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Haim Lapid


Marsilio gialli


Lit. 26.000

Brezniz

In un bosco nei pressi di Gerusalemme viene ritrovato il corpo di un uomo senza vita: gli manca un orecchio. Nessuno sa chi sia, nessuno ne reclama la scomparsa, e neppure la polizia trova qualche buona ragione per affrontare le indagini.

L'ispettore Breznitz, un introverso misantropo tra i quaranta e i cinquant'anni, appassionato lettore, in preda a una crisi amorosa ed esistenziale che lo spinge a stare appostato lunghe ore sotto la finestra della donna amata con la stessa tenacia usata normalmente per i delinquenti, decide contro la volontà dei suoi superiori di andare a fondo del caso.

Con il procedere delle indagini, se l'identità della vittima continua a rappresentare un enigma, tutti si convincono che il colpevole sia un arabo che girava portando con sé un orecchio mozzato: la polizia non ha dubbi, ma Breznitz, aiutato dal suo affezionato assistente Binshtok, non si arrende e arriva a confidare al collega: "Loro, naturalmente, preferiscono che l'assassino sia arabo e la vittima ebrea. Io voglio la verità".

Per Breznitz diventa un’ossessione: "Da poliziotto, guardiano della legge, al quale nessun delitto e nessun peccato erano sconosciuti, si era trasformato in un uomo con un'unica missione. Era diventato il cacciatore irrequieto di un unico crimine".

Continua, dunque, la caccia all'assassino, le cui tracce conducono al mondo della prostituzione e della malavita organizzata.

Attraverso gli occhi di Breznitz, Haim Lapid ci mostra i diversi volti della società israeliana contemporanea (esemplare l'interrogatorio dell'arabo "colpevole comodo"): incontriamo finti intellettuali descritti con grande ironia, un delinquente part-time, protettore di un'unica, fedele prostituta, gli abitanti di un moshav, i pazienti di un dispensario e altri personaggi che appaiono e scompaiono, consegnando a Breznitz nuovi indizi.

Breznitz cerca la verità con testardaggine e ostinazione, ma la verità di questo caso è così sfuggente, e allo stesso tempo così vicina, che non si può coglierla se non all'ultima pagina.

HAIM LAPID è nato a Tel Aviv nel 1948. Docente di psicologia sociale e del comportamento all'Università di Tel Aviv, è critico cinematografico e autore di sceneggiature. Questo è il suo secondo romanzo.

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