Il 28 ottobre La Stampa di Torino pubblicava una articolo firmato Barbara Spinelli intitolato "Quel mea culpa che manca nell'ebraismo" che suscitava forti reazioni nel mondo ebraico e no. Non abbiamo mai creduto che fosse utile per gli ebrei in genere "rincorrere" le sollecitazioni del mondo esterno, perché crediamo nelle nostre capacità propositive, tuttavia le reazioni a questo articolo costituiscono sicuramente una spinta al dibattito interno ebraico, sempre vivace. Morashà vi contribuisce pubblicando gli articoli pervenuti in redazione, di cui solo alcuni apparsi sulla stampa "cartacea". Chiunque volesse inviare degli altri, l'indirizzo è sempre quello: redazione@morasha.it. Buona lettura.

I veri intoccabili? I luoghi comuni su Israele

di Giovanni Pezzana

Egregi direttori,

innanzi tutto chiedo scusa per non rivolgermi direttamente a voi, con tanto di nome e cognome, mettendovi invece tutti insieme. Non, siete poi molti, ma ho la sensazione che avrei corso il rischio, di ripetermi annoiando i lettori. Perdonatemi quindi se, al plurale, vi farò partecipi di alcune mie considerazioni.

Come dicevo, siete pochi, forse poco più delle dita di una mano. E il rispetto che si deve alle Grandi Tirature - da me che vi su un piccolo giornale ribaldo - mi impone il tono deferente. Che non nasconde alcun sarcasmo, credetemi, ma solo rispetto e considerazione. Su Libero vengono pubblicate lettere di critica allo stesso giornale senza che a nessuno passi in mente di cestinarle. Sui vostri Grandi Giornali accade il contrario. Da voi ci sono Firme intoccabili, mai letto pareri contrari, faccio i primi nomi che mi vengono in mente, Igor Man sulla Stampa, Sandro Viola su Repubblica, Sergio Romano sul Corriere, Tramballi sul Sole 24 ore e così via.

Posso dirvi, con tutto il rispetto, che tenete in poco conto l'opinione dei vostri lettori? Certo, continuano a comprarvi e a leggervi, le copie non calano. Ma resta il fatto che non avete il polso reale di quello che pensano i vostri lettori. Un'eccezione c'è, è vero. Mi riferisco all'editoriale di Barbara Spinelli sulla Stampa, un caso che ha fatto gioire il direttore che si sente scopritore di un nuovo caso Fallaci. Spinelli ha pubblicato un articolo particolarmente violento contro Israele e gli ebrei (ne abbiamo dato puntuale resoconto martedì). Il Grande Direttore ha prima pubblicato una serie di interventi concordati, un pò critici, certo, non poteva mica fargli dire l'opposto di quello che pensavano, ma con la raccomandazione, vorrei dire con l'invito pressante, di andarci cauti, meglio ancora se contenevano discreti complimenti all'autrice. Parallelamente al giornale partiva anche sul sito web della Stampa un forum per conoscere da che parte stavano i lettori. Alla domanda: "Barbara Spinelli sostiene che il mondo ebraico non ha saputo recitare un mea culpa nei confronti di popolazioni che hanno dovuto pagare un prezzo per permettere a Israele di esistere. Siete d'accordo ? " nel momento in cui scrivo il 29% ha risposto sì, il 71 % no. Non che si creda ciecamente ai sondaggi. Ma se si fanno bisogna trarne poi le conseguenze. Per esempio, perché il Direttore del Grande Giornale, nella pagina che ha ospitato diversi commenti dei lettori non ha sentito il bisogno di dire che la maggioranza dei lettori che hanno risposto al forum (71%!) è in disaccordo con la tesi dell'illustre Grande Firma?

C’è un vizio comune ai Grandi Direttori. Quando sui loro giornali si scrive di Israele, i luoghi comuni, o meglio la interpretazione dei fatti in senso favorevole alla parte palestinese, è un pilastro che nessuna lettera di critica riuscirà mai a frantumare. Il governo sarà sempre quello di Tel Aviv anche se la capitale è Gerusalemme, i soldati sono sempre "quelli con la stella di Davide", le forze di difesa che impediscono ai kamikaze di entrare in Israele per farvi stragi saranno sempre descritte come quelle che "stringono in una morsa le città palestinesi" e via dicendo. La casistica è purtroppo infinita: tranne pochissime eccezioni le corrispondenze dal Medio Oriente hanno tutte il dito puntato su Israele. Quello che avviene nel regno di Arafat sembra non interessi nessuno.

In Israele circola una storiella, forse vera, molto più probabilmente no. Ma si sa, anche le favole hanno una loro morale. Bin Laden e Arafat si incontrano. Il primo, rivolgendosi al secondo gli chiede "Come mai tu che il terrorismo l'hai inventato, che in trent'anni e più hai massacrato donne vecchi e bambini, invece di essere ricercato come un criminale sei ricevuto da capi di Stato, ministri, delegazioni di politici stranieri (di destra, centro e sinistra) ti vengono a riverire, persino il Papa ti ospita con ogni riguardo, mentre io, che sicuramente ho meno cadaveri di te sulla coscienza passo per il terrorista da catturare vivo o morto ?". Arafat gli risponde: "Vedi caro Osama tu spari nel mucchio, fai fuori un sacco di cristiani. Io invece ammazzo e faccio saltare in aria solo ebrei. Da sempre. E questo fa la differenza". Una storiella. Ma che può rivelare perché Israele è sempre sul banco degli imputati mentre i suoi aggressori passano per vittime. Ma i Grandi Direttori dei Grandi Giornali, con il loro seguito di Grandi Firme, continueranno a non farci caso. La correttezza politica vuole così e così oggi va il mondo.

Fino al brusco risveglio. Quando ci accorgeremo che quegli stessi terroristi che insanguinano oggi Israele sono gli stessi che abbiamo in casa nostra, mischiati a qualche sigla casareccia del tipo brigate rosse o comunismo continuo, pronti e bene at-trezzati e protetti per far fuori la nostra "corrotta, decadente e globalizzata civiltà occidentale". Allora si sveglieranno le anime belle, sarà tutto un fiorire di "avremmo dovuto prendere provvedimenti prima", "non lasciare che la situazione marcisse fino a questo punto", ci si chiederà "come abbiamo potuto tenere gli occhi chiusi di fronte al pericolo che ci minacciava" e via di questo passo, esattamente come è già avvenuto al tempo delle Bierre e dei "compagni che sbagliano". Ma i Grandi Giornali, così occupati a vivisezionare ed emettere condanne senza appello contro Israele non ne hanno percezione o fanno finta di non accorgersene.

Indice di tutti gli articoli sulla questione Spinelli


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