I segni del Messia

Nel presente brano, l’autore disegna l’immagine del Messia, descrivendone quattro connotazioni caratteristiche.

La trattazione del tema messianico è qui occasionalmente provocata dall’apparizione - nello Yemen nel 1172 - di un uomo che si era proclamato Messia e che era stato, infine, messo a morte dalle autorità islamiche.

La sua dignità sarà di un livello più elevato e più prestigioso di quello dei profeti, escluso Mosè, nostro Maestro.

Il Creatore gli attribuirà delle qualità che neppure Mosè possedette, come è detto: "Animato da timor di Dio, non giudicherà in base a ciò che vedranno i suoi occhi, nè deciderà in base a ciò che sentiranno le sue orecchie" (1) e "Su di lui si poserà lo spirito di Dio, uno spirito di saggezza e di intelligenza, uno spirito di consiglio e di forza, uno spirito di scienza e di timor di Dio" (2) e "La giustizia sarà la cintura dei suoi lombi e la lealtà la fascia dei suoi fianchi" (3).

Il Santo, Benedetto sia, lo chiamerà con sei nomi, come è scritto: "Un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, il dominio riposa sulla sua spalla e lo si è chiamato: prodigioso, consigliere, divino, prode, padre della conquista, principe della pace" (4).

Il fatto che lo chiami divino è per rendere noto, in via iperbolica, che la sua grandezza sarà superiore a quella di qualsiasi altro uomo.

Una delle condizioni, che noi sappiamo concernere ogni profeta, è la sua perfezione intellettuale, in conseguenza della quale Dio gli concede il dono della profezia.

Esiste, infatti, presso di noi un principio fondamentale e cioè che "la profezia non viene accordata, se non a un saggio, a un coraggioso e a un ricco" (5) e, come viene spiegato, coraggioso significa: che domina il proprio istinto, (6) e ricco: ricco di conoscenza (7).

Ma, se appare un uomo, che non è noto per la sua saggezza e che afferma di essere un profeta, non gli dobbiamo credere; e, a maggior ragione, se è un ignorante che afferma di essere il Messia.

Per quanto concerne le modalità con cui il Messia si manifesterà e il luogo in cui ciò avverrà (8), all’inizio egli si rivelerà nella terra d’Israele, dato che è nella terra d’Israele che dovrà aver luogo l’inizio della sua apparizione, come è scritto: "Improvvisamente entrerà nel suo Santuario (9) il Signore di cui voi attendete la venuta, il messaggero del patto che voi bramate; eccolo che viene, dice l’Eterno Zevaoth" (10).

Per quanto concerne le modalità della sua apparizione, sappi che tu non saprai della sua venuta, prima che questa si manifesti, talchè se ne possa parlare come del figlio del tale e come appartenente alla data famiglia. Invece, sorgerà un uomo,affatto sconosciuto prima della sua apparizione (11), e i miracoli e i prodigi che, per mezzo suo, si manifesteranno saranno la prova della sua autentica origine.

Così, infatti, il Santo, Benedetto sia, dichiarò, quando ci descrisse tale avvenimento: "Ecco un uomo, il cui nome è il germoglio, fiorirà dal suo luogo" (12), Analogamente, Isaia dichiara che egli si manifesterà, senza che si sappia alcunché nè di suo padre, nè di sua madre, nè della sua famiglia: "Spunterà come un tenero germoglio, come una radice piantata in un terreno arido..."(13).

Dopo che si sarà rivelato nella terra della bellezza (14) e avrà radunato tutto Israele a Gerusalemme e nelle altre regioni, allora la nazione si estenderà e si espanderà verso occidente ed oriente, giungendo fino allo Yemen e fino agli abitatori più remoti dell’India (15).

