare, a prescindere dalla situzione attuale. Il centro di Gerusalemme, e sono già le 10,00 di mattina , è quasi deserto: non è la vera atmosfera della vigilia di una festa. La paura di attentati si fa sentire: le notizie che nei giorni passati l'Autorità Palestinese ha fatto uscire dalle prigioni i vari terroristi di Hamas che negli anni passati fecero scoppiare auto dinamitarde, autobus, o kamikaze, nel centro di Tel Aviv o a Gerusalemme, ha dato i suoi risultati così come gli inviti della Polizia e delle Autorità a prestare la massima attenzione. Per le strade girano poliziotti, questa volta armati non di sole pistole, ma anche di fucili.

I grandi vivono collegati con le radio e i telefonini: le immagini di ieri, del linch dei due soldati della riserva a Ramallah, ha lasciato tutti profondamente addolorati e piene di incertezze. La folla degli arabi che festeggiava l'avvenuto linch a Ramallah ci ha lasciato senza parole. Così come le notizie che ieri sera i palestinesi hanno bruciato la vecchia sinagoga di Gerico: in fondo Arafat ha sempre detto che lui sarebbe stato il "difensore" di tutti i luoghi santi, mussulmani, cristiani ed ebraici. L'abbiamo visto alla prova, sia a Shechem ed ora a Gerico. Mentre i bambini preparano gli addobbi, uno dei parnasim del Tempio, ufficiale dell'esercito, riceve una telefonata urgente da suoi superiori: una esercitazione, vista la situazione.

Sono quasi le 11,00, tra poco gli arabi mussulmani andranno nelle moschee per le preghiere del venerdì; e così anche a Gerusalemme, nelle moschee sulla spianata. In cielo un elicottero della polizia israeliana segue i movimenti. Oggi ci sono pesanti restizioni su chi potrà avere accesso alle Moschee a Gerusalemme. Si cerca di evitare l'accesso ai giovani, o a chi non vive a Gerusalemme. È una decisione pesante, difficile, quella di limitare l'afflusso di persone che vogliono pregare. Ma le autorità vogliono fare di tutto per limitare i punti di attrito, e si sa che l'uscita dalle Moschee, ed in particolare quella della spianata, è sempre la migliore occasione per creare incidenti, tafferugli, sassaiole al Muro del Pianto.

Per la strada si vedono pochi turisti, quelli dall'Italia sono spariti. Generalmente il periodo di sukkot era il periodo di grande afflusso di turisti ebrei da tutto il mondo, quest'anno ho l'impressione che ci sarà un grosso calo. Le guide italiane sono tutte disoccupate. Il mercato degli arba minim per sukkot anche è in crisi: diminuzione di clienti e quindi calo dei prezzi.

Tra di noi grandi si parla della situazione, si scambiano notizie, idee, previsioni. Se tutto andrà bene domenica sera, 15 ottobre, grande cena nella sukkà del Tempio Italiano: ognuno di noi porta qualche cosa da mangiare. È oramai una vecchia usanza già in vigore da 15 anni. A kippur sono stati scelti i due chatanim, chatan torà il rav Shalom Bahbout che da poco si è trasferito a Gerusalemme, hatan bereshit il dott. Chanoch Cassuto, figlio dell'architetto David Cassuto.

Se siamo delusi ed amareggiati dal comportamento dei nostri partners alla pace, i palestinesi, siamo anche molto delusi dalla stampa e da i mass media in generale, e da quelli italiani in particolare: la quasi totalità dei giornalisti, una parte residenti fissi in questa parte del globo, a parte rari casi, sta facendo un pessimo servizio alla categoria e alla obiettività dei giornalisti. Informazioni errate, terminologie inesatte: "due soldati uccisi a Ramallah". Stamane alle 8,00 a Canale 5 si parlava di "bombardamenti proprio in quello stesso momento" (erano in collegamento diretto). Falso. Non c'era stato alcun bombardamento.

Ieri si parlava di bombardamenti sulla residenza di Arafat. Falso. Le mete bombardate non avevano niente a che fare con la residenza di Arafat, e anche quelle mete colpite ieri con gli elicotteri, erano state in precedenza fatte evacuare per evitare perdite di vite umane di palestinesi. Mentre si parla e si discute, passa per caso di fronte al Tempio l'amica Gioia, già in passato curatrice del Museo: il marito Ilan, ufficiale della riserva, è stato richiamato dal Dover Zahal il portavoce dell'esercito, e da 10 giorni non è quasi mai a casa. Ieri sera ha partecipato ad un dibattito alla TV italiana (Rai). Dicono che è stato bravo: anche su i mass media dobbiamo combattere. Basta vedere i vari siti dell'OLP, di Hamas & Co. in giro per il mondo di internet.

Sono le 12,00, la sukkà al Tempio è finita, ora dobbiamo andare verso casa per finire la nostra, e poi si va a comprare il lulav. C'à un mercatino degli arba minim vicino a casa, vicino allo stibelech. Tempo permettendo stasera si mangia in sukkà. Che possa essere sukkat shalom, una sukkà di pace.

A tutti Voi, auguri di Moadim Le Simhà da Gerusalemme.

Biniamin Michael ben Akiva


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