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Der Nister


racconti Marsilio


Lit. 22.000

Prologo di uno sterminio

Racconti yiddish dalla Polonia occupata

Le cinque storie di questa raccolta furono scritte tra il 1942 e il 1945. Der Nister le definì Faln: narrazioni relativamente brevi che s’ispirano a fatti realmente accaduti.

Storie di estrema crudezza che costituiscono uno dei rari documenti sull’universo dei ghetti dell’est europeo. Tradotte e presentate qui per la prima volta, narrano degli inizi dell’occupazione tedesca in Polonia, quando nei confronti della popolazione ebraica si manteneva ancora una legalità formale.

L’autore affronta una realtà traumatica, difficile da raccontare, e lo fa con un linguaggio dimesso, pudico e al contempo intriso della profonda necessità di ridire la realtà. Che di realtà si tratti è evidente, se non altro per l’uso di nomi propri e nomi di luoghi che ricalcano la geografia del terrore perpetrato, nomi che, pur difendendo l’identità dei veri protagonisti, sono un segnale preciso da parte di un autore che, come Kafka, aveva creato personaggi anonimi e paesaggi non identificabili.

Der Nister racconta la realtà, la rende concreta attraverso le immagini di una disperante tragedia, segnando ogni volta, accanto alla brutalità del nemico, quei piccoli passi decisivi che ristabiliscono l’equilibrio tra una sopraffazione sempre più efferata ed estesa e la tenace resistenza della dignità umana dell’individuo. Per la dignità lottano tutti i personaggi di questo libro, figure indelebili di una pena muta. Heshel Ansheles, irrigidito nella sua incredulità; il rabbino Aaron Moneses e il marxista Itzikl, suo nipote, spinti a prendere le distanze l’uno dall’altro per le diverse visioni del mondo, riuniti in nome di un odio privo di logica; Meyer Landshaft e la figlia Vanda, che per amore reciproco provocano gli ufficiali nazisti; Rive Yosl Buntsyes e i suoi candelabri; il letterato con la pellegrina e la sua metamorfosi in uccello. Der Nister tace i massacri per concentrarsi sullo sfaldarsi della dignità umana e lo stridente, disperato tentativo di mantenerla.

Così, in quegli anni, Der Nister concepiva il compito dello scrittore: la parola come strumento di diffusione di un sapere altrimenti negato, il libro come memoria.

Questo volume riporta alla luce la testimonianza di una delle voci più significative della cultura yiddish di questo secolo: attraverso la storia e il destino dei suoi personaggi, Der Nister è riuscito a fondere magistralmente cronaca e letteratura.

Pinkhas Kahanovitsh, scrittore yiddish-sovietico, meglio noto sotto lo pseudonimo di Der nister ("colui che è nascosto"), nacque a Berdicev, in Ucraina, nel 1884. Nel 1920, costretto come gran parte dell’intellighenzia russa ed ebraica a espatriare, si rifugiò a Berlino e fece ritorno in Unione Sovietica nel 1926. Autore di numerosi racconti, di storie per bambini, noto soprattutto per le sue novelle simboliste, già tradotte negli Stati Uniti, in Francia e in Germania, negli anni trenta Nister si rivolse al realismo e scrisse un imponente romanzo, una saga familiare che ritrae la Berdi?ev ebraica ottocentesca (La famiglia Mashber). Ultimo tra gli intellettuali ebrei, Der Nister fu arrestato alla fine del 1948 e, vittima dello stalinismo, morì nel 1950 nell’ospedale di un lager russo.

Daniela Mantovan-Kromer ha conseguito il Ph.D. in "Yiddish Studies" presso la Columbia University di New York. Autrice di numerosi saggi, in particolare su Der Nister, è docente di lingua e letteratura yiddish presso l’Università e la Hochschule für Jüdische Stdien di Heidelberg.

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