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Efrat, Israele La Parashà di questa settimana, che descrive il momento culminante delle piaghe Divine contro l'Egitto, introduce anche il primo dei 613 precetti che l'Onnipotente dà agli ebrei: "questo mese sarà per voi il primo dei mesi (oppure "che questa nuova luna rappresenti per voi il primo giorno del mese, Rosh Hodesh"), il primo (mese) dei mesi dell'anno." (Esodo 12:2). Non è strano che fra tutti i possibili "candidati" ad essere il primo precetto, "amerai il prossimo tuo come te stesso", "amerai il Signore tuo D-o con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza", "tu sarai santo" - l'Onnipotente scelga specificamente Rosh Hodesh, l'istituzione del primo giorno del mese come festa di Rosh Hodesh e la scelta del mese di Nissan come primo dei mesi, come destinatari di questo onore simbolico?!

Inoltre, il trattato di Rosh Hashanà dedica molte Mishnayot alle complessità esistenti nel determinare una nuova luna e quindi un nuovo mese; ai tempi del Beit Hamikdash questo richiedeva due testimoni che avessero realmente visto la comparsa della nuova luna, l'indagine attenta su questi testimoni da parte dei grandi giudici rabbinici del grande santuario del Tempio e la dichiarazione pubblica da parte di questi giudici che "il mese fosse stato santificato". I nostri saggi talmudici hanno sancito per i testimoni perfino la possibilità di profanazione dello Shabbath in modo che potessero arrivare il più velocemente possibile al santuario per la loro testimonianza. Ma la comparsa di una nuova luna è paragonabile alla preservazione di una vita umana, al punto che uno possa profanare lo Shabbath a causa di essa?

E se effettivamente questo primo precetto ha una tale importanza, perché non includerlo fra i dieci comandamenti? Perché inserirlo all'interno del contesto dell'ultima delle dieci piaghe? E per concludere, subito dopo questo precetto nella nostra parashà viene citato il precetto per ogni capofamiglia di macellare un agnello, effettuare il sacrificio pasquale e segnare col suo sangue gli stipiti delle porte proprio il giorno prima l'uscita dall'Egitto. Qual è il rapporto fra la nuova luna ed il sacrificio pasquale?

Sosterrei che la nuova luna di ogni mese - e il precetto di sottolinearla con una festa apposita - è uno dei messaggi più unici e più significativi dell'ebraismo. La nostra società moderna occidentale è basata su due profonde e antiche culture: quella greca e quella ebraica. La civiltà greco-romana ha certamente tramandato importanti patrimoni quali il teatro, la matematica, l'arte e la filosofia; la civiltà ebraica ha tramandato il monoteismo etico, la moralità e la religione basata sulla giustizia e sulla pietà. E in larga misura, queste due culture possono trovare una sintesi, come il suggerisce midrash, "l'estetismo di Yafet (Grecia) nella tenda di Shem (Israele)", se la saggezza secolare viene modellata e diretta dall'etica e dalla moralità della Torah.

Tuttavia, c'è una distinzione profonda fra la mentalità greca e la mentalità ebraica. I greci vedono il mondo, così come la storia, in termini ciclici: tutto tornerà alle sue origini; "il domani e domani e domani scandisce questo piccolo ritmo fino all'ultima sillaba di tempo registrato". Il mito di Sisifo - l'uomo che trasportava un masso alla cima della montagna e che restava soltanto a guardarlo ricadere verso il basso per poi doverlo trasportare in cima di nuovo, è una metafora perfetta per descrivere l'atteggiamento greco. "La vanità delle vanità (vapore dei vapori), dice Kohelet, vanità delle vanità, tutto è vanità (vapore). Qual è il valore per l'uomo di tutto il suo lavoro sotto il sole? Una generazione viene e una generazione va, mentre la terra dura per sempre. Il sole sorge e il sole tramonta, e si affretta verso il posto dal quale risorgerà...". Un mondo ciclico, in cui noi non facciamo altro che ripetere continuamente i nostri errori, che provoca un atteggiamento di pessimismo cinico. Il sole, che si comporta sempre nello stesso identico modo, regola questo mondo ciclico, insignificante e privo di obiettivi.

Completamente differente è l'ebraismo che vede il mondo e la storia in termini lineari, che progrediscono verso un periodo in cui "l'agnello giacerà con il leone, il bambino potrà giocare nella cesta dei cobra... le spade si muteranno in vomeri, le nazioni non alzeranno più la spada contro altre nazioni e l'umanità non saprà più cosa sia la guerra" (Isaiah 2,11). È un mondo di fede ottimistica, di fiducia nel futuro, di aspettativa di cambiamento. La metafora perfetta per questo tipo di atteggiamento è proprio la luna, che nel suo rinnovamento emerge letteralmente dalla nera oscurità con il suo pallore, fino alla rinnovata luce gloriosa che splenderà ancora più gloriosa. Il momento storico che ha dimostrato la possibilità di cambiamento verso il positivo è stato quello della apparentemente impossibile libertà degli schiavi ebrei, del dissolvimento quasi istantaneo dell'immorale ordine sociale del Faraone, dell'esodo di Israele dal buio alla luce, dalla schiavitù alla libertà. Questo è un mondo che non è sotto il sole, come nel pessimistico Kohelet, ma, piuttosto, sotto la luna, che esprime la possibilità di cambiamento e di rinnovamento nella propria essenza e sotto un D-o presente e redentore.

Rashi perciò spiega - nella prima delle sue due interpretazioni che il primo precetto deve essere l'istituzione della festa di Rosh Hodesh con il rinnovamento mensile della luna e cita il midrash in cui si dice che D-o Stesso ha mostrato questo a Mosè. Perciò, il sacrificio pasquale - che esprime la compiacenza ebraica nell'impostare la propria vita sulla libertà, visto che l'agnello era un dio egiziano - segue il rinnovamento del mese; dopo tutto, nessuno rischierebbe la propria vita per un cambiamento impossibile, nessuno farebbe un tale sacrificio se non credesse che il cambiamento degli ordini sociali stabiliti e dell'ultima redenzione non potrebbero mai realizzarsi. Il rinnovamento della luna rappresenta un messaggio fondamentale per la nostra fede ottimistica - ed è degno di elevarsi come primo precetto con un rituale rabbinico che dimostra semplicemente la sua importanza suprema.

Shabbat Shalom

Traduzione a cura di DGB.

 
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© Ohr Torah Stone - © Morashà per la traduzione italiana