Il 28 ottobre La Stampa di Torino pubblicava una articolo firmato Barbara Spinelli intitolato "Quel mea culpa che manca nell'ebraismo" che suscitava forti reazioni nel mondo ebraico e no. Non abbiamo mai creduto che fosse utile per gli ebrei in genere "rincorrere" le sollecitazioni del mondo esterno, perché crediamo nelle nostre capacità propositive, tuttavia le reazioni a questo articolo costituiscono sicuramente una spinta al dibattito interno ebraico, sempre vivace. Morashà vi contribuisce pubblicando gli articoli pervenuti in redazione, di cui solo alcuni apparsi sulla stampa "cartacea". Chiunque volesse inviare degli altri, l'indirizzo è sempre quello: redazione@morasha.it. Buona lettura.

Fargion

Ho avuto molte occasioni di leggerLa, di ammirarla ma il suo ultimo articolo sul mea culpa, è proprio brutto.

Prima di scriverle rileggerò il suo articolo.

Tuttavia Lei ha pesantemente gravato sugli ebrei di cosa fare pena il loro annientamento.

Brutto articolo molto vicino alle versioni di denunce dei rinnegati ebrei ai propri carnefici, ma essi operavono sottopena di morte.

Inneggiare alla bandiera del vaticano, è da rinnegati,

facile chiedere scusa ai morti come fa la chiesa, ma chi ha detto che per questo sono perdonati......dai morti per mano della chiesa

Fargion dr Shimon

Gerusalemme - Israel

Adriano Mordenti

Gentile signora Barbara Spinelli,

come molti altri miei correligionari, ebrei italiani, sono rimasto esterrefatto da certe sue allarmanti affermazioni. Possibile che duemila anni di pregiudizi e di ignoranza abbiano leso anche una delle migliori menti del nostro infelice giornalismo? Tralascio le sue asserzioni sulla ''religione di Mosè'‘ perchè evidentemente orecchiate e certamente non verificate. Confido che il condividere la stessa testata di Elena Lowental giovi, almeno per il futuro, alla sua cultura in fatto di ebrei ed ebraismo. Mi limito a farle notare una sola tra le molte inesattezze del suo articolo, non perchè la più inquietante ma perchè certamente quella di maggior attualità. Lei dice che i cittadini palestinesi non ebbero responsabilità nell'annientamento dell'ebraismo europeo. Mi permetto di ricordarle che ''tutti'‘ gli stati arabi dell'epoca furono alleati attivi della Germania nazista, con l'eccezione di quella che diventerà la Giordania. Tra i più entusiasti collaboratori di Hitler vi fu l'imam di Gerusalemme Husseyni, amico fraterno del dittatore tedesco, il quale invitato a visitare i campi di sterminio si congratulò pubblicamente per come i nazisti stavano ''risolvendo" la questione ebraica. I primi massacri di ebrei in Palestina furono realizzati da movimenti arabi filonazisti, come le famigerate ''Camicie di ferro". Alcuni di questi assassini furono arrestati dai sovietici nel macabro bunker di Berlino, dove si erano recati come ''volontari''. Mi permetto anche di ricordarle i molti pogrom perpetrati dai diversi dittatori arabi nell'indifferenza e nel silenzio del mondo occidentale. Alcuni anche recenti. Lo sa, signora Spinelli, che fine hanno fatto gli ebrei irakeni? E quelli siriani? E gli yemeniti,gli egiziani, e più recentemente gli ebrei persiani? Si è mai chiesta che fine hanno fatto? Ebbene, mi permetto di dirglielo io, i sopravvissuti ai massacri, vivono oggi in Israele, dove hanno trovato un focolare, protezione e accoglienza. Non sono stati lasciati nelle tende per cinquanta anni per ricattare il mondo. Davvero pensa che tutto questo sia dovuto a una ''visione metastorica dovuta ai testi sacri''? Peccato signora Spinelli, davvero peccato. Confido nella sua intelligenza, e so che presto, molto presto, ai nostri giorni, i fatti la costringeranno a un'autocritica profonda, meditata e sofferta, che ci farà riconoscere la Barbara Spinelli cui ci eravamo abituati. Il tempo talvolta è galantuomo, più spesso è gentildonna, almeno spero.

