Il Kaddìsh Yatòm
La storia del Kaddìsh

Il Kaddìsh è una breve preghiera composta da piccole formule di lode a Dio in lingua aramaica, che ricorre spesso durante le orazioni giornaliere e che viene inoltre recitata alla fine di uno studio o in suffragio dell’anima di un parente. Ma per quanto il Kaddìsh sia uno dei passi più noti della liturgia ebraica, assai poco si conosce sul suo significato o sulle sue origini.

È assai probabile che il Kaddìsh si sia sviluppato lentamente nel corso dei secoli attorno all’espressione "Yehé shemé rabbà mevaràch le’alàm ul’almé ’almayà yitbàrach" che significa: "Sia il Suo grande nome benedetto, per sempre e in eterno".

Fin dall’epoca del Santuario con questa frase, tenuta in grande considerazione dai Maestri, si usava terminare una preghiera pubblica o una benedizione e, più tardi, per concludere una riunione di studio (Sotà 49a). Per quanto secondo alcuni studiosi il fatto che il Kaddìsh non parli della speranza nella ricostruzione di Gerusalemme dimostra che esso sia stato composto prima della distruzione del Santuario, è invece assai probabile che la sua stesura si debba far risalire ad un periodo ben più tardo. Infatti nella Mishnà, redatta circa nel 200 e.v., non vi sono ancora tracce del Kaddìsh poiché questa preghiera non compare tra i brani della liturgia che si devono recitare in presenza di un Miniàn, ossia di dieci maschi adulti. Solo nella tarda Massékhet Soferìm (VI secolo) si trova finalmente citata la preghiera del Kaddìsh che si componeva di una serie di formule di santificazione del nome divino che facevano da cornice alla frase originale di "Yehé shemé rabbà…" .

Comunque, solo nel prontuario di preghiere di R. ’Amràm Gaòn troviamo per la prima volta la fonte completa del testo, seppur con leggere ma significative varianti rispetto a quella in uso oggi presso le varie Comunità. Vi sono attualmente in uso cinque tipi di Kaddishìm (plurale di Kaddìsh) che vengono recitati in diverse occasioni. Vediamo brevemente quali sono…

© Morashà

A cura di
Rav Reuvèn Colombo,
Introduzione, commento con testo ebraico e traduzione a fronte

pp. 48 11,5x18,5
Lit. 7.000