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Isaac B. Singer


Longanesi


Lit. 00.000

Ombre sull'Hudson

Nella New York degli ultimi anni '40 s'intrecciano le vite di ricchi ebrei sopravvissuti all'Olocausto, il cui ricordo è ancora troppo recente per non influire sui comportamenti e le coscienze. Il pio Boris Makaver disereda la figlia Anna non appena scopre che ha lasciato il secondo marito per fuggire con il suo ex precettore, Hertz Crein, uomo inquieto, a sua volta sposato e con un'amante. Ma il soggiorno in Florida non è propizio ai due innamorati, che finiscono col separarsi. Nel frattempo, una dentista organizza una delle sue molte sedute spiritiche, per la quale ha assoldato una giovane attrice polacca che " appare " al marito di Anna come la sua ex moglie, defunta. Per l'uomo lo shock è tale che ben presto esce di senno e muore. Anna, afflitta dai sensi di colpa, pur di non rimanere sola, ritorna dal primo marito, un bizzarro e dissoluto attore di teatro yiddish che ha trovato il successo a Broadway. Da parte sua, Grein, sempre in bilico tra lussuria e impulsi religiosi, ha lasciato la moglie, malata di cancro, per vivere con l'amante sposata, che però ben presto lo lascia. Solo, deluso di sé e del mondo, si ritira in un kibbutz, in Israele...

Romanzo di grande respiro, comico e tragico insieme, Ombre sull'Hudson, scritto in yiddish, apparve a puntate su una rivista americana tra il 1957 e il 1958, e solo recentemente è stato tradotto in inglese. La vicenda ha il suo fulcro nella casa di Boris Makaver, attorno alla quale si muove una costellazione dì personaggi eccentrici e curiosi che formano una corte dei miracoli tipica del mondo ebraico americano. E sebbene Singer cerchi costantemente una risposta di ordine mistico-religioso agli enigmi della vita, serpeggia in quest'opera - che può essere considerata tra le maggiori del grande scrittore - un sottile quanto radicato pessimismo sulla natura umana. Il riso amaro, e talora beffardo, che la pervade è soltanto l'altra faccia, cioè la maschera, della disperazione.

Isaac Bashevis Singer, nato a Radzymin (Polonia) nel 1904 e morto a Miami (Stati Uniti) nel 1991, è considerato il più grande narratore ebraico del Novecento. Nel 1978 gli venne attribuito il premio Nobel. Le sue opere, tradotte in italiano da Longanesi, sono pubblicate in edizione economica dalla TEA.

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