Cordiali saluti Adriano Mordenti

 

Federico Steinhaus

È crollato un mito. Il mio mito di Barbara Spinelli, intellettuale raffinata, acuta analista, intelligente e sensibile, degna del grande cognome che porta. Questo mito è fragorosamente, irrimediabilmente crollato come le Torri Gemelle, lasciando un enorme cumulo di macerie inquinate, nel momento in cui ho letto il suo editoriale sulla Stampa del 28 ottobre, che chiede un "mea culpa" all’ebraismo. Si tratta di un attacco globale alla religione, alla cultura, ed alle radici stesse dell’identità del popolo ebraico, di una gravità senza precedenti. I fascisti ed i nazisti avevano accusato gli ebrei di crimini mostruosi e di colpe che oggi potremmo definire di valenza mediatica (usura, ad esempio), i comunisti molto più semplicemente li accusavano di essere sionisti. Ma nessuno, mai, li aveva accusati di aver scritto la Bibbia e di credere a quello che in essa sta scritto. Nessuno, mai, aveva chiesto al popolo ebraico intero di chiedere perdono a tutto l’Islam, al mondo intero per le "immani sofferenze" inflitte all’umanità, per aver inquinato la civiltà occidentale. Nessuno aveva mai chiesto "ravvedimento religioso" al popolo ebraico. Nessuno aveva mai chiesto agli ebrei della Diaspora di troncare il loro legame con Israele, pena la distruzione di Gerusalemme. Nessuno aveva mai accusato il popolo ebraico nella sua totalità di sperare in un nuovo olocausto per giustificare l’esistenza di Israele e "per rigenerarsi". Potrei perdonare (complesso di innata superiorità?) Barbara Spinelli per aver stravolto vicende storiche legate alla nascita dello stato d’Israele ed alle numerose e sanguinose guerre con gli stati arabi, per aver dimenticato il terrorismo palestinese che da oltre 40 anni insanguina non solo Israele ma le comunità ebraiche europee, per avere una visione unilaterale del complesso problema, dicendomi che si tratta di mera ignoranza. Ma come giustificare con ignoranza, laicismo, o qualsiasi altra motivazione, un violento, velenoso, totalizzante attacco ad una religione che ha dato al mondo i Dieci Comandamenti, Abramo patriarca anche dell’ Islam e del Cristianesimo, Mosè, Gesù (già, anche Gesù aveva quel complesso innato di superiorit? e quel legame odiosamente viscerale con la terra d’Israele!), e poi via via Spinoza, Freud, Einstein eccetera eccetera eccetera? La consapevolezza che una Barbara Spinelli, non un Francesco Rossi qualsiasi (mi scusino i Francesco Rossi per il paragone) possa aver partorito e scritto quelle immonde e spregevoli parole - non oso definirle concetti - mi fa rabbrividire. Mi indigna che la Spinelli mi abbia tolto molto del mio ottimismo sul prevalere della ragione in questa Europa che, con la Spinelli del 28 ottobre (per inciso: data fatidica) si ripropone come antisemita nel senso teologico, antisionista nel senso della nobile politica del riconoscimento dei diritti dei popoli (di tutti i popoli, incluso quello ebraico), faziosa e violenta. E mi dispiace anche che un quotidiano come la Stampa, serio, sempre molto equilibrato e culturalmente pregevole, abbia pubblicato questa ignominia.

Federico Steinhaus

 

