Raccolta di commenti inviati a Morasha.it sulla nuova Intifada

5/10/2000

Il furbo mercante arabo e l'allocco giornalista europeo

Questa frase sintetizza in poche parole quello che la stampa internazionale ha recepito dalla guerra deliberatamente provocata da Arafat nei confronti dei cittadini assolutamente NON-BELLIGERANTI di Israele, guerra dichiarata, aperta e vinta dal medesimo leader sul campo dell’"opinione pubblica internazionale": a volte i giornalisti occidentali cadono nelle reti tese dalla propaganda dei rappresentanti di 800 milioni di arabi mussulmani, a discapito dei fatti descritti dai rappresentanti dei 6 milioni di cittadini israeliani, dove LA VERITÀ viene completamente dimenticata, mentre quello che più conta è chi riesce a gridare con più forza, similarmente a quanto accade nei mercati medio orientali, dove il mercante che strilla di più è quello che viene più ascoltato, e nulla conta se la sua merce sia genuina o di secondo grado.

Leggo oggi su "La repubblica" dei "60 morti palestinesi", mentre le minori perdite di vite umane da parte israeliana appaiono (agli allocchi della stampa occidentale...) come la dimostrazione della ferocia di Israele nei confronti della "povertà" dei Palestinesi: di nuovo il mercante arabo (nei panni di Arafat) l’ha data a bere all’opinione pubblica internazionale, completamente in balia delle danze macabre deliberatamente cercate e provocate da bande di "dimostranti" arabi armati di "soli" sassi davanti alle telecamere appositamente piazzate, ma con mitra, coltelli, bottiglie molotov ed ordigni elettronici controllati a distanza, lì dove le telecamere non riprendono.

I Palestinesi in quest’ultima settimana hanno attaccato nel modo più subdolo e ripugnante (e autolesionista) le sinistre israeliane, proprio quelle sinistre che tentavano con ogni mezzo di trovare la strada della convivenza, ed erano arrivate ad un passo dall’accordo, attraverso le armi della menzogna e di un vittimismo falso e disgustoso, armi spesso usate dai mercanti locali: qualsiasi occidentale che abbia lavorato con qualche mercanti medio orientale sa di cosa si tratta, perché sono tecniche usate fin dai tempi dei Mori di Venezia.

Quei "60 morti palestinesi" sono morti come conseguenza di un bagno di sangue deliberatamente cercato, voluto e provocato dagli stessi palestinesi: ed il gioco è valso la candela! Fino alla settimana scorsa il mondo aveva capito che Barak voleva l’accordo di pace (aveva persino perso la maggioranza al parlamento, colpevole di aver fatto troppe concessioni ad Arafat), e si schierava dalla sua parte. Sono bastati 60 "SHAID" (martiri morti in guerra santa) palestinesi per far cambiare idea alla stessa "opinione pubblica internazionale".

Quest’ultima ha accusato Sharon di essere stato il colpevole di tutto: bel capro espiatorio ha scelto! In realtà lo sfoggio di stupidità di Sharon è stato solo il pretesto per una violenza palestinese da tempo preparata e voluta in modo predeterminato.

Odo in questo momento la radio: ecco l’ultimo esempio delle "pacifiche" dimostrazioni dei palestinesi - altri due palestinesi uccisi. Ma, cari giornalisti europei, sapete come sono rimasti uccisi?

Soldati israeliani super-autocontrollati che erano di guardia su una postazione sopraelevata in un importante incrocio (Nezarim) hanno sparato a due "dimostranti" palestinesi che si stavano arrampicando sui pali della postazione israeliana armati di "soli" coltelli, e bottiglie molotov. Questi sono caduti dai pali e sono morti.

Oltre a quest’ultima notizia odo che spari sono stati sparati ad una vettura di civili israeliani nei pressi del lago di Tiberiade - una strada importante, non meno importante della via Aurelia Ligure.

Le violenze sono iniziate venerdì scorso in questo modo: un agente dell’Autorità Palestinese che da tempo stava lavorando con un poliziotto israeliano lo ha assassinato sparandogli. Quest’ultimo, di origine etiope, era il vicino di casa di una mia collega che lavora nella scuola dove insegno. Sempre lo stesso giorno, un soldato israeliano è morto perché fatto saltare in aria da un ordigno comandato a distanza - stava scortando una serie di vetture civili che si trovavano nei pressi di Nezarim, vicino a Gaza.

Di seguito sono accaduti numerosissimi fatti di sangue, ma è importante mettere in rilievo il fatto che l’esercito e le forze di polizia israeliani hanno avuto l’ordine perentorio di recedere dalle proprie posizioni e di non usare la forza, a meno che non ci fosse un caso di legittima difesa (cioè per salvare la propria pelle...), mentre i palestinesi non hanno fatto altro che attaccare sia per farsi filmare dalle televisioni di mezzo mondo che allo scopo di uccidere.

Se da parte israeliana ci sono state meno vittime, è perché gli israeliani hanno fatto il possibile per salvare vite umane.

E queste violenze VOLUTE SOLO ED UNICAMENTE DA PARTE PALESTINESE, hanno finito per fare il gioco degli interessi di Arafat - se Arafat non riuscirà ad avere il controllo della moschea di El Aksa a Gerusalemme, potrà dire al mondo arabo : "Guardate, ho provato di tutto, anche la guerriglia, con gli israeliani, e non ci sono riuscito - purtroppo per i mussulmani, il controllo della stessa moschea non sarà arabo, posso firmare il trattato di pace?" E i vari dittatori arabi gli diranno "No, continua a fare la guerra, così come il siriano Assad ha fatto per decenni". Ma forse, una parte di loro gli diranno "Sì, firma", e allora Arafat potrà firmare la pace, pur senza la moschea di El Aksa, che come si sa si trova su una zona sacra anche agli ebrei (il tempio antico, distrutto dai romani).

È chiaro come per l'ennesima volta gli arabi abbiano avuto l’occasione di fare la pace con gli israeliani, ma purtroppo sono stati ancora loro a farla sfumare nel nulla, a causa delle proprie bramosie in eccesso, cos’ come già fecero nel 1948, nel 1956, nel 1967 e per tutti gli altri anni del conflitto: se non si arriverà ad un accordo questa volta, tornerà al potere Natanyahu e ci penserà lui a continuare lo stato di guerra tra popoli primitivi.

Cari giornalisti europei, se anche per questa volta la pace non verrà raggiunta, state certi che c’è stato il vostro zampino di mezzo: con le vostre parole miopi da creduloni, avete accoltellato alle spalle le sinistre israeliane. E pensare che fino a due settimane fa ero così contento di vedere per le strade di Tel Aviv automobili di targa palestinese o giordana - mi dicevo, ecco, la pace sta scoppiando, sono passati già diversi mesi senza attentati o morti. Non avevo fatto i conti con la fine delle Olimpiadi: come mai le violenze sono iniziate solo dopo i giochi di Sidney? A questo ci avete pensato?

Alberto Levy


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