Il 28 ottobre La Stampa di Torino pubblicava una articolo firmato Barbara Spinelli intitolato "Quel mea culpa che manca nell'ebraismo" che suscitava forti reazioni nel mondo ebraico e no. Non abbiamo mai creduto che fosse utile per gli ebrei in genere "rincorrere" le sollecitazioni del mondo esterno, perché crediamo nelle nostre capacità propositive, tuttavia le reazioni a questo articolo costituiscono sicuramente una spinta al dibattito interno ebraico, sempre vivace. Morashà vi contribuisce pubblicando gli articoli pervenuti in redazione, di cui solo alcuni apparsi sulla stampa "cartacea". Chiunque volesse inviare degli altri, l'indirizzo è sempre quello: redazione@morasha.it. Buona lettura.

Deborah Fait

Gentile Signora Spinelli.

Ho letto con preoccupazione e triste sorpresa il suo editoriale del 28 ottobre sulla Stampa.

Vivo in Israle dove sono arrivata dall‚Italia convinta di venire a vivere nel paese degli ebrei. Il suo articolo invece mi informa di essere venuta a vivere in un "paese scandalo".

La preoccupazione che mi attanaglia e‚ dovuta alla constatazione che neppure grandi giornalisti come lei sono esenti da pregiudizi atavici e dai danni di una propaganda violenta e subdola ma intelligentissima. Mai avrei pensato che una "penna" come la sua si sarebbe lasciata andare a considerazioni cosi‚ pericolose e indecenti su Israele e sugli ebrei.

Dalla lettura del suo articolo mi rendo anche conto che la sua preparazione storica sul problema mediorientale è piuttosto scarsa.

Lei parla dell’innocenza dei palestinesi riguardo all’olocausto degli ebrei in Europa. Gli arabi dell’epoca (poiché lei sa, i palestinesi ancora non esistevano col nome attuale ma col nome più generico di arabi,) erano alleati di Hitler dal 1939. Il Mufti di Gerusalemme, parente di Arafat, fu processato a Norimberga.

Vorrei ricordarle che la nascita del moderno stato di Israele non e‚ avvenuta con un atto di banditismo. Innanzitutto ci fu un ininterrotta presenza ebraica in quelle terre dall’epoca di Giosué; poi la dichiarazione Balfour del 1917; poi il mandato della Societa‚ delle Nazioni che ha fatto sua la dichiarazione Balfour. Infine il piano di ripartizione dell’ONU del 1947 che NON FU ACCETTATO DAGLI ARABI, e il riconoscimento dello Stato di Israele della maggior parte dei paesi del mondo rappresentati all’ONU.

Le pare che tutto questo possa dare sufficiente legittimita‚ ad uno stato?

La Giordania, mai esistita prima, e‚ stata creata senza nessuna di queste premesse e, pur essendo situata sulla Palestina storica, la sua creazione (questa si abusiva) non ha suscitato proteste di sorta.

Gli arabi viventi nella Palestina dell’Impero Ottomano e poi del Mandato britannico erano circa trecentomila (molto meno dei profughi istriani) divisi in tribù seminomadi. Le terre erano incolte e sono state vendute con gioia agli ebrei che su di esse hanno sparso sudore, sangue, fatica e morti.

Gli arabi hanno rifiutato uno stato nel 1947 e hanno fatto uscire da Israele gli arabi di Palestina. Li hanno messi nei campi profughi dove, scandalosamente, ancora si trovano i loro discendenti. Israele è stata aggredita con 5 guerre per il suo totale annientamento; guerre che fortunatamente ha vinto.

15 mesi fa Israele aveva messo Arafat nella condizione di creare lo Stato Palestinese sul 97% dei territori ma Arafat ha preferito la Guerra.

Chi nasce terrorista non è capace di fare il capo di stato.

Questi i fatti, signora Spinelli.

Allora mi dica perché Israele sarebbe uno scandalo?

Perché Arafat non dovrebbe essere per Israele paragonato a Bin Laden visto che ha fatto ammazzare un numero enorme di civili ebrei, israeliani, europei anche italiani.

Occupazioni abusive in Giudea, signora Spinelli? Anche la Slovenia sta occupando abusivamente l’Istria?

E infine, signora Spinelli, chi è lei che pretende addirittura una revisione della religione ebraica? L’unica religione che, in tutta la storia dell’umanità, non ha mai fatto conversioni, tantomeno forzate, non ha mai fatto guerre di religione, ha sempre e solo chiesto la pace e la tranquillità anche nei duemila anni di esilio e di persecuzioni in Europa e nei paesi arabi.

Non sarebbe meglio, sempre se fosse affar suo e suo potere, che chiedesse una revisione dell’islam considerati i danni che sta facendo con violenza e integralismo e fondamentalismo?

Infine, signora Spinelli, chi è lei che si permette di affermare che Israele deve recitare il mea culpa, addirittura urgente, nei confronti dei palestinesi e dell’Islam?

Lei lo sa quanti ebrei ha ammazzato l’Islam per puro odio? Lei lo sa che i palestinesi per salvarsi dai loro fratelli arabi scappavano in Israele (vedi settembre nero di re Hussein)?

Lei lo sa che il suo popolo, signora Spinelli, colla complicità del mondo intero, compreso l’Islam di tutto il Medio Oriente, ha la colpa immensa, infame della Shoà?

Allora, signora Spinelli, si metta lei in ginocchio, reciti il mea culpa e chieda perdono.

Deborah Fait

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