Il 28 ottobre La Stampa di Torino pubblicava una articolo firmato Barbara Spinelli intitolato "Quel mea culpa che manca nell'ebraismo" che suscitava forti reazioni nel mondo ebraico e no. Non abbiamo mai creduto che fosse utile per gli ebrei in genere "rincorrere" le sollecitazioni del mondo esterno, perché crediamo nelle nostre capacità propositive, tuttavia le reazioni a questo articolo costituiscono sicuramente una spinta al dibattito interno ebraico, sempre vivace. Morashà vi contribuisce pubblicando gli articoli pervenuti in redazione, di cui solo alcuni apparsi sulla stampa "cartacea". Chiunque volesse inviare degli altri, l'indirizzo è sempre quello: redazione@morasha.it. Buona lettura.

Bereny

Barbara, Barbara Spinelli, Lunedì 29 ottobre 2001, sul sito Internet della Stampa di Torino (il quotidiano che il giorno precedente ha pubblicato l'articolo shock della Spinelli, intitolato Quel "Mea culpa" che manca nell'ebraismo) è stato pubblicato un sondaggio con il seguente quesito: "Barbara Spinelli sostiene che il mondo ebraico non ha saputo recitare un "mea culpa" nei confronti di popolazioni che hanno dovuto pagare un prezzo per permettere a Israele di esistere. Siete d'accordo?"

Ebbene, no, Sig. Direttore, non siamo d'accordo per niente! Noi ebrei, per quanto un singolo possa parlare in nome di tutti, no, non siamo d'accordo! Non siamo d'accordo, perché da noi ebrei non esiste "il" mondo ebraico, non c'è un unico punto di vista, un capo infallibile: ci sono tanti mondi, più o meno organizzati, più o meno codificati, più o meno coesi. L'ebraismo non ha una gerarchia sacerdotale, per cui non esiste una catena di comando. Ci sono tanti studiosi e maestri, i rabbini, che, in rapporto ai loro insegnamenti, acquisiscono fama a livello locale, nazionale o internazionale. C'è un acceso dibattito, una discussione permanente. Ma questo fatto la Barbara, Barbara Spinelli, sembra ignorarlo.

Non siamo d'accordo, perché da noi ebrei non esiste "la cultura della colpa", tipica dei seguaci di Gesù. Noi ebrei non siamo costretti a "perdonare", se non vogliamo o non possiamo perdonare, non dobbiamo porgere l'altra guancia, se non vogliamo porgere l'altra guancia, noi non siamo costretti ad amare il nostro prossimo come noi stessi anche quando esso ci fa male. Siamo costretti a rispettarlo, che non è la stessa cosa, e non vedo perché la Barbara, Barbara Spinelli, vuole convertirci al cristianesimo e farci comportare da cristiani: gli ebrei sono ebrei perché si comportano da ebrei. Non siamo d'accordo, perché oltre a noi ebrei non c'è nessun altro popolo che ha dovuto "pagare un prezzo per permettere a Israele di esistere". Il prezzo, anche nel senso letterale del termine, è stato pagato dagli ebrei, in quanto l'agenzia ebraica ha comperato, a peso d'oro, la terra dei padri, il deserto, ai prezzi di Manhattan, metro quadro per metro quadro. Gran parte di quei circa 300.000 arabi, i cui figli e nipoti adesso ci odiano tanto, hanno dovuto lasciare le "loro" terre e le "loro" case semplicemente perché non erano le loro, perché i proprietari terrieri arabi li avevano già venduti agli ebrei. Se per i mussulmani le transazioni con gli infedeli non hanno valore, è un problema loro.

La responsabilità per gli eventuali sfratti non può essere attribuita ai nuovi vecchi proprietari ebrei perché ebrei, in quanto si trattava di pionieri che volevano andare avanti con la loro vita, trasformando il deserto in campi coltivabili, di loro legittima proprietà. Il problema dei "profughi" riguarda i paesi arabi che non hanno voluto, sempre per motivi politici loro, assorbire nessuno dei loro fratelli arabi. Israele assorbe e integra migliaia e migliaia di immigrati da ogni parte del mondo ogni anno. Le lingue ufficiali del paese sono l'ebraico "e" l'arabo, in un contesto mediorientale in cui i paesi arabi non tollerano, ammazzano, cacciano via i residenti ebrei. Si parla tanto anche dei cosiddetti "palestinesi", "popolo" creato a tavolino, esattamente come quello "padano" di Bossi, per soddisfare esigenze politiche ben precise. Il "popolo palestinese" vide la luce non prima del 1967 e soddisfa l'esigenza politica di annullare gli effetti della guerra, disastrosi per gli arabi, e di portare a termine l'impresa di Hitler, loro grande e importante alleato durante la Seconda Guerra. Ma, anche se "il popolo palestinese" esistesse davvero, Isreale, per ottenere la pace, ha offerto al sanguinario dittatore Yassir Arafat il 98% dei "Territori occupati" (anche se prima dell'occupazione israeliana quei territori erano "occupati" dalla Giordania e dall'Egitto, non certo dai "palestinesi"), Gerusalemme Est, incluso il Monte del Tempio, luogo sacro per gli ebrei, e Gaza, anche se non è mai stata "palestinese" ed è casa per 200.000 ebrei. Ebbene, Arafat ha rifiutato, 15 mesi fa a Camp David ha detto no alla Striscia di Gaza, ha detto no a Monte del Tempio, ha detto no al 98% dei Territori: ha detto sì solo alla guerra e al terrorismo arabo-palestinista, dimostrando chi è veramente. La Palestina, la tanta desiderata Palestina, si vede, è semplicemente un progetto politico "alternativo" e, dunque non compatibile, rispetto a Israele e ai suoi abitanti ebrei. È per questo che gli ebrei residenti nei "Territori", a Gilo, a Yesha o a Hebron, antica città di Re David e sede della Tomba dei Patriarchi, definiti "coloni" dalla propaganda araba, devono essere assassinati, mentre gli arabi residenti in Israele si lamentano di discriminazione, pur godendo di tutti i diritti civili e politici.

