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Guida
alle regole
"Il saggio che cosa dice? Che cosa sono queste testimonianze, questi statuti e leggi " (Dalla Haggadà di Pésach) Il termine "Pésach" (pé-sach = la bocca parla) racchiude, secondo il Midràsh, il precetto di raccontare e di ricordare ai figli, agli altri e in definitiva a se stessi i miracoli e i prodigi con i quali Signore liberò il popolo ebraico dalla schiavitù egiziana. Lo scopo principale di questa narrazione è sicuramente quello di infondere nel cuore dellebreo la fede nellaiuto di Dio e la certezza che, nonostante tutto, leternità di Israele non può essere messa in discussione. (Abravanèl) Ma il racconto e il ricordo, per quanto essenziali, non bastano. Il figlio "saggio" della Haggadà non pone questioni filosofiche sulle piaghe che hanno colpito lEgitto o sul miracolo del passaggio del Mar Rosso ma chiede innanzi tutto al padre o al Maestro di parlare degli "statuti" e delle "leggi" che egli dovrà rispettare durante Pésach. Come insegnava rav Itzchàk Hutner, il vero chakhàm (saggio) non si ferma solo a considerare il modo in cui i padri sono stati emancipati ma si interroga innanzi tutto sul vero motivo che ha indotto Dio a liberare gli ebrei dalloppressione egiziana. La ragione di tale liberazione è scritta nella Torà: " e sarà che una volta avvenuta luscita del popolo dallEgitto, questi adorerà il Signore su questo monte". (Esodo III 12) Gli ebrei vengono dunque liberati per ricevere la Torà sul Sinai e per mettere in pratica i precetti in essa racchiusi ed è perciò chiaro che il vero rispetto di Pésach non può prescindere dalla precisa osservanza delle norme che regolano questa festa. Per aiutare coloro che desiderano rispettare in modo corretto tali precetti, ho così ritenuto opportuno raccogliere in un breve volumetto le regole di Pésach. Questo testo non pretende di essere esauriente. I diversi riti e le numerose consuetudini che nel corso dei secoli hanno dato un carattere famigliare alla festa di Pésach, mi hanno spesso costretto a fornire delle regole generali di comportamento e altre volte a riferire solo una parte delle diverse opinioni dei Maestri riguardo ad una norma, che comunque sono sufficienti per fornire ai lettori di rito sefardita, ashkenazita o italiano l usanza da seguire. Per questo breve lavoro mi sono basato principalmente sulle due opere: "Le regole di Pésach e del mese di Nissàn" e "Le regole del Séder" scritte dal rabbino Davìd Yosèf, figlio del "Rishòn-Letziòn", rav Ovadià Yosèf e sul libro "Siddùr Pésach Kehilkhatò" del rabbino Shelomò Zàlman Grossman. Dedico questo scritto alla memoria di mio padre Chayìm Colombo z.l. che mi ha saputo infondere amore e rispetto per la Torà con la speranza di poter un giorno nuovamente sentire la sua voce e il suo racconto durante il Séder di Pésach. Possa essere questo lanno del suo ritorno e assieme a lui risorgano tutti i giusti di Israel. Amèn ken yehì ratzòn. Reuvèn Colombo
© Morashà |

A
cura di
Rav Reuvèn Colombo
72
pp, 17 x 24
Lit. 15.000