Le approvazioni rabbiniche


Simchàt Tora

Rav Riccardo Di Segni - Rabbino capo di Roma

Con particolare soddisfazione presento quesa nuova pubblicazione, che prosegue le iniziative importanti della casa editrice Morashà. Finalmente il pubblico di rito italiano può disporre di testi ordinati e di grande qualità tipografica adeguata al gusto e alle richieste del momento.

Plauso speciale merita rav Chajim Della Rocca, infaticabile nella sua opera di difesa e trasmissione delle tradizioni del rito romano, che proprio a Simchàt Torà mantiene un suo formulario originale, con testi poetici e melodie suggestive altrove sconosciute.

Il lettore faccia, tra l’altro, attenzione ai testi delle hakkafòt, e a quel gioco linguistico, così tipico dei poeti ebrei italiani, in cui si sfrutta anche il significato doppio del termine amòr, dì in ebraico, e ovviamente amore in italiano.

Jacov Di Segni ha curato il testo con competenza e attenzione.

E infine grazie ai chatanìm di quest’anno che hanno sostenuto l’iniziativa editoriale.


Giorni feriali e Shabbàt

Rav Meir Lau - Rabbino capo ashkenazita d'Israele

In ebraico
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Rav Giuseppe Laras - Rabbino capo di Milano

… Non fare della tua preghiera una recitazione meccanica (Avòt 2, 13)

Il progetto di un siddùr di rito italiano, pensato e composto per Roma e Milano, oggi le due maggiori e più importanti Comunità d’Italia, progetto da tempo accarezzato e via via sempre più intensamente voluto, è stato finalmente realizzato.

Si è giunti alla meta grazie all’interessamento e al contributo di alcune persone, ma grazie, soprattutto, all’opera, non facile e volenterosa di due noti rabbini: Rav Shmuel Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, e Rav Elia Richetti, rabbino capo di Venezia.

Si tratta di un formulario di preghiere - feriali e sabbatiche - che consente di seguire e recitare le preghiere con agevole continuità, senza “salti” e rinvii, con l’indicazione, ove non vi è uniformità fra i riti delle due Comunità, dei brani che si recitano solo a Roma o solo a Milano.

A questo testo di preghiera, che si presenta chiaro e corretto, ci sentiamo di augurare ampia diffusione, anche perché - in quanto pensato in prospettiva di comune fruizione da parte dei fedeli di due diverse Comunità - fa allusivamente bene sperare in una più forte volontà di cooperazione fra le istituzioni degli ebrei d’Italia.

In tale prospettiva, l’occasione della presente iniziativa editoriale legata alla preghiera (quest’ultima intesa come espressione di tensione verso il mondo dello spirito) assume sicuramente valenza augurale.


Hosha'anà Rabbà

Rav Elio Toaff

 
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Rav Riccardo Di Segni

Con questa edizione il rabbino Chajim Vittorio Della Rocca ha voluto offrire al pubblico ebraico che segue il rito romano un nuovo testo speciale di preghiere per la mattina di Hosha’anà Rabbà.

È un testo finalmente chiaro ed elegante, che si adegua ai migliori standard di qualità grafica attuali, e che compensa per questo una grave mancanza nei testi finora disponibili per il rito romano. È utile e comodo, perché offre un testo tutto di seguito, senza costringere a continui e complicati rimandi, e perché presenta i testi delle parti aggiuntive proprie della festa, che sono disponibili solo in machazorìm di raro reperimento.

Hosha’anà Rabbà è per gli ebrei di rito romano una grande e sentita festa collettiva, che quasi ricorda la grande festa che si svolgeva quando esisteva il Santuario; è quanto mai opportuno che tutti possano meglio partecipare a questa festa seguendo e comprendendo i significati delle Tefillòt.

Con questa iniziativa il rabbino Della Rocca, ben noto e giustamente amato dal pubblico ebraico romano, aggiunge un’ulteriore azione meritoria al suo impegno di Maestro. Con l’augurio che possa continuarlo ancora a lungo.

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