Introduzione al minhàg italiano

Rav Yehudà Nello Pavoncello

Il minhag “Benè Romi”, minhag italiano o “minhag loazim”, ha le sue radici nel minhag usato anticamente nella Comunità di Roma, che fu fondata quando ancora esisteva il Bet Hammiqdash, il Santuario di Gerusalemme e si è conservato sino ad oggi a Roma ed in altre comunità in Italia, insieme al minhag sefardita e ashkenazita diffusi tra i discendenti degli ebrei sefarditi e ashkenaziti, che avevano trasferito la loro residenza in Italia nel corso delle generazioni.

Il minhag “Benè Romi” è in un certa misura, la continuazione dei minhag di Eretz Israel, e si riconoscono dei chiari segni che ci riportano a quell’antico rito, anche se influenzato da elementi del minhag di Babilonia, da cui traggono origine anche altri minhaghim.

Tra questi elementi, possiamo ricordare:

Il testo particolare delle benedizioni della lettura dello Shemà della sera di shabbath “... asher killà maasav bayom hasheviì...”, “emet veemunà basheviì kiiamta...

Il testo in ebraico “kol nedarim” della sera di Kippur, al posto dei testo in aramaico “kol nidrè” in uso presso tutti gli altri riti.

Il fatto che le “kerovot” nella ripetizione dell’amidà di shachrith dei digiuno di Ghedalià, del 10 di Tevet, del 17 di Tammuz sono diverse per ognuno di questi giorni, che vengono per ogni berakhà, tranne che la quindicesima benedizione “matzmiach keren yeshuà”, che non c’era nel minhag di Eretz Israel.

Il testo della tefillà dei “Benè Roma” si diversifica dagli altri minhaghim per le modifiche della lingua al plurale, per le aggiunte o per le omissioni, in tutte le parti della tefillà, nelle zemiroth, nel kaddish, nella ’amidà etc.

È inoltre molto ricco di piutim (composizioni poetiche), in comune con il rito ashkenazita, nelle tefilloth di Rosh Hashanà e di Kippur, dei Moadim e dei sabati particolari: parte furono composti da poeti di Erez Israel, intorno all’anno 1000 dal Kelir (famoso compositore di Eretz Israel), parte per mezzo dei cantori romani tra l’undicesimo e il tredicesimo secolo, parte tra i poeti spagnoli, come Shelomò Ybn Gebirol, Yeudà Hallevì, Moshè Ybn Ezrà.

Il machazor (prontuario di preghiere) di rito romano precedette nella edizione stampata tutti gli altri machazorim, poiché la prima edizione fu stampata nel 1485, iniziata a Soncino e terminata a Casalmaggiore.

Successivamente furono stampate altre edizioni più complete: l’ultima di queste fu stampata a Livorno nel 1856, con l’introduzione di Shada”l, Rav Shemuel David Luzzatto z.l.

Rav Yèudà Nello Pavoncello Roma, 1964 (tratto dall’articolo: La Sinagoga di rito italiano - Gerusalemme)

Introduzione alla ristampa del libretto “Testo delle Tefilloth secondo il rito della Comunità di Roma” di Nello Pavoncello, in occasione del Bar Mitzvà di Daniel Di Castro, 14 settembre 2002 – 8 tishrì 5763. Per gentile concessione degli editori.


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