Raccolta di commenti inviati a Morasha.it sulla nuova Intifada

28/11/2000

Ramadan e Israele

È incominciato il mese di Ramadan e tutti in Israele speravamo che, almeno per questo mese di preghiere e digiuno dei musulmani, saremmo stati in pace. Speravamo. Israele spera sempre, sono 52 anni che in Israele si spera . E invece cosa succede? Succede che Hamas, la più grande organizzazione islamica, manda un messaggio a tutti i palestinesi " santificheremo meglio Dio se, durante ramadan, massacreremo gli ebrei." Cosa si può dire davanti a tanta barbarie? Cosa si può sperare di fronte a tanta fanatica intolleranza mescolata a un odio così feroce?

Cercherò, a questo punto, di fare un'analisi il più possibile fredda e distaccata.

Il mondo occidentale e democratico, per lo più culturalmente distante da tutto ciò che si avvicina al fanatismo, pensa che questo tipo di messaggi provengano da ambienti islamici arretrati, da persone di cultura medievale. Non esiste errore più grande, questi messaggi provengono da persone laurate, vestite distintamente in giacca e cravatta possibilmente italiane o inglesi, questi messaggi di odio e di morte arrivano da persone che vivono si ad Amman o a Damasco ma che visitano Londra, New York, Roma, Parigi e che hanno forti legami economici e culturali con il mondo occidentale.

Hanan Ashrawi, la portavoce di Arafat e membro importante del suo governo, non vive in uno sperduto villaggio nel deserto dello Yemen ma a Washington ed è quotidianamente in contatto con personalità americane ed europee. Eppure la Ashrawi ha commentato così il linciaggio dei soldati israeliani:" era logico che accadesse, ed è stata un'azione assolutamente giustificabile dei palestinesi."

Questo significa che a Hanan Ashrawi, donna colta, laica ed evoluta, non hanno fatto nessuna impressione le immagini del linch di Ramallah, dei giovani palestinesi con le mani intinte nel sangue di altri ragazzi maciullati, sbranati, ridotti in poltiglia dall'odio e dal fanatismo.

Il presidente iraniano Khatami anche lui molto distinto e signorile nel suo mantello nero e turbante, bello e sorridente, osannato dall'Europa come luce di democrazia e tolleranza, chiama ogni santo giorno alla distruzione di Israele.

Non dobbiamo quindi meravigliarci che dei religiosi fanatici in completo grigio e cravatta italiana chiamino le folle al massacro degli ebrei.

Dobbiamo inorridire.

Il mondo islamico odia gli ebrei non soltanto a causa dell'esistenza di Israele, spina democratica nel fianco di un'immensità totalitaria e medievale, li odia perchè è ancora fedele alla sua antica alleanza con Hitler e il nazismo, li odia perchè è ancora fedele all'antisemitismo comunista dell'ex Unione Sovietica con cui l'Islam si è alleato dopo la caduta del nazismo. Il mondo arabo islamico o laico che sia odia gli ebrei in quanto ebrei ed è per questo che hamas chiama al massacro, che Hanan Ashrawi non si impressiona per il linciaggio di due ragazzi, è per questo che Khatami, luce di democrazia del "nuovo Iran", invoca quotidianamente la distruzione di Israele.

Ma esiste anche un'altra realtà: L'islam odia anche i cristiani. In molti paesi arabi è ancora vietato, pena la morte, costruire una chiesa, è vietato per chi è cristiano pregare anche all'interno della sua casa. Il mondo cristiano è molto tollerante con gli arabi, li difende e li giustifica sempre e comunque e probabilmente non si rende conto del pericolo. Il Cardinale Biffi ha messo in guardia: "attenzione, noi siamo aperti e tolleranti ma non esiste reciprocità". È assolutamente vero, non esiste reciprocità, inoltre l'Islam allunga le mani e dove arriva arriva. Oggi è Israele, domani sarà qualcun altro e invece di accusare Biffi di razzismo e oscurantismo i cristiani dovrebbero rileggere un pò la storia e dovrebbero fare più attenzione a quello che succede nel mondo arabo-islamico. Fare attenzione non significa essere razzisti ma intelligenti.

Inorridiamo per l'appello al massacro di hamas e ricordiamoci che, un domani, potrebbe essere allargato anche ai non ebrei.

Deborah Fait


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