Purtroppo pare che la Barbara, Barbara Spinelli, voglia far ignorare tali fatti ai propri lettori. Non siamo d'accordo, perché ci troviamo nuovamente di fronte, come nel '38, a numerosi e sempre più incalzanti tentativi di colpevolizzazione degli ebrei per eventi di cui non sono responsabili. Le leggende metropolitane che circolano con insistenza circa i quattromila (?) impiegati ebrei che non sarebbero andati al lavoro l'11 settembre alle Twin Towers è solo un esempio. Il fatto che in America non si possa ovviamente sapere quanti ebrei lavorino in un determinato edificio, o complesso di edifici, smaschera la evidente malafede di tale presunta notizia. Allo stesso modo, gli ebrei in Israele non possono essere ritenuti, solo perché lì sono e lì vogliono vivere, responsabili delle atrocità compiute dagli arabi. La vera responsabilità risiede nell'intoleranza degli arabi palestinisti antisemiti e, dunque, chi deve fare "mea culpa" sono proprio loro e i loro amici antisemiti europei. Ma la cosa ben più grave, scandalosa ed inaccettabile, che non si leggeva in Italia da decenni, è il richiamo della Barbara, Barbara Spinelli, agli ebrei della diaspora affinché sospendano la loro solidarietà a Israele, in quanto quest'ultimo non si comporterebbe abbastanza bene e perché non chiede scusa agli arabi "che hanno dovuto pagare un prezzo per permettere a Israele di esistere", cioè, sostanzialmente, perché si vede costretta a difendersi in continuazione dagli attacchi terroristici. Tale affermazione, oltre a far riferimento alla "doppia lealtà" degli ebrei della diaspora, classico elemento dell'antisemitismo anche hitleriano, attribuisce l'intera responsabilità del conflitto arabo-israeliano, per l'attuale situazione politica creatasi, al solo Israele, legittimando tutti gli orrendi atti di terrorismo che questo popolo ha dovuto e deve subire.

Questa "logica" è la stessa del pensiero nazifascista che, quando non nega la Shoa, ne attribuisce la responsabilità agli ebrei. Ebbene Barbara, Barbara Spinelli, i tempi sono cambiati e, mentre sessanta, sessantacinque anni fa era facile trovare ebrei che per illusione si iscrivevano al partito fascista, oggi alziamo la testa e la voce contro articoli come il suo: si faccia lei un mea culpa!

Bereny

Indice di tutti gli articoli sulla questione Spinelli


Tutti gli interessati a pubblicare notizie di avvenimenti di carattere ebraico possono scrivere alla redazione. - Speciali di Morashà - Archivio


Le principali sezioni del sito Morashà

Cinema ebraico i film di argomento ebraico, di autore ebreo, di vita ebraica o che riguardano l'ebraismo da vicino.

Cucina kashèr le ricette ebraiche degli ebrei sefarditi, askenaziti e italiani, secondo le regole alimentari kasher della religione ebraica e dell'ebraismo come cultura.

Ebraismo abc l’ebraismo in pillole: spiegazioni e regole dell’ebraismo per principianti con norme dello shabbat ebraico, delle feste ebraiche, del mangiare kasher, della preghiera ebraica (tefillà).

Ebrei in italia la storia degli ebrei italiani e del loro ebraismo durante la lunga permanenza nelle diverse regioni italiane.

Israele la situazione socio-politica di Israele attraverso le riflessioni personali degli ebrei italiani residenti in quel paese.

Pagine oro il più completo e aggiornato elenco di indirizzi e di numeri telefonici di tutte le istituzioni ebraiche italiane, dei servizi di ristorazione kasher, dei prodotti kasher, degli ingredienti kasher, del turismo ebraico in Italia e dell'ebraismo italiano.

Sefer Tutti i più recenti libri ebraici pubblicati e gli inserti mensili su argomenti di ebraismo, di religione ebraica, di letteratura israeliana e di lingua ebraica.

Tesi di Laurea I testi completi dei lavori più interessanti presentati in ambito universitario pronti per la consultazione. Storia ebraica, sociologia, esegesi biblica.

Umorismo ebraico le barzellette ebraiche più divertenti sul modo di vivere e di pensare tipicamente ebraici.

Zehut tutto ciò che riguarda l’ebraismo: identità ebraica e pensiero ebraico attraverso i testi dei pensatori ebrei italiani su feste ebraiche, sulla preghiera ebraica, sui motivi del mangiare kasher e in generale sulla religione ebraica..