Crescenzo Del Monte 1895

Crescenzo del Monte risponde a Ariel Toaff

In risposta alla tesi sostenuta dal prof. Toaff, che si basa sulle confessioni sotto tortura degli accusati nei processi per omicidio rituale, Crescenzo Del Monte, noto poeta dialettale in giudaico-romanesco, ha scritto una dichiarazione critica sotto forma di sonetto che qui riportiamo.

Il problema è che Del Monte non ha ancora letto il libro di Toaff, né potrebbe farlo in questo mondo,  essendo mancato nel 1935, quindi va anche lui annoverato tra gli stupidi intolleranti che limitano la libertà di  ricerca e l’espressione.

Il sonetto di Del Monte comunque parla da solo. E’ del 12 Maggio del 1895 ed è scritto non in giudaico-romanesco ma in romanesco. E’ pubblicato a pag. 561  nell’edizione integrale dei Sonetti a cura di Micaela Procaccia e Marcello Teodonio, La Giuntina, Firenze 2007.

L’inquisizzione II

Lì, caro mio, te la facevi addosso!

Che la turtura, mica se c…ona!

E puro de levattela da dosso,

je spiferavi tutta la canzona!

 

T’addichiaravi arètico, ortodosso,

turco, pagano, er diàvol’-in-perzona…

e te davi da te la croce addosso,

p’esse trattato meno a la birbona.

 

Quelli, poi, barbottaveno tra loro…

E ormai nun te sarvava più gnisuno

Dall’ogne de quer zanto Concistoro!

E potevi chiamatte affortunato,

si pe’ bona condotta, sarvogniuno,

primo de datte foco eri impiccato

 

I
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