La spoliazione dei beni degli ebrei in Italia in seguito alle leggi razziali del 1938 e le relative restituzioni
Annamaria Colombo
Università degli Studi di Milano
Facoltà di Giurisprudenza
Sociologia del Diritto
Relatore: Vincenzo Ferrari
Correlatore: Luigi Cominelli
Anno Accademico 2001-2002

 

1.1. Premessa
1.2. La struttura economica di una minoranza
1.3. L’economia del ghetto
1.4. I passi verso la prima emancipazione
1.5. Il ruolo di Carlo Alberto di Savoia nella seconda emancipazione
1.6. Le posizioni della minoranza ebraica all’interno della vita economica italiana dei primi decenni del Novecento
1.7. I percorsi dell’integrazione nelle diverse attività economiche
1.7.a. L’amministrazione pubblica
1.7.b. La proprietà immobiliare
1.7.c. Le attività commerciali
1.7.d Le attività bancarie
1.7.e. Le assicurazioni
1.7.f. L’industria
1.7.g. Gli ebrei nei consigli delle società per azioni
1.8. Uno sguardo conclusivo

 

2.1.Premessa
2.2. Verso le leggi razziali: i presupposti delle legislazione
2.3. Il censimento dell’agosto 1938
2.4. La legislazione razziale: il Regio Decreto-Legge del 17 Novembre 1938
2.4.a. Gli appartenenti alla razza ebraica
2.4.b. I provvedimenti di discriminazione
2.5. L’articolo 10: il fondamento delle limitazioni alla proprietà immobiliare e all’attività commerciale ed industriale
2.6. Le norme di attuazione ed integrazione all’art. 10: la disciplina volta a regolamentare i limiti di proprietà immobiliare e di attività industriale e commerciale per i cittadini di razza ebraica
2.6.a. I limiti posti alla proprietà immobiliare
2.6.b. Le limitazioni alla partecipazione in aziende industriali e commerciali
2.6.c. Alcune disposizioni generali e finali
2.7. Dalle leggi razziali del 1938 ai provvedimenti delle Repubblica Sociale Italiana: la seconda fase della legislazione contro gli ebrei
2.8. L’ordinanza di polizia n. 5 e il Decreto Legislativo del Duce n. 2
2.9. L’itinerario delle pratiche di confisca previsto dalla legge del 4 Gennaio 1944
2.10. La drammaticità delle situazioni derivanti dall’applicazione delle confisca alla totalità dei beni ebraici
2.11. La diatriba inerente alla confisca delle pensioni spettanti a soggetti ebrei
2. 12. Cenni conclusivi

 

3.1. L’istituzione dell’Ente
3.1.a. L’approvazione dello Statuto
3.1.b. L’ampliamento dei compiti dell’Egeli: la gestione dei beni
3.2. L’attività dell’Egeli dal 1938 al 1943
3.3. La svolta del 1943: il trasferimineto dell’Ente di Gestione e Liquidazione e la sua attività
3.4. Il nuovo Statuto dell’Ente di Gestione e Liquidazione
3.5. L’effettiva posizione dell’Ente nel periodo della Repubblica Sociale Italiana
3.6. Le difficili relazioni tra l’Ente di Gestione e Liquidazione e il lavoro delle prefetture: alcune vicende.
3.6.a. Il caso di Reggio Emilia
3.6.b. La situazione di Cremona e Ferrara.
3.6.c. I gioielli di Como
3.6.d. Il tesoro della comunità ebraica di Firenze
3.7. Cenni conclusivi

 

4.1. Premessa
4.2. L’Operationszone Alpenvorland: zona d’operazione Prealpi
4.2.a. Il contesto geografico e sociale
4.2.b. Gli eventi e i rapporti con le autorità della Repubblica Sociale Italiana
4.2.c. Il materiale dell’archivio di deposito della prefettura di Belluno
4.3. Adriatisches Küstenland: la zona del litorale adriatico
4.3.a. Il contesto geografico e sociale
4.3.b. Gli eventi e i rapporti con le autorità della Repubblica Sociale Italiana
4.3.c. La spoliazione dei patrimoni ebraici nel periodo di occupazione tedesca

 

5.1.Premessa
5.2. L’atteggiamento del Governo nei «quarantacinque giorni»
5.3. L’abrogazione delle leggi razziali in Italia: i provvedimenti legislativi di base
5.3.a. Il Regio Decreto-legge n. 25 del 20 Gennaio 1944
5.3.b. Il Regio Decreto-legge n. 26 del 20 Gennaio 1944
5.3.c. Assetto della legislazione nei territori liberati
5.4. Le iniziative legislative dal 1944 al 1947
5.4.a. Le norme complementari integrative e di attuazione del Decreto legislativo luogotenenziale del 20 Gennaio 1944
5.4.b. La rivendicazione dei beni confiscati, sequestrati o comunque sottratti sotto l’impero del sedicente governo della Repubblica Sociale
5.4.c. La questione del rimborso delle spese di gestione
5.4.d. La questione dei beni delle persone decedute per atti di persecuzione razziale dopo l’8 settembre 1943, senza lasciare eredi successibili
5.5. La nuova attività dell’Ente di Gestione e Liquidazione
5.5.a. La riunificazione delle sedi dell’Egeli a Roma
5.5.b. La «Gestione beni ebraici 1938»
5.5.c. La restituzione dei beni ebraici confiscati e sequestrati durante la Repubblica Sociale Italiana
5.6. La liquidazione Egeli
5.6.a. Le fasi del processo di liquidazione
5.6.b. L’obiettivo finale: l’acquisizione dei beni in carico all’Ente di gestione nella fase liquidatoria
5.6.c. I valori e gli oggetti passati per prescrizione allo Stato

 

6.1. L’istituzione della Commissione
6.2. Gli obiettivi generali e le linee essenziali di riferimento
6.3. Gli organismi consultati
6.4. Le fonti archivistiche
6.5. L’analisi delle situazioni locali
6.6. La presentazione delle conclusioni della «Commissione Anselmi»
6.7. Due vicende aperte
6.7.a. Il caso Horitzky-Grunberger
6.7.b. Il caso Luzzato
6.8