Levitico 14, 1 - 15, 33

1) Nel deserto, deve risiedeva un "metzorà" mentre era "tammè"?

2) Perché un "metzorà" ha bisogno degli uccelli per il suo processo di purificazione?

3) Che significato ha il cedro nello stesso processo di purificazione?

4) In che maniera poteva essere talvolta vantaggioso avere la "tzara’àt" nella propria casa?

5) Quando una casa è sospettata di avere la "tzarà’at", qual’è il suo status prima che venga ispezionata dal kohèn?

6) Che tipo di utensili non possono essere resi "tahòr" dopo essere sati "tammè"?

7) Quando una persona entrava in una casa colpita da "tzarà’at", a che punto i suoi vestiti diventavano "tammè"?

8) Qual’è lo status di uno "zav", una persona che ha un’emissione corporea; a) due volte in due giorni consecutivi; b) tre voilte in tre giorni consecutivi?

9) Che cosa vuol dire la Torà quando si riferisce ad uno "zav" come uno che non si è lavato le mani?

10) Quando è in grado uno "zav" di potersi immergersi in un mikvè?

1) 14, 3. All’esterno dei tre accampamenti.

2) 14, 4. La "tzarà’at" viene a causa del "leshòn harà". Quindi la Torà chiede di portare in sacrificio gli animali che sembra "chiacchierino" di più.

3) 14, 4. Il cedro è un albero maestoso. Allude al fatto che la "tzarà’at" colpisce a causa dell’altezzosità.

4) 14, 34. Gli amorei nascondevano dei tesori nelle mura di casa. Dopo la conquista la "tzarà’at" colpiva queste case. Il padrone abbatteva le mura e si scoprivano i tesori.

5) 14, 36. Era "tahòr", pura.

6) 14, 36. Gli oggetti a base di terracotta.

7) 14, 46. Quando rimaneva nella casa il tempo sufficiente per mangiare un pasto leggero.

8) 15, 2. a) È "tammè"; b) è "tammè" e deve anche portare un sacrificio.

9) 15, 11. È una persona che non si è immerso nel mikvè.

10) 15, 13. Dopo sette giorni consecutivi senza emissioni.