Esodo 38, 21 - 40, 38

1) Perché la parola "mishkàn" è citata due volte nello stesso versetto?

2) Perché il mishkàn è chiamato "mishkàn della testimonianza"?

3) Che cosa vuol dire Betzalèl?

4) Quante erano le persone che donarono il mezzo shèkel?

5) Quale materiale usato per i "bigdè kehunà" non è stato usato invece per coprire gli arredi sacri?

6) Che cosa c’era sull’orlo del "me’ìl"?

7) Che ruolo ebbe Moshè nella costruzione del "mishkàn"?

8) Che cos’era esattamente la "tenda" che Moshè stese sul "mishkàn"?

9) Chi offrì i sacrifici comuni durante gli otto giorni della consacrazione del "mishkàn"?

10) In quale giorno sia Moshè che Aharòn servirono come kohanìm?

1) 38, 21. Per alludere al Bet Hamikdàsh che verrà considerato per due volte come "pegno" (mashkòn) per i peccati degli ebrei, fino a che il popolo non si pente.

2) 38, 21. Testimoniava per il popolo ebraico che Dio lo aveva perdonato per il vitello d’oro e aveva permesso che la "shekhinà" vi risiedesse in mezzo.

3) 38, 22. "All’ombra di Dio".

4) 38, 26. 603.550. Ogni maschio da vent’anni in su (leviìm esclusi).

5) 39, 1. Lino (vedi Rashì a 31, 10).

6) 39, 24-25. Melograni ricamati e campanelline d’oro.

7) 39, 33. Lo eresse.

8) 40, 19. Una cortina di pelle di capra.

9) 40, 29. Moshè.

10) 40, 31. Nell’ottavo giorno della consacrazione.