Pesach o Festa delle matzòt

È mai possibile che secondo la Torà tutti i calendari sono sbagliati? Il 14 di Nissàn non è la vigilia di Pesach, ma già Pesach! E dal 15 al 21 di Nissàn non è Pesach, ma sono i sette giorni della "Festa delle matzòt"!
Ma non è la stessa festa?

No, sono due feste distinte che si sovrappongono la sera del 15 di Nissàn. Vediamo come:

Pesach
Festa delle matzòt
Offerta di ringraziamento
La festa che commemora l'uscita dall'Egitto

Esodo Cap. 12

8) E si mangerà la carne in questa stessa notte, lo si consumerà arrostito, insieme con azzime ed erbe amare. 9) Non lo si mangerà semicrudo o allessato nell'acqua, ma solo arrostito al fuoco, intero, la testa, con le gambe e le interiora. 10) Non ne lascerete avanzare fino al mattino e, se ne avanzasse, lo brucerete nel fuoco.

14) Questo giorno sarà da voi commemorato e lo celebrerete quale festa in onore del Signore per le vostre generazioni, sia festività d'istituzione perenne.

24) Voi riguarderete questo comando quale regola stabilita per te e i tuoi figli per sempre. 25) Ora quando sarete giunti alla terra che il Signore vi avrà concesso come ha promesso, osserverete questo rito. 26) E quando i vostri discendenti vi chiederanno: "Che cosa significa per voi questo rito?" 27) voi risponderete: "Questo è il sacrificio pasquale in onore dei Signore, il quale passò oltre le case dei figli d'Israele, allorquando percosse l'Egitto e preservò le nostre dimore". E il popolo si inchinò e si prostrò.

43) E disse il Signore a Mosè e ad Aron: «Questa è la norma per il sacrificio pasquale. Alcuno straniero non potrà mangiarne. 44) Qualunque schiavo acquistato con danaro dopo essere stato circonciso potrà mangiarne. 45) Lo straniero residente nel paese e il mercenario non potranno mangiarne. 46) Ogni sacrificio pasquale sarà consumato in una stessa casa, non si potrà trasportare nulla della sua carne al di fuori, né romperete alcun osso della bestia. 47) Tutti i componenti la congrega d'Israele vi prenderanno parte. 48) Se uno straniero abita presso di te e vorrà celebrare la Pasqua del Signore, si circonc’da ogni maschio; allora diventerà idoneo a celebrarla e sarà considerato come un indigeno del paese. Nessun incirconciso ne mangerà. 49) Un'unica legge avrà vigore per l'indigeno e per lo straniero che abiti fra Voi». 50) Tutti i figli d'Israele obbedirono a ciò che il Signore aveva comandato a Mosè e ad Aron; così fecero.

Esodo Cap. 12

15) Per sette giorni mangerete azzime, ma prima che giunga il primo giorno, toglierete dalle vostre case ogni lievito; poiché chiunque mangi sostanze lievitate dal primo giorno fino al settimo sarà recisa quella persona di mezzo ad Israele. 16) Il primo giorno vi sarà sacra convocazione e altrettanto il settimo giorno. Nessun lavoro si farà in questi due giorni ad eccezione di ciò che è necessario per il cibo di ognuno: quello solamente si potrà fare. 17) Osserverete dunque la festa delle azzime, poiché è in questo stesso giorno che Io ho fatto uscire le vostre schiere dal paese d'Egitto, osserverete quindi questo giorno in tutte le future vostre generazioni quale statuto eterno. 18) Nel primo mese, nel quattordicesimo giorno del mese a sera, mangerete azzime fino al ventunesimo giorno del mese stesso a sera. 19) Per sette giorni non si troverà lievito nelle vostre case, poiché chiunque mangi sostanza lievitata sarà recisa quella persona dalla congrega d'Israele, si tratti di straniero residente nel vostro paese o d'indigeno. 20) Alcuna cosa lievitata non mangerete; in tutte le vostre abitazioni mangerete pani azzimi.

