Sabato 9 dicembre perviene alla redazione di Morashà un articolo a firma Paola Canarutto in risposta all'articolo di Deborah Fait del 3/12 "Si ricordano solo di Israele". Abbiamo ritenuto che il testo, nella sostanza e nella forma, sia degno di una risposta adeguata alle sfide e alle provocazioni che lancia. Abbiamo quindi invitato i nostri lettori a intervenire e a esprimere le proprie opinioni. Pubblichiamo quindi qui di seguito l'articolo e le reazioni.

9/12/2000

Politiche israeliane

Rispondo all'articolo del 3/12, "Si ricordano solo di Israele". Certo e almeno dal '45 che e cosi. Presi dal rimorso per quel che non avevano fatto per salvare gli ebrei durante la guerra, europei americani e russi si sono trovati concordi nel concedere benignamente ai superstiti la terra di un altro popolo - certo non la loro. (Merito anche di quel bello spirito di Herzl - "Un popolo senza terra per una terra senza popolo" - in Palestina, secondo lui, non abitava nessuno).

Citate (e bene che fate) i curdi. Io avrei altri popoli da citare, sterminati nell'ultimo secolo: che so io, gli armeni (i turchi, musulmani, ne hanno massacrati 600.000 a fine '800 perche erano della "religione sbagliata" (e cioe erano cristiani), e, poiche il gioco era riuscito "bene", ne hanno massacrati altri 2.000.000 una ventina di anni dopo; gli zingari; gli abitanti della regione dei Grandi Laghi, in Africa; i musulmani della Bosnia, pochi anni fa. Pero i democratici europei e americani si limitano ad auspicare, per questi popoli, che possano costituirsi uno stato nel posto in cui abitano (e cioe i curdi in Kurdistan, gli armeni in Armenia, hutu e tutsi in Ruanda e in Burundi, i bosniaci nell'ex Jugoslavia) - e con questo, la coscienza democratica e a posto. Per gli ebrei non e stato cosi - a pagare lo sterminio nazista sono stati chiaramente i principali responsabili del medesimo: i palestinesi, cioé.

In realta, che in Palestina qualcuno ci abitasse fu qualcosa che i sionisti scoprirono in fretta. Ma non c'e problema - basta mandarli via (avrete letto, spero, i lavori dei nuovi storici israeliani, Benny Morris in testa). E cosi c'e il problema dei profughi; e la "legge del ritorno" vale per gli ebrei, certo non per quelli della "religione sbagliata" (cristiani o musulmani che siano, poco importa) che avevano il torto di stare li prima del '47.

Che dire - tutto sommato gli umani sono abbastanza elastici, e forse i palestinesi della "religione sbagliata" (o sara la razza - pardon l'etnia sbagliata?) avrebbero potuto coabitare felicemente entro uno stato ebraico, se avessero avuto l'eguaglianza dei diritti civili (in fondo, i cattolici ticinesi stanno benissimo in un Paese protestante come e la Svizzera finora non e saltato loro in mente di chiedere l'annessione alla Lombardia o alla Padania di Bossi). Forse questa "uguaglianza dei diritti" non e proprio perfetta, che dite? E non e solo un problema di definizione dello stato come di stato ebraico (che deve rendere felice chi ebreo non e quanto renderebbe felici gli ebrei italiani il trovarsi improvvisamente ad essere cittadini di quarta classe, o non cittadini del tutto, di uno stato che ha deciso di definirsi "dei cattolici") - forse e un problema di distribuzione dell'acqua (e equa, secondo voi?), di privilegi accordati a chi fa il servizio militare (cosi si possono negare, guarda caso, agli arabi - ma non sta bene dirlo cosi chiaramente, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che lo stato degli ebrei e razzista), di distruzione di case e di frutteti (delle pubblicazioni di B'Tselem spero e immagino che siate affezionati lettori...).

Io sono molto egoista, lo so e lo dichiaro. E avrei qualche obiezione da fare se lo stato italiano decidesse che, in quanto stato in cui gli abitanti sono a stragrande maggioranza cattolici, d'ora in poi le case degli ebrei e dei valdesi vanno date ai profughi della religione "giusta"; preferirei non finire in un campo profughi, circondato dal filo spinato, senza acqua e senza fogne, perche la mia casa e stata data a un armeno. (Qualcuno, con fine spirito dell'umorismo, potrebbe sempre dirmi che l'Italia è grande -posso sempre migrare in Sicilia, perche no?) o in Israele: sono proprio testarda a voler stare abbarbicata a quella casupola che mi ostino a chiamare "casa mia". Suvvia...)

Mah... Un feroce cattolico antisemita disse un giorno "Non fare ad altri quel che vorresti fosse fatto a te". A voi piacerebbe essere trattati come Israele tratta coloro che sono della religione o dell'etnia "sbagliata"?

Insomma. In Italia abbiamo avuto le Brigate Rosse, che si sono autoestinte per mancanza di sostegno popolare (invece che fare la rivoluzione o scagliare i sassi, normalmente la gente preferisce farsi i fatti propri, coltivare il proprio orticello e pagare il mutuo per la casa). La guerriglia antiisraeliana invece non si ferma. Forse qualche motivo di protestare l'avranno? O sono tutti matti - hanno bisogno forse di una visita psichiatrica collettiva urgente?

Proprio in quanto donna, il fondamentalismo, in particolare se islamico, mi fa orrore (basta guardare a come vivono "bene" le donne in Afghanistan e in Algeria...). Pero non mi pare che il modo in cui Israele combatte il fondamentalismo sia il migliore possibile.

In Europa ci sono due modelli con cui rapportarsi all'islam. Uno e quello svedese, dove se i musulmani chiedono una moschea lo stato gliene costruisce tre, e dove alle donne con lo chador nero si propone soltanto, sottovoce, di sostituirlo con uno a pois - con il risultato che alla seconda generazione lo chador non lo mette piu nessuna. L'altro e quello francese, in cui il governo fa "muro contro muro", proibisce lo chador a scuola (ma non la croce al collo o la chippa sulla testa) - e si e trovato, fino a non molti anni fa, con le bombe nelle metropolitane. Fa pensare a niente, questo? (Ma non sono gli islamici a essere matti. Anche gli irlandesi cattolici, discriminati da un governo colonialista anglicano, mettevano bombe, fino a qualche anno fa. E, per limitarsi ai mantelli neri, li portano tuttora gli ebrei dell'Europa orientale, che continuano a ricordare l'antisemitismo della zona del mondo da cui provengono - certo non gli ebrei americani, dove persecuzioni antiebraiche non ce n'e mai state....)

Cordiali saluti

Paola Canarutto

PS. Vi consiglio alcune letture, tratte com'e ovvio da testi ferocemente antisemiti e di classica disinformazione di marca cattolica italiana. Il primo e il Jerusalem Report del 24.4.00 (pagg. 19-20, 25, 35-36, 40, 56-57, 63). Gli altri provo a mandarveli in allegato (quello di Herman e del '95, quello dal titolo "Al-Aqsa Intifada dell'ottobre '00).


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