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Jacob Neusner


Piemme


Lit. 30.000

Disputa immaginaria tra un rabbino e Gesù

"Immaginate di camminare un'estate per una strada polverosa in Galilea, di imbattervi in un piccolo gruppo di giovani, guidati da un giovane uomo. La personalità dell'uomo attrae la vostra attenzione; egli parla. gli altri ascoltano... Se voi foste stati là, che cosa avreste fatto?".

Così Jacob Neusner, il più noto studioso di giudaismo a livello mondiale, imposta questo straordinario libro. Il suo scopo è un salto di 2000 anni per porsi a diretto colloquio con Gesù, e mostrare che "laddove Gesù diverge da quanto Dío rivelò a Mosè sul monte Sinai, egli sbaglia e Mosè ha ragione".

Il risultato è un libro innanzítutto avvincente, dallo stile piacevole, a tratti spiritoso, sempre intelligente. Ma soprattutto un libro che senza retorica, falsi irenismi o vecchie polemiche, delinea i veri problemi del dialogo due volte millenario tra ebraísmo e cristianesimo. Di esso, punto di forza del Jewish Book Club, il custode dell'ortodossia della fede cattolica, il Cardinale Joseph Ratzinger, ha scritto: "La mia impressione è che questo sia di gran lunga il saggio più importante per il dialogo ebraico-cristiano fra quelli pubblicati nell'ultimo decennio".

Jacob Neusner, professore di Storia delle Religioni presso la South Florida University (Tampa), è oggi il più importante studioso al mondo del giudaismo dei primi secoli dell'era cristiana. Ordinato rabbino al Jewish Theological Seminary of America, ha svolto una straordinaria attività di ricerca e di divulgazione con circa 400 titoli pubblicati. Vanta oltre una dozzina di lauree "honoris causa" e di premi accademici. In italiano sono disponibili Fondamenti del giudaismo (Giuntina, 1992), Il giudaismo nei primi secoli del cristianesimo (Morcelliana 1989), Il giudaismo nella testimonianza della Mishnah (EDB, 1995).

"La mia impressione è che questo sia di gran lunga il saggio più importante per il dialogo ebraico-cristiano, fra quelli pubblicati nell’ultimo decennio. L’assoluta onestà intellettuale, la precisione dell’analisi, il rispetto per l’altra parte unito ad una ben radicata lealtà verso la propria posizione, caratterizzano il libro e lo rendono una sfida, specialmente per i cristiani, che dovranno riflettere bene sul contrasto tra Mosè e Gesù. I quesiti che l’autore rivolge a noi cristiani sono fondati e, proprio per questo, fruttuosi. Ho apprezzato l’approccio dell’autore che non si rivolge, in fin dei conti, a Gesù come ad una figura storica, ma pone sempre in giusto rilievo la figura reale di Gesù, quale ci veine presentata dal Vangelo di Matteo. Si evita, pertanto, di cadere in fallaci armonizzazioni che non sono di aiuto a nessuno, poiché non servono a riconoscere la profondità della verità. Spero che la sfida lanciata da questo saggio sia raccolta in tutta onestà e avvicini cristiani ed ebrei, cosicché, nella condivisione delle comuni radici, essi possano considerare le vere differenze in spirito di grande lealtà e reciproca sincerità".

Cardinale Joseph Ratzinger

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