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Claude Lanzmann


Bompiani


Lit. 15.000

Shoah

A distanza di quindici anni dalla sua prima apparizione, Shoah rimane un'opera fondamentale della cinematografia e della storiografia dell'Olocausto. Lanzmann ha realizzato un lungo film sull'Olocausto, un'opera monumentale, in cui l'orrore dei campi di concentramento è ricreato attraverso le voci e gli sguardi dei superstiti. In queste pagine, sono riportati ì dialoghi che accompagnano i fotogrammi di questo lungo filmato.

"Non è facile parlare di Shoah. C'è della magia in questo film, e la magia non si può spiegare, Abbiamo letto, dopo la guerra, un gran numero di testimonianze sui ghetti, sui campi di sterminio; ne eravamo sconvolti. Ma oggi, vedendo lo straordinario film di Claude Lanzmann, ci accorgiamo di non aver saputo niente. Malgrado tutte le nostre conoscenze, quella terribile esperienza rimaneva distante da noi. Per la prima volta la viviamo nella nostra testa, nel nostro cuore, nella nostra carne. Né romanzo né documentario, Shoah realizza questa ri-creazione del passato con una stupefacente economia di mezzi: dei luoghi, delle voci, dei volti. La grande arte di Claude Lanzmann consiste nel far parlare i luoghi, nel risuscitarli attraverso le voci e, al di là delle parole, nell'esprimere l'indicibile attraverso i volti. Non avrei mai immaginato una simile mescolanza di orrore e bellezza. Certo l'uno non serve a mascherare l'altro, non si tratta di estetismo: al contrario, essa lo mette in luce con tanta inventiva e tanto rigore che siamo consci di contemplare una grande opera. Un puro capolavoro."

Simone De Beauvoir

Con l'aggiunta di un nuovo capitolo: Un vivo che passa

Claude Lanzmann, ha cominciato la sua carriera come giornalista a "France-Dimanche", in seguito è stato direttore di "Temps Modernes". Nel 1978 ha girato il lungometraggio Shoah.

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