39) E cossero la pasta che avevano portato via dall'Egitto facendone focacce azzime, non essendo lievitata poiché erano stati cacciati in fretta dall'Egitto e non avevano potuto attendere che lievitasse, né d'altra parte possedevano altra scorta di provvigioni.

Esodo Cap. 13

3) E Mosè disse al popolo: «Tieni bene a mente questo giorno nel quale siete usciti dall'Egitto ove eravate in schiavit¯, poiché è solo per la potenza del Suo braccio che il Signore vi ha tratto di là; in tale ricorrenza dunque non si mangi pane lievitato. 4) è propriamente oggi che uscite nel mese Aviv. 5) Ordunque quando il Signore ti avrà condotto nel paese dei Cananei, Chittei, Emorei, Chivvei, Jevusei, quel paese cioè che giurò il Signore ai tuoi padri di concedere a te, paese stillante latte e miele, tu celebrerai queste cerimonie in questo mese. 6) Cioè per sette giorni mangerai pane azzimo, il settimo giorno sia festa in onore del Signore. 7) Durante i sette giorni si mangerà pane azzimo; e non apparirà presso di te né pane lievitato né lievito qualsiasi in tutto il tuo territorio. 8) Tu poi spiegherai a tuo figlio, in quel giorno: "Noi pratichiamo questo culto in onore dei Signore per tutto quello che Egli operò in mio favore alla mia uscita dall'Egitto".

Ogni anno portiamo un sacrificio il pomeriggio del 14 di Nissàn e lo mangiamo con matzà e maròr. Dal 15 al 21 di Nissàn è proibito mangiare chamètz, possederlo, e addirittura vederlo. è mitzvà mangiare la matzà, soprattutto la prima sera.
Ragione: ringraziare che ci ha saltato nel punire i primogeniti egiziani Ragione: ricordare che Dio ci ha tratto dall'Egitto. In quel momento non avevamo tempo per far lievitare il pane

1) Perché sette giorni?

2) Perché non mangiare chamètz è più importante di mangiare la matzà?

3) Perché mangiare chametz è così grave (karèt)?

4) Perché le leggi delle matzòt sono date PRIMA di lasciare l'Egitto (a Moshè il primo di Nissàn Es. 12, 1-2)?

Il chamètz non è proibito solo a Pesach ma nel Santuario per TUTTO L'ANNO! (eccetto a Shavuòt…)

Il chamètz rappresenta per i Maestri: l'altezzosità, l'istinto al male, l'idolatria. Le leggi contro l'idolatria sono praticamente identiche a quelle contro il chamètz.

Perché il chamètz è allora permesso durante l'anno?

Dio chiede al popolo ebraico di liberarsi dall'idolatria, dalla cultura egiziana PRIMA della liberazione. C'è un parallelo nel profeta Ezechiele (20, 5-8). Ma il popolo ebraico NON ascolta Dio, è ormai perso, immerso completamente nell'idolatria. Meritano la distruzione!

Ultima occasione: se non volete allontanarvi dall'idolatria datemi un simbolo che le siete contrari: OFFRITE UN SACRIFICIO e PASSERò SOPRA alla vostra distruzione meritata.

Quando offriamo il sacrificio non dobbiamo solo ricordare CHE COSA è successo ma PERCHé è successo!

Quindi le generazioni a venire devono essere in grado ormai di eliminare l'idolatria (chamètz) e viene data una festa di sette giorni: non si può offrire il sacrificio se non si è eliminato il chamètz (Es. 23, 18; 34, 25) e non si è circoncisi!

Perché allora sette giorni?

Sette è la routine, la normalità, secondo la Torà (otto è al di là della natura, come la milà). Alla stessa maniera che Dio portò sette settimane il popolo in giro nel deserto prima di dare la Torà, noi dobbiamo abituarci alla non-idolatria.

Per sapere non solo CHE COSA, non solo PERCHé, ma anche per QUALE SCOPO finale siamo stati fatti uscire dall'Egitto (baavùr ze).

Elaborato da David Piazza © 2000, da una lezione della Yeshivat Har Etzion