E’, infatti, scritto in Isaia: "Colui che invia per mare dei messaggeri, facendoli navigare in barche di papiro sulla superficie dell’acqua: andate, veloci messaggeri, verso una nazione dalla corporatura slanciata e dal viso liscio, verso un popolo temibile, da che esiste, un popolo che cammina diritto davanti a sè, calpestando tutto ciò che incontra e le cui moltitudini solcano il terreno (16), "Verso il luogo di residenza del nome del Signore Zevaoth, sul monte Sion" (17).

Tutte le sue qualità, descritte da tutti i profeti, incominciando da Mosè, e finendo con Malakhì, potrai raccoglierle e verificarle nei 24 libri biblici.

Ma una qualità gli è particolarmente peculiare(18), ed è questa: che quando si rivelerà, tutti i re della terra rimarranno sconvolti da tale notizia e saranno presi da paura, i loro regni saranno preda dell’agitazione ed escogiterranno ogni sistema per resistergli: con la spada e con altri mezzi; cioè a dire, non potranno nè opporglisi, nè contestarlo, nè contraddirlo, poiché saranno annichiliti di fronte ai prodigi che mostrerà, e si metteranno la mano sulla bocca(19).

Così, infatti, Isaia si esprime, allorché racconta il momento in cui i re sentiranno parlare di lui: "I re chiuderanno la loro bocca di fronte a lui, poiché ciò che non era stato loro raccontato essi lo vedranno e ciò che non avevano udito lo verificheranno" (20).

Afferma, inoltre, che potrà far morire chiunque vorrà, mediante la sua parola, senza che nessuno possa salvarsi o sottrarsi a lui.

È, infatti, scritto: "Con la verga della sua parola percuoterà la terra e con il soffio delle sue labbra farà morire il malvagio" (21).

La cessazione, tuttavia, della spada e della guerra, da oriente ad occidente (22) non si verificherà all’inizio del suo avvento, ma solo dopo le guerre di Gog e Magòg, descritte da Ezechiele (23).

(Tratto da : Mosè Maimonide "Lettera allo Yemen" - Capitolo IV)

NOTE: (1) Isaia 11°, 3.

(2) Isaia 11°, 2.

(3) Ibid. 5.

(4) Isaia 11°, 5.

(5) Talmud Bab. Shabbàth 92a.

(6) Mishnà, Avòth: 4°, 1.

(7) Alcuni interpretano: ricco di virtù morali. Nel linguaggio talmudico, infatti, l’espressione de’òth significa molto spesso: comportamenti (oltrechè: conoscenze). Lo stesso trattato del Mishnè-Torà di Maimonide, intitolato "Hilkhòth De’oth", ha per oggetto i comportamenti etici.

(8) L’autore inizia qui a descrivere la 2a e la 3a connotazione del Messia.

(9) Il quale si trova in Terra d’Israele.

(10) Malachia 3°, 1.

(11) La rivelazione del Messia sarà improvvisa, senza che di lui, in precedenza, siano stati noti l’identità, la genealogia e il luogo d’origine.

(12) Zaccaria 6°, 2. L’espressione dal suo luogo significa qui: da sè stesso cioè: spontaneamente, senza bisogno di radice. E’ evidente il riferimento al mistero che avvolgerà la figura del Messia.

(13) Isaia 53°, 2.

(14) La terra d’Israele (Cfr. Ezechiele 20°, 6).

(15) Secondo un famoso detto dei Maestri, "Gerusalemme è destinata a divenire la capitale del mondo" (Cfr. Shemòt Rabbà, 23°, 11).

(16) Per portare la notizia nei luoghi più lontani.(Isaia 18°,2).

(17) Ibid. 7.

(18) Cioè: afferente esclusivamente a lui, senza precedenti nella storia umana. Si tratta del 4° segno.

(19) Non avendo più argomenti per confutare la sua autenticità.

(20) Isaia 52°, 15.

(21) Isaia 11°, 4.

(22) Il riferimento è rivolto agli annunci di Isaia e di Michea sulla cessazione, nei tempi messianici, della guerra e della violenza. (Cfr. Isaia 2°, 4; Michea 4°, 3).

(23) Cfr. Capp. 38°-39°.