Convegno di studi

Siracusa Judaica

il futuro della Memoria e la Speranza della Ragione

Siracusa, Domenica 22 aprile, Palazzo del Vermexio ore 17,00

Programma

Saluto delle autorità

Titta Bufardeci Sindaco di Siracusa

Fabio Granata Assessore Beni Culturali e Pubblica Istruzione Regione Sicilia

Paolo Giansiracusa Assessore alla Cultura Provincia Regionale di Siracusa

Relazioni previste:

Amos Luzzatto Presidente dell’Unione Comunità ebraiche italiane

intervento da concordare

Sergio Caldarella responsabile Imsu Studi ebraici Germania
Siracusa Judaica

Amos Radian Ministro Plenipotenziario Ambasciata di Israele presso il Quirinale, Roma
intervento da concordare

Giovanni Perrino Ministero Pubblica Istruzione Direlem, Roma
intervento da concordare

Elio Tocco Presidente Istituto mediterraneo di Studi Universitari
Il Parco Wallemberg: progetto e attività.

Luciano Caro Rabbino Capo Comunità ebraica di Ferrara
intervento da concordare

Interverrà

Carlo Rao, attore e scrittore, Treviso
I campi della cenere
Monologhi e testi di Primo Levi, Edmund Jobes, Raquel Minch, David Sierakowiak, Elie Wiesel

Nel corso del convegno verrà conferita la cittadinanza onoraria a Luciano Caro, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Ferrara

Devono confermare la presenza:

Tullio De Mauro, Giulio Busi, Elena Lowenthal

I tre parchi della memoria

L’IMSU ritiene che la cultura, fortemente radicata nella memoria e nell’identità di una città e del suo territorio, sia una risorsa primaria alla quale ancorare concrete ipotesi di sviluppo possibile. In questo senso l’IMSU ha progettato, ed in parte avviato, TRE PARCHI, ognuno dei quali rappresenta una dimensione dell’identità siciliana, la sintesi ed il senso della nostra memoria storica ed antropologica, il luogo ideale entro il quale proporre attività scientifiche, formative, culturali, museali.

I tre parchi sono: Il Parco Platone , il Parco Ibn Hamdìs ed il Parco intitolato a Raoul Wallenberg

Il Parco Raoul Wallenberg e la creazione
del Museo della Civiltà ebraico-siciliana

La Sicilia, dopo Israele, è il luogo dove sono più ricchi i giacimenti culturali della tradizione ebraica, risalenti alle comunità che per 1500 anni hanno convissuto ed interagito con la nostra civiltà. Ma la Sicilia è anche il luogo dove la memoria, la cultura e le tracce della presenza ebraica, sono state sistematicamente rimosse dalla presenza cosciente della popolazione attraverso un processo di cancellazione storica e delegittimazione culturale iniziata con l’Editto di Espulsione del 1492.

Riteniamo doveroso recuperare alla memoria 1500 anni della nostra storia ridando cittadinanza all’ebraismo e riconoscendolo come una delle componenti essenziali dell’identità collettiva delle genti di Sicilia. Questo ridare voce e cittadinanza significa individuare un luogo-città dove porre in atto l’operazione (Siracusa) e creare un ideale contenitore culturale entro il quale le attività, le ricerche, la costituzione del Museo della Civiltà Ebraico-Siciliana, abbiano senso: Il Parco che intitoleremo a Raoul Wallenberg ci sembra possa caratterizzarsi come contenitore ideale di queste ragioni per i seguenti motivi:

1- intitolare il Parco ad un non-ebreo (ma indubbiamente caro alla memoria ebraica) significa dare un senso di appartenenza europea alle attività che vi avranno sede evitando le secche della mentalità diffusa la quale ritiene l’ebraismo affare da ebrei (mentalità che porta anche ad una esclusione di responsabilità).

2- Raoul Wallenberg ricorda certamente la Shoah, e la frattura nella storia dell’umanità che rappresenta l’annientamento di oltre sei milioni di esseri umani, una tragedia che interessa la nostra civiltà e le sue categorie fondamentali, la nostra memoria collettiva, il nostro XX° secolo e quelli a venire. La Sicilia ricordando Wallenberg ed il suo eroico sacrificio riporta alla dimensione universale e atemporale dell’impegno civile ed umano. In tale contesto si vuol anche riportare alla luce ricordando le ingiustizie e i torti dei Reali di Spagna e dei loro consigliori cui si deve persino la sparizione delle lapidi sepolcrali siciliane e la sapiente eliminazione di ogni memoria, di ogni traccia, di ogni riferimento alla cultura ebraico-siciliana che va recuperata alla memoria collettiva altrimenti monca di 1500 anni della propria storia. Ed è proprio questo, ma non solo, il senso e lo scopo della futura e possibile creazione del Museo della Civiltà ebraico-siciliana.

3- Il Parco Raoul Wallenberg dovrà essere il centro di documentazione e formazione per le scuole del Mezzogiorno e della Sicilia in particolare per quanto attiene alla storia dell’ebraismo in Sicilia e le sue relazioni con l’area mediterranea.

