Vaetchannàn

Deuteronomio 3:23 - 7:11

Efrat, Israele - La parashà di questa settimana contiene due dei passi più celebri di tutta la Bibbia: i Dieci Comandamenti e lo Shemà, la quintessenza dell'etica biblica e l'espressione fondamentale della nostra fede in un unico D-o. Lo Shemà è difficile da capire e si presta a molteplici traduzioni e spiegazioni: "Ascolta oh Israele il Signore nostro D-o il Signore è uno". Il termine 'Signore', Y-HWH, evoca l'eternità, la ragione dell'esistenza, l'amore e la redenzione finale. 'E-loheinu', tradotto con 'nostro D-o' , è un termine al plurale (da E-lohim) ed evoca il potere e la creatività. La combinazione dei nomi di D-o rende l'interpretazione del verso un un'operazione difficile. Io credo, in realtà, che i due passi (relativi allo Shemà e ai Dieci Comandamenti) siano connessi tra loro da un legame inestricabile, e che una volta compreso il collegamento, sia possibile capire uno dei significati più profondi dello Shemà che è inoltre il messaggio più importante dell'Ebraismo.

Il primo dei Dieci Comandamenti, "Io sono il Signore tuo D-o che ti ha fatto uscire dalla Terra d'Egitto, dalla casa degli schiavi", informa tutto Israele che Egli è il D-o che libera gli schiavi e gli oppressi. Ed evidentemente questa definizione, per modo di dire, di D-o, non è destinata alla sola Israele.   Se L'Onnipotente avesse voluto semplicemente liberare gli Ebrei, avrebbe potuto trasportarli per via aerea "sopra e fuori" dall'Egitto (più o meno come noi Israeliani abbiamo fatto per gli Ebrei Bet Israel dell'Etiopia). L'unica giustificazione per le dieci piaghe e per la divisione del Mar Rosso è quella di voler convincere il Faraone - e, attraverso il Faraone, tutti i futuri tiranni del suo genere nella successiva storia mondiale - che il Signore D-o è l'unico creatore, e l'unico 'essere' al quale le creature sparse per il mondo devono deferenza e devozione.

Il D-o che ha creato il mondo desidera che ogni uomo sia libero di servire Lui e solo Lui; il D-o che ha liberato gli Ebrei dall'Egitto ha dichiarato attraverso quella liberazione che Egli avversa ogni uomo che "signoreggia" su un altro uomo. E dato che la Bibbia ordina "Camminerai nelle vie del Signore", allora, così come D-o ha difeso la libertà dell'uomo, anche noi dobbiamo difendere la libertà dell'uomo.

Da questa prospettiva si possono comprendere meglio gli ultimi cinque comandamenti inter-personali: "Non uccidere; non commettere adulterio (non prendere la moglie di altri); non rubare; non fare falsa testimonianza contro il tuo vicino; non desiderare..." (Deuteronomio 5:17,18). Dopo tutto, se ogni uomo è stato creato ad immagine di D-o, se ogni uomo è intrinsecamente libero, allora ogni uomo è inviolabile e non deve essere compromesso: non deve essere ucciso, non deve essere derubato, né dei suoi averi né della sua sposa, non deve essere "inchiodato" da una falsa testimonianza e non deve veder desiderato ciò che gli appartiene. Questi sono inoltre comandamenti universali che devono applicarsi ad ogni uomo. Effettivamente, i primi tre comandamenti di questa lista sono inclusi chiaramente nelle Setti Leggi Noahidi, leggi che gravano su tutti gli uomini, il quarto può scaturire dalla prescrizione Noahide di stabilire un sistema giudiziario giusto (dinim), e il quinto è la formula psicologica della prevenzione: sii soddisfatto di ciò che hai, non desiderare ciò che il tuo vicino possiede ed allora non arriverai a violarlo danneggiando la sua persona o scippandolo dei suoi averi. Questa posizione morale si applica sia alla persone sia alle nazioni, sia ai vicini e ai superiori, ai genitori ed ai figli, in casa, sia agli insegnanti e agli allievi, in classe.

Torniamo ora allo Shemà. Quando dichiariamo che il nostro Signore è uno, noi stiamo in realtà dicendo che Egli è il D-o non solo degli Ebrei - se così fosse, la Bibbia sarebbe iniziata con Abramo e non con Adamo - ma del mondo intero. Il profeta Zaccaria parla del tempo in cui il mondo intero sarà unito nella pace e nella fede al D-o della libertà e della giustizia, parla della "perfezione del mondo nel Regno di D-o" ( tikkun olam come descritto nel secondo paragrafo della preghiera Alenu) - rievocato dalla vittoria di Zion sulle colpe delle macchine nel film Matrix - " Il Signore sarà re di tutta la terra, e in quel giorno il Signore sarà uno solo e il suo nome sarà uno solo" (Zaccaria 14:9).

I nostri profeti non hanno mai richiesto la conversione universale all'Ebraismo. Il profeta Micha, infatti, descrive la "fine dei tempi" come un periodo in cui "un popolo non alzerà più la spada su un altro popolo e l'umanità non imparerà mai più la guerra ... perché tutti i popoli andranno avanti, ogni persona nel nome del suo Dio e noi cammineremo nel nome del Signore nostro D-o per sempre" (Micha 4:3-5). Quello che la Torà ci richiede è di influenzare l'umanità alla conversione alle sette leggi Noahidi (Non uccidere, non rubare, non commettere adulterio, non mangiare il membro di un animale vivente, non essere blasfemo a D-o, non essere idolatra, e stabilire un Sistema di Giustizia - Maimonide, Leggi dei Re, Capitolo 8). Il divieto di idolatria, almeno secondo il grande Saggio Rav Menachem Meiri, non è una dichiarazione teologica ma è piuttosto una dichiarazione morale - contro le azioni malvagie, dispotiche e terribili perpetrate dagli idolatri (Jacob Katz, 'Exclusivism and Tolerance', capitolo su Meiri). E così quando il Re Salomone consacrò il Beit Hamikdash, chiese a D-o di accettare le offerte di un Gentile (Re 1,8:41-43), e questa è una legge talmudica accettata (B.T. Menahot 73b, Hullin 13b, Zevahim 45a).

Di conseguenza, suggerirei che nel magnifico e maestoso tema, del tikkun olam - un mondo unificato nella moralità - espresso dallo Shemà ( Alenu e Alken sono l'interpretazione rabbinica dello Shemà, e i Saggi hanno decretato che la preghiera di Alenu concluda ogni servizio liturgico) sia incorporato il messaggio: Ascolta oh Israele, il Signore nostro D-o - che è espresso in molti modi da molti popoli - è il solo D-o della Creazione e della libertà in cui noi crediamo - e fintantoché coloro che invocano i loro Dei lo fanno da un contesto di moralità, questi Dei sono espressione dell'unico D-o dell'Universo.

Shabbat Shalom!

Traduzione a cura di DGB.

 
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© Ohr Torah Stone - © Morashà per la traduzione italiana