Shelàkh

Numeri 13:1 - 15:41

Efrat, Israele - "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese che divora i suoi   abitanti, e tutte le persone che abbiamo visto in esso sono di misura straordinaria" (Numeri 13:32).

A quanto pare, dieci dei dodici esploratori inviati in missione di ricognizione erano talmente pieni di repulsione   per la Terra di Israele da preparare un rapporto negativo e rifiutare di conquistare la Terra Promessa. Cosa hanno trovato di così inquietante - e perché Joshua e Caleb non erano così turbati alla vista della stessa cosa?

" E' un paese che divora i suoi abitanti, e tutte le persone che abbiamo visto in esso sono di misura straordinaria ", gridano gli esploratori.

[Come fa ad essere un paese che divora i suoi abitanti e al contempo avere abitanti di statura straordinaria?]

Sforno ha l'approccio più semplice al problema: la lamentela riguardava l'aria inquinata, i raccolti contaminati da batteri insidiosi, e il fatto che così solo il più sano e il più coraggioso avrebbero avuto la capacità di sopravvivere. Per questo motivo le persone che essi avevano visto erano di statura alta - ma essi erano solo una piccola percentuale che "ce l'aveva fatta"; tutte le persone normali erano condannati a morire a causa del clima insalubre.

Nachmanide (il Ramban) ha un approccio molto differente. Dopo tutto, ci ricorda, gli esploratori hanno portato indietro splendidi frutti - uva super deluxe - tanto che sarebbe stato difficile per loro affermare che l'aria era pessima e i prodotti sotto- sviluppati . Inoltre questi uomini erano i principi delle loro rispettive tribù, uomini degni della loro fama; essi non avrebbero certamente mentito! Il loro peccato di aver stilato un "rapporto negativo" deriva dalla loro interpretazione negativa di una situazione positiva: essi hanno parlato di un clima molto carico di sostanze nutritive , acque abbondanti e frutti sensuali che crescono con proporzioni enormi. Solo individui che sono essi stessi di grande statura e di indole sana possono sopravvivere ad una così ricca e abbondante nutrizione; "cibo di questa natura   renderà le persone forti in grado di diventare ancora più forti ma essi renderanno schiavi il resto degli uomini normali" (Rambam, ad loc.). Così egli spiega il fatto che era una terra che divora i suoi abitanti - ma allo stesso tempo che gli abitanti erano alti e robusti, individui di grandi proporzioni.

E' interessante notare che la visione di Sforno è quella degli esploratori come in fondo dei bugiardi, mentre il Rambam ha re-interpretato i fatti in accordo con la loro mentalità di schiavi pieni di paura.

La spiegazione di Rashì è totalmente diversa - ed è la più istruttiva per noi oggi nella nostra situazione attuale. Questo grande commentatore cita un midrash per interpretare "una terra che divora i suoi abitanti": "Ovunque andiamo, troviamo gli abitanti che seppelliscono i loro morti", gridano gli esploratori. Infatti, spiega Rashi, essi non capiscono che questa grande quantità di funerali era a loro vantaggio, poichè gli abitanti così coinvolti nel loro lutto non avrebbero fatto attenzione agli esploratori stranieri! Rashì procede a interpretare "anshei midot" che abbiamo tradotto precedentemente con "uomini di grande misura (vantaggio)" con   "uomini di lite e lotta," dalla parola ebraica madon ; in modo simile ,le   " Aggiunte a Rashi" (che si trovano nella versione estesa di Mikraot Ghedolot) interpretano la frase come "uomini di conoscenza avanzata in guerra, uomini con uniformi militari"dalla parola ebraica madim . Rashi afferma che gli esploratori avevano visto gli abitanti di Canaan impegnati in guerra e che indossavano uniformi da battaglia e partecipavano ai funerali dei loro guerrieri morti; e così gli esploratori si spaventarono all'idea di affrontare abitanti così bellicosi e , al loro ritorno, consigliarono o di tornare in Egitto o di rimanere nel deserto in modo da non dover andare in guerra.

Questa ultima interpretazione coincide molto bene con il modo in cui il Daat Zkenim spiega la frase che - nell'ultima parashà - segna la degenerazione del deserto nel disastro, " E gli ebrei era Kemitoneim" (Numeri 11:1) come uomini in lutto, proprio come uomini in lutto per i loro morti in quanto essi prevedevano la   conquista militare della Terra di Canaan - Israele. Essi immaginavano nelle loro menti un nemico potente e perciò scappavano spaventati.

Ma perché Joshua e Caleb rimangono risoluti? Cosa dà loro il coraggio delle loro convinzioni e la volontà di affrontare le battaglie necessarie per conquistare la Terra Promessa? La nostra parashà si apre con un elenco di nomi dei principi-capi tribù, i dodici esploratori, informandoci che Hosheà era il principe di Efraim, e " Mosè chiamava Hosheà il figlio di Nun 'Yehoshua" (Numeri 13:16). Hosheà era il discepolo pieno di fede di Mosè   e il suo profeta aveva modificato il nome in   Yehoshua (Joshua), aggiungendo il prefisso D-o (Yah) per formare il nuovo appellativo " Dio salva".

Sei versi dopo, veniamo informati che essi (tutti e dodici gli esploratori) avevano iniziato il loro viaggio viaggiando nel Neghev, e che poi egli (singolare) arrivò a Hevron (Numeri 13:22), Rashì commenta immediatamente " Caleb andò lì da solo, ed egli si prostrò sulle tombe dei suoi patriarchi e matriarche , la grotta di Machpelà a Hevron...".

Joshua era ispirato da D-o, e Caleb era " ispirato dalla storia nazionale" se voi sentiste che D-o è dalla vostra parte, e se foste ispirati dalla visione e dal coraggio dei fondatori della fede, non sareste pieni di paura nell'affrontare un nemico per poter prendere possesso della vostra terra natia. Tragicamente gli altri esploratori erano così distanti dal Sinai e dalla tradizione del patto che essi si sentivano molto piccoli e molto soli. "E noi eravamo ai loro occhi come locuste - così eravamo noi ai loro occhi". Si sentivano senza forza - e così percepivano se stessi agli occhi dei loro nemici. Joshua e Caleb porteranno la generazione successiva nella Terra Promessa; la loro fede in D-o e nel destino ebraico li rende molto più alti in statura ( se non in altezza) degli abitanti indigeni di Canaan e si preparavano a godere deliziosamente dei buoni frutti della terra stillante di latte e miele.

Shabbat Shalom!

Traduzione a cura di DGB.

 
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