L’operosa presenza degli Ebrei, svanita dopo il 1492, ma sopravvissuta entro labirinti di usi e di tradizioni, di feste ed immaginario popolare, deve essere ristudiata e riscoperta per colmare un’assenza altrimenti grave ed ingiustificabile..

L'I.M.S.U. ha impostato un piano culturale finalizzato al recupero ed alla valorizzazione della cultura ebraica di Sicilia; questo itinerario, iniziato nel 1997, ha trovato consistenza in due anni di convegni di studi centrati su tematiche religiose e sociali (con al centro il tema della ricerca della Pace e dello scambio culturale).

Parallelamente scorreranno altri due itinerari: uno relativo a spettacoli cinematografici e teatrali (il primo di questi appuntamenti è stata la messa in scena, in prima nazionale, dell'opera: " Il processo di Shamgorod " di E. Wiesel nella versione che ne ha tratto il nostro Sergio Caldarella), l'altro è relativo alla possibile stipulazione tra l’I.M.S.U. e le due Università di Gerusalemme, di gemellaggi finalizzati alla formazione professionale e scambi culturali (settori previsti: le devianze giovanili, la tutela dell’ambiente, il regime delle acque, le tecnologie avanzate dell’agricoltura, l’archeologia e la filosofia. E’ già firmato l’accordo fra IMSU e The Jewish Legal Heritage Society of Israel ).

La sintesi del progetto dovrà essere la costituzione del Parco Raoul Wallenberg e, successivamente, quella di un museo multimediale della civiltà ebraico-siciliana dove, da un lato, dovranno essere reperite, classificate e raccolte le varie testimonianze relative alla civiltà ebraica di Sicilia, in atto disperse, mal catalogate e peggio conosciute, e dall’altro dovranno essere creati una serie di sentieri telematici che dovranno ricostruire virtualmente giudecche e sinagoghe, che dovranno assemblare libri ed incunaboli, riprodurre lapidi ed oggetti di culto e quanto altro sarà necessario per ricostruire le tracce della civiltà ebraica di Sicilia.

Nel generale deserto, di ricerca e di conoscenza, riguardante le vicende culturali dell’ebraismo siciliano spicca il volume di Italia Judaica che raccoglie gli Atti del V congresso internazionale (Palermo 15-19 Giugno 1992): si tratta del solo studio complesso ed abbastanza organico riguardante, appunto, le vicende storico-culturali dell’ebraismo siciliano alle quali occorre rifarsi per rinvenirne il patrimonio archeologico, bibliografico, epigrafico, etc.

Il testo autorevolissimo di S, Simonsohn (Università di Tel Aviv), posto in apertura del volume di Atti ricordato dal titolo Prolegomeni ad una storia degli Ebrei in Sicilia è la base indispensabile per fare il punto sulla situazione e stabilire il punto di partenza di ogni futura ricerca. Riteniamo che il filo lungo il quale riannodare studi e ricerche che contribuiscano ad affrescare il quadro assente della presenza ebraica in Sicilia è un filo necessariamente culturale ed è sull’approfondimento di queste basi che sarà in seguito possibile passare alle ulteriori fasi di elaborazione di una mappatura dei Beni Culturali ebraici e quindi alla creazione del Museo che colmerebbe un vacatio cognitiva di circa mille anni della nostra storia.

Parco Wallenberg - Museo della civiltà ebraica di Sicilia

Attività

Il Museo deve intendersi come centro attivo della cultura ebraico- siciliana dove il reperimento, la catalogazione, lo studio e la conservazione dei beni culturali sia soltanto una delle attività tattiche; fini strategici saranno invece quelli di creare una luogo attivo di studi e di formazione, di ricerche e di corrispondenze, di scambi e di contatti con le comunità ebraiche del mondo e con i relativi centri culturali.

Direttamente innestate su questa direzioni di ricerca devono potersi creare sentieri di consapevolezza professionale sia per archeologi, sia per bibliotecari come per archivisti, storici e ricercatori, in tema di cultura ebraica. L’IMSU ha già predisposto un piano biennale di specializzazione che dovrà essere riconosciuto dalla Regione come titolo e punteggio per accedere ai concorsi relativi alle categorie ricordate, categorie professionali spesso preparate in archeologia classica e cristiana, ma del tutto ignoranti di lingua e cultura ebraica, cosa, questa, che è stata la prima causa della generale obliterazione di mille e cinquecento anni di presenza attiva della comunità ebraica di Sicilia.