Alessandra Casula

Ho aspettato qualche giorno a scriverle. Avrei voluto pensare bene una risposta, preparare meglio una tesi, prima di scrivere una lettera qualsiasi ad una voce così importante e preparata come la sua. Eppure, più i giorni passano, più mi sento sconvolta, nell'intimo, dai toni densi di pregiudizio e intolleranza che trasudano dal suo editoriale intitolato "Quel mea culpa dell'ebraismo". Lei parla della nascita di Israele con una leggerezza invidiabile, tralasciando i pogroms, tralasciando la Shoà, dimenticando le strette collaborazioni di Hitler e Al Hussayni. Dimentica Al Futuwwà, l'organizzazione che ottenne il riconoscimento del partito nazista, i cui membri recitavano "L'arabismo è il mio principio, la Palestina la mia terra ed in essa non c'è posto che per gli arabi". I nazisti di Hussayni non tolleravano il crescente ritorno degli ebrei nella loro terra di origine, fra quegli ebrei, una considerevole parte della popolazione, che aveva resistito alla diaspora. E lei ha cancellato pure questo. Lei seppellisce Martin Luther King. Se la ricorda la sua "Letter to an anti-zionist friend"? "Cos'è l'antisionismo?" Si chiedeva Martin Luther King. " In breve è anti-semitismo. L'antisemita è felice di questa nuova occasione per diffondere il suo odio. Le circostanze hanno reso impopolare, in Occidente, chi dichiara apertamente di odiare gli Ebrei. Stando così le cose, l'antisemita è alla ricerca di nuove vesti e occasioni per spargere veleno. Si diverte con il suo nuovo travestimento. Non odia più gli ebrei, è solo "anti-sionista". Lei però non si limita a spargere veleno su uno stato provato dal terrorismo da oltre trent'anni. Su uno stato libero e democratico. Vede, si fa l'abitudine persino alle posizioni cieche di molti giornalisti. Lei va oltre, e supera la soglia. Attacca gli ebrei per il solo fatto di essere ebrei.. Attacca il modo della religione di Mosè di abitare questo pianeta. Dimentica l'origine della filosofia del dubbio, dimentica l'illuminismo ebraico. Qualcosa mi fa pensare che lei non conosca e che dunque si sia fatta trascinare dal vento, un vento forte, che oggi tira in quella direzione. Le trasmissioni televisive, le vignette satiriche, un'infinità di articoli tutti contro Israele, che mostrano poco lucidamente sempre solo un lato, solo un volto, semplificato, di un problema complesso. Ha letto Grossman? L'ha letto quando dice che le colonie ebraiche, in una situazione di pace, non sarebbero un problema? Duecento ebrei a Hebron, fra centoventimila palestinesi non dovrebbero essere intollerabili. Un milione di musulmani in Israele hanno piena cittadinanza e diritto di voto. Non è giusto? Le allusioni poi alla doppia e contraddittoria lealtà verso Israele e verso lo stato in cui gli ebrei vivono e votano, sembrano uscite dalla propaganda del 1938. Ancora una cosa. Questa guerra, non l'ha desiderata l'Occidente. L'ha preparata chi ha fatto crollare le Torri Gemelle. Chi si è esercitato sugli autobus di Israele. Come Atta, ad esempio. Chi ha fatto saltare pizzerie e ristoranti. Spero che presto nasca uno Stato Palestinese libero e forte, che sappia sradicare il terrorismo dal suo seno e garantire sicurezza. In una sola affermazione lei ha ragione, la crepa della guerra ingenera veri e propri collassi mentali, oggi come allora. Spero di rileggerla presto, confido nelle sue capacità di autocritica e nella sua intelligenza, che finora non era mai venuta meno.

Alessandra Casula

Muggia

Sono un Ebreo italiano.

In un mio precedente e-mail, scritto a caldo dopo la lettura del Suo articolo sul tema in oggetto ed inviato all'attenzione della Redazione de "La Stampa", Le ho lanciato una maledizione di cui mi pento e recito il "mea culpa", pregandoLa di volermi perdonare. Ritiro la maledizione.

Ma adesso La prego di farmi capire, rispondenomi privatamente al seguente quesito:

Se i ripetuti mea culpa del Papa non valgono a fermare gli eccidi di Cristiani in corso da tempo in svariati paesi islamici, come pensare che un mea culpa rabbinico (sulla cui necessità ed opportunità qui non mi soffermerò) possa far rinsavire le belve islamiche (o pseudoislamiche)?

Avrà letto anche Lei che sugli aerei dirottati vennero sgozzate a freddo giovani hostess, per dissuadere i passeggeri dal reagire!

Saprà anche Lei che nella Chiesa pakistana che è stata teatro del recente attentato, donne e bambini imploravan di essere risparmiati e ciò non ha trattenuto dai loro immondi progetti gli assassini!

E allora? Che favolette va raccontandoci?

Risponda, risponda pure liberamente. Darò ampio risalto alla sua risposta, in famiglia e con gli amici. Quello che Lei dirà sarà oggetto di attentissima disamina, senza pregiudizi.

La ringrazio fin d'ora per l'attenzione che avrà dedicato a questa lettera e per la Sua eventuale risposta e La saluto distintamente.

Angelo Muggia

Dan Soref

Sig.ra Spinelli complimenti per il suo articolo

Avendo probabilmente letto una gran parte degli interventi nel forum seguito al suo MEA CULPA avrà capito che ha fatto breccia tra i neo nazisti, i neo fascisti, i negazionisti storici, i revisionisti e la gente di Khamas e Jihad ed i loro sostenitori in Italia- che difendono il suo articolo.

Purtroppo il suo libro rimarrà invenduto perché i suoi nuovi compagni-camerati non leggono.

Dan Soref

Indice di tutti gli articoli sulla questione Spinelli


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