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Arye Lev Stollman


Marsilio


Lit. 28.000

Il lontano Eufrate

Aryeh Alexander, figlio unico di un rabbino, vive in Canada, a Windsor nell'Ontario, non molto lontano dalla frontiera con gli Stati Uniti.

Sulla parete dello studio del padre, è appesa la mappa della Mesopotamia, con i segni rossi e blu che seguono il corso del Tigri e dell'Eufrate: laggiù è la terra dei suoi avi, l'origine cui non si può fare ritorno. Laggiù, come spiega il rabbino, ha inizio la vita.

Con uno sguardo rivolto alle antiche civiltà del Medioriente, il piccolo mondo di Alexander oscilla tra segreti e candore, all'ombra di una storia molto più recente, terribile e misteriosa, di cui nessuno vuole parlare. Avvolto dalla magia e dal mistero, dalla tradizione e dagli insegnamenti del padre, Alexander, il rêveur, riempie le sue giornate di storie.

Ascolta affascinato la leggenda del nonno che lasciò la famiglia e Francoforte per seguire un principe persiano in esilio, le favole dei fratelli Grimm, la Bibbia e il racconto della creazione del mondo.

E fa incontri che segnano in modo decisivo la sua crescita: Marla, la bambina dello zaffiro, mademoiselle Dee Dee, una minuscola veggente, e ancora un famoso esperto di cabala e, soprattutto, il cantore del tempio con la moglie Berenice e la sorella gemella Hannalore.

Un giorno, Alexander viene messo a parte di un segreto che s'insinua violento nel suo mondo di sogni: una fotografia scattata al tempo della guerra, una di quelle cose che, come aveva predetto mademoiselle Dee Dee, "è bene rimangano segrete per sempre".

Soltanto dopo un lungo isolamento alla ricerca dei segreti dell'universo, Alexander imparerà ad accettare il peso insopportabile di quella confidenza e a riconoscere così la realtà, e se stesso.

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