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Daniele Scalise


Mondadori


Lit. 28.000

Il caso Mortara

Bologna 1858. Le guardie dell’Inquisizione bussano alla porta di casa Mortara, una famiglia ebraica della città, e strappano dalle braccia dei genitori il piccolo Edgardo, bambino di sei anni, che i gendarmi papalini sostengono essere stato battezzato di nascosto anni prima da una domestica cattolica.

Inizia in questo drammatico modo la tragedia di una famiglia e con essa lo scandalo nazionale e internazionale. Il potere papale in agonia (due anni dopo le Romagne passeranno sotto giurisdizione italiana) utilizza brutalmente questo rapimento per dimostrare una forza ormai esaurita. Napoleone III, Francesco Giuseppe, Cavour supplicano l’intercessione di papa Pio IX che non si fa commuovere dalle molte e autorevoli richieste né intimidire dalle ancora più numerose proteste. Edgardo resterà per sempre ostaggio del papa, crescerà in convento, diventerà prete e morirà novantenne, convinto di essere "graziato", vittima fino in fondo della violenza e dell’intolleranza antisemita.

Il caso Mortara racconta una lacerante e drammatico episodio della storia d’Italia che sembra il parto di un fantasioso romanziere dell’epoca, ma che invece è tragicamente vero.

Daniele Scalise (Roma 1952), giornalista di "Prima Comunicazione", collaboratore del mensile "Babilonia" e di altri periodici, ha lavorato in Rai, al Censis, ed è stato caporedattore presso un’agenzia giornalistica. Ha vissuto negli Stati Uniti e in Francia, attualmente risiede a Roma. Ha scritto Cose daell’altro mondo - Viaggio nell’Italia gay (Zelig 1996).

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