In Sintesi i momenti attraverso i quali arrivare alla costituzione del Museo e del Centro Culturale della Civiltà Ebraica del Parco Wallenberg sono:

a-) La pubblicizzazione dei ritrovamenti già esperiti ( fondi bibliografici- bagni rituali- lapidi)

b-) La creazione di un gruppo di esperti che, con l’apporto dell’Unione delle Comunità ebraiche di Roma, attuino una ricognizione a tutto campo circa la consistenza e la dislocazione dei beni culturali ebraici di Sicilia .

e-) Il coinvolgimento, nell’operazione culturale complessiva, delle due università di Gerusalemme (l’IMSU ha già un accordo di studio sottoscritto con The Jewis Legal Heritage Society of Israel il cui responsabile e firmatario, Nahum Rakover, è il Vice- Procuratore Capo dello Stato di Israele ed autorevole membro di una delle due Università e rapporti scientifici con il Prof. Samuel Scolnicov) e le comunità ebraiche degli USA. L’individuazione, in accordo con l’Amministrazione Comunale, di un immobile da destinare a sede e del museo e del Centro Culturale .

f-) la creazione di una seria e continua formazione nel settore dell’archeologia ( di terra e subacquea) che partirà dalle radici classiche, si spingerà ai settori della preistoria egeo-micenea e successivamente dovrà formare specializzazioni nel campo dell’archeologia medievale con particolare riferimento alla cultura ebraica. ( si vedano, al riguardo, le attività del Parco Platone)

g-) La creazione di una linea di studio attuale, in raccordo con studiosi israeliani, sui problemi dell’infanzia e dell’adolescenza. Questo settore è importante intanto per non rinchiudere le attività del Parco Wallenberg nell’unica dimensione dell’antichistica, in secondo luogo per proiettarne al futuro le attività, in terzo luogo perché Israele segna una importante controtendenza rispetto lo statuto diffuso della psicologia dell’adolescenza nel mondo occidentale.

In sintesi: ciò che comunque dovrà essere realizzato sarà molto più di un museo -luogo- di conservazione ed esposizione. Sarà invece un centro culturale attivo e vivo che lavorerà in sinergia e con tutte le altre realtà già avviate dell’IMSU e con le comunità ebraiche italiane, americane e con Israele nei settori indicati ( studi sociologici con particolare riguardo ai problemi attuali dell’educazione, della trasmissione dei valori e della prevenzione della devianza- studi archeologici- studi comparati con la civiltà islamica siciliana- studi etnici con particolare riguardo alla musica, settore che sarà curato dall’esperto Francesco Spagnolo Acht)

Parallelamente non sarà difficile costruire, su questo centro di ideale gravitazione, un forte e preciso richiamo di turismo tematico che varrà tanto per gli Ebrei Italiani, quanto per Ebrei sparsi per tutto il mondo e per Israeliani.

Attività del Parco Raoul Wallenberg già svolte

Siracusa 1998 – (costituzione Luglio) Formazione dell’Osservatorio Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza a rischio

Patrocinio: Ministero per gli Affari Sociali - Partner facoltà di Scienza della Formazione della L.U.M.S.A.

Siracusa 22 novembre 1999- Osservatorio Regionale sull’infanzia e l’adolescenza a rischio -Convegno internazionale Italo-Israeliano sulle devianze minorili – Relatori:

Rabbi Yitzhak Levi: (Minister of Education and Culture- Israel)

Nahum Rakover: (Adviser on Jewish Law, Formerly Deputy Attorney General. Israel.-University of Jerusalem)

Margherita Spagnuolo Lobb: (President of the European Association for Gestalt Therapy )

Aaron Melamed: (Chief Justice of the Juvenile Courts - Israel)

Gaetano de Leo: (Università La Sapienza- Roma)

Giovanni Salonia: (Direttore Scuola di Specializzazione Post-Universitaria in Psicoterapia della Gestalt)

Iniziative culturali Promosse dall’IMSU nel 1997

18 Settembre, Forum del Rabbino Capo Luciano Caro su "100 anni di Sionismo"

18 Settembre, prima nazionale, de "Il processo di Shamgorod" di E. Wiesel opera teatrale messa in scena dalla compagnia di Cesare Politi con il patrocinio del Comune di Siracusa (adattamento di Sergio Caldarella)

11 Novembre, conferenza dal titolo Le religioni del Libro e la Sfida della Pace. Relatori : A.H. Palazzi presidente dell’Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana, Nahum Rakover, Vice Procuratore generale dello Stato di Israele- Padre Felice Scalia,S.J

15 Dicembre: incontro con i rappresentati di Nevè Shalom/ Wahaat as-Salaam, Abdessalam Najjar, arabo-palestinese, Daphna Schwartz, ebrea, Bruno Segre, Presidente ass. it. NS/Was.

Iniziative culturali del 1998

24-25 Ottobre, (organizzato con Biblia e con Qol) Le Genti del Libro fra storia e futuro.

Relatori: prof. Sergio Caldarella, dott. Brunetto Salvarani, dott. Mahmoud Salem Elsheikh, prof.ssa Adalgisa De Simone, prof. Francesco Renda, prof. Cesare Colafemmina, prof. Pierre Lenhard, prof. Paolo De Benedetti, prof. Elio Tocco

6 dicembre, Le Religioni del libro e la sfida della speranza

Luciano Caro, Rabbino Capo-Comunità ebraica di Ferrara,La Memoria, la Speranza,futuro Salvatore Rapisarda, Pastore della Chiesa Evangelica Battista Speranza cristiana e vigilanza nella storia

Felice Scalia, S.J:Cristianesimo, incertezze e rischi di una speranza incarnata

Alberto Ventura, islamista, Istituto Universitario Orientale di Napoli-L’Islam fra storia e speranza


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