Torna alla pagina di giugno

Vittorio Segre


Tascabili Bompiani


Lit. 13.500

Storia di un ebreo fortunato

Nelle pagine di questo avvincente racconto biografico Vittorio Segre descrive con accenti lievi e sapiente maestria linguistica la dissoluzione della società in cui è nato, la ricca borghesia ebraica piemontese della prima metà dei Novecento, alla ricerca di una difficile integrazione con la società italiana, incapace di cogliere nel fascismo le avvisaglie insidiose delle leggi razziali e invischiata in un acritico appoggio al regime; e poi la sua ricerca di un rifugio nella tumultuosa realtà del nascente stato ebraico, ricco di vitalità ma anche di violenza, dove occorre "sviluppare spessi calli dell'anima" per integrarsi e sopravvivere, dove Ie carezze si fanno con la carta vetrata". A poco a poco emerge l'affresco di un mondo affascinante e delle sue profonde trasformazioni; vengono delineate con vivacità e ironia le grandi ideologie e le passioni che hanno segnato il secolo appena trascorso. Con uno stile disincantato l'autore spesso si chiede perché sia riuscito a passare fisicamente indenne attraverso episodi tanto drammatici, perché sia sopravvissuto in una realtà dominata dalla violenza e dalla morte. Quale sarà la ragione di questa buona stella che lo ha sempre accompagnato? Quando arriverà anche per lui il conto da pagare? La risposta si trova nei testi talmudici, ma anche nella frase che conclude il libro, una incrollabile professione di ottimismo: "La vita è più forte del male."

Vittorio Segre emigrò in Palestina all'età di sedici anni e partecipò fin da principio alla vita dello Stato d'Israele, come soldato, diplomatico e docente universitario. Vive tra Gerusalemme e Lugano, dove dirige l'istituto degli Studi Mediterranei dell'Università della Svizzera Italiana.

 

Torna alla pagina di giugno