Esodo 21, 1 - 24, 18

1) In che contesto viene ricordata la mezuzà nella nostra parashà?

2) Qual è la pena per aver ferito il padre o la madre?

3) Un toro incorna un altro toro. Quale risarcimento massimo il padrone deve pagare se quel toro non aveva incornato più di due volte, in precedenza?

4) In che maniera impariamo, nella nostra Parashà, l’importanza del lavoro?

5) Una persona prende in prestito la macchina di un suo dipendente. La macchina viene colpita da un fulmine. Quanto deve pagare questa persona?

6) Perché mai viene usata l’espressione "mordere" per indicare il prestito a interesse?

7) Perché la la carne non kashèr deve essere gettata preferibilmente proprio ai cani?

8) Perché è proibito anche solo ascoltare una calunnia?

9) Quante trasgressioni si compiono cucinando assieme carne e latte?

10) Chi era Efràt? Chi era suo marito e chi suo figlio?

1) 21, 6. Se uno schiavo ebreo preferisce rimanere con il suo padrone viene portato allo stipite della porta e gli viene forato l’orecchio.

2) 21, 15. Morte per strangolamento.

3) 21, 35. Il valore intero della bestia.

4) 21, 37. Dal valore quintuplo per aver rubato un bue e averlo ucciso. La multa è una punizione per aver impedito al proprietario di arare con il bue.

5) 22, 14. Niente.

6) 22, 24. L’interesse è come il morso di un serpente. Così come il veleno non fa effetto subito dopo il morso, così non ci si rende conto dell’interesse finché diventa una somma così grande da non poter essere restituita.

7) 22, 30. Come "ricompensa" per il loro silenzio durante la piaga dei primogeniti.

8) 23, 1. Onkelos traduce "non fare maldicenza" con "non ascoltare maldicenza".

9) 23, 19. Una.

10) 24, 14. Miriam, figlia di Kalèv, madre di Chur.