Re David
David pastore

David era un giovane di bell’aspetto, intelligente e coraggioso. Suo padre, Yishài, di Betlemme, resosi conto della sua serietà, affidò a lui, per quanto fosse il più giovane fra i suoi figli, le cure del gregge, e David vi si dedicava con grande amore.

Si alzava all’alba e, dopo aver recitato le preghiere, prendeva il sacco e il bastone (il bastone aveva uno zufolo a una delle estremità) e, aperto l’ovile, usciva con il gregge al pascolo.

Betlemme era situata in una ridente zona dei monti della Giudea e, al levarsi del sole, la rugiada brillava nella vasta campagna che circondava la città.

Il cuore del giovane pastore ridondava di contentezza alla vista del paesaggio luminoso e seguiva il gregge zufolando deliziose melodie. Se trovava prati, sia pure vasti, confinanti con campi di grano, non lasciava che le sue pecore vi pascolassero, per timore che andassero a calpestare le spighe, e preferiva fare lunga strada pur di raggiungere zone di pascolo dove non ci fossero proprietà coltivate a cereali: lungo la via, col suono del piffero, rendeva il cammino meno faticoso alle pecore più deboli. Dotato dalla Provvidenza di un orecchio finissimo, sapeva rendere in modo mirabile i suoni della natura, il cinguettio degli uccelli, lo stormire delle frasche, il fruscio delle spighe, il mormoreggiare delle sorgenti.

David andava dietro al gregge senza perderlo d’occhio un solo istante; seguiva con cura gli agnellini perché non restassero indietro e li prendeva sulle spalle quando li vedeva stanchi. Giunto al luogo del pascolo si dava da fare perché anche i più giovani trovassero il loro nutrimento: strappava per loro l’erba e lui stesso li imboccava. Si racconta che una volta David non fosse riuscito a trovare per il pascolo che un campo di sterpi e di erbacce e, per timore che le pecore più grandi mangiassero il meglio e non restasse nulla per le altre, mandò per primi al pascolo gli agnelli perché mangiassero loro la parte più tenera dell’erba; solo quando gli sembrò che si fossero nutriti a sazietà, fece andare sul campo le pecore più vecchie e, per ultime, fece entrare quelle giovani che, coi loro denti forti, avrebbero potuto mangiare senza fatica anche gli steli.

Con questa trovata riuscì a saziare l’intero gregge e il Signore apprezzò a tal punto il suo operato, che decise di affidargli anziché la cura del gregge paterno, la cura di tutto il popolo, e verrà il giorno in cui David, nominato re, diverrà il pastore dei Figli di Giacobbe.

© Morashà

Di Shlomo Skulski.

13 illustrazioni originali
Marcella Brancaforte


96 pp , 13x21
Lit. 15.000