Eliahu Hanavì
Introduzione

Il profeta Elia esplicò la sua attività nel regno d’Israele al tempo del re Achàv prima (875-854 A.e.v.) e di Achazià figlio di Achàv poi (853 A.e.v.). Le notizie che la Scrittura ci ha tramandato sulle sue origini, sono molto scarne. Al principio Elia non è presentato nel testo come un Navì (profeta) e di fatto il suo comportamento intransigente che lo porta a invocare subito dure ed esemplari punizioni senza cercare prima la strada della persuasione, non lo qualifica come tale. Non è chiaro, poi, se "Elià" o "Eliàhu" fosse il vero nome o un appellativo che egli si attribuì per il suo significato (Il mio Dio è il Signore) e che bene sintetizzava il compito che gli era stato assegnato, di convincere il popolo ebraico ad abbandonare gli dei stranieri e a ritornare sulla strada della Torà.

La stessa Tishbe, città dalla quale proveniva, non ha un’ubicazione certa e potrebbe trovarsi tanto in Galilea (Libro di Tobia 1,2) quanto a est della città di Avèl Mecholà (Rav E.S. Artom). Il lungo peregrinare e la continua ricerca della solitudine, più che una necessità, sembrano far parte della sua natura per cui alcuni ritengono che egli fosse un componente di una tribù nomade, forse quella dei Rachaviti o dei Keniti, ma tale teoria contrasta con quella dei Maestri e non ha alcuna base se non quella della fantasia.

Come vedremo, però, per i commentatori tradizionali della Scrittura la brevità di notizie non è dovuta solo allo scarso interesse che tendenzialmente la Bibbia attribuisce alla biografia dei personaggi. Ci è noto che poco prima del suo intervento (876) un esercito assiro si era spinto per la prima volta nella Palestina e aveva imposto un forte tributo ad Israele. Achàv, sobillato dalla moglie Izével, figlia del re dei Sidoni, per motivi opportunistici, favorì il culto idolatrico del Bà’al e dell’Astarte e ben presto, con l’approvazione del popolo, la marea dell’idolatria inondò tutto il paese. Il degrado religioso e morale toccò, così, vette altissime e questo porterà Elia a scagliarsi con violenza contro i peccatori e contro l’indifferenza del popolo ebraico decretando una dura carestia che avrebbe portato morte e distruzione (cap. 17). Per questo dovrà scappare e vivere come un eremita per un lungo periodo, per poi tornare alla sua funzione di profeta lottando pubblicamente contro ogni forma di idolatria e di assimilazione. Dopo aver pubblicamente dimostrato la potenza divina e l’assoluta inesistenza degli dei pagani, convincerà i sudditi di Achàv e di Izével ad aiutarlo nella cattura dei falsi profeti che egli stesso poi provvederà a punire, uccidendoli a fil di spada (cap. 18). Ciò lo costringerà a fuggire nuovamente e a nascondersi per evitare la morte voluta dal re e della regina. Durante la sua fuga gli verrà annunciata direttamente da Dio l’imminente fine del suo mandato profetico e l’ordine di ungere come proprio successore Eliseo, il più grande tra i discepoli da lui instradato nell’arte della profezia (cap. 19). Dopo un ultimo intervento rivolto contro Achàv, colpevole, anche se indirettamente, della morte di Navòt e di essersi appropriato della sua vigna (cap. 21), Elia finirà la sua opera durante i giorni di Achazià, che arrivò a consultare apertamente un dio straniero, il Bà’al zebùb, peccato questo che neppure il padre arrivò mai a commettere. L’ultima immagine del profeta Elia è la sua salita in cielo su un carro di fuoco (II Re cap. 2), uno dei passi più belli di tutta la letteratura sacra che, per la sua complessità, avrebbe bisogno di essere trattato a parte e approfonditamente. In questo breve lavoro ci accingiamo invece ad analizzare i capitoli 17, 18 e 19 di I Re con l’ausilio di alcuni dei commenti classici dei Maestri di Israele, con la speranza di aiutare il lettore a comprendere almeno in parte una delle personalità più complesse del Tanàch (Bibbia), seppure con l’assoluta certezza che questo compito meriterebbe uno studio assai più approfondito da quello che qui è stato svolto.

© Morashà

A cura di
Rav Reuvèn Colombo,
testo ebraico e traduzione a fronte

pp. 72 16x23
Lit. 12.000

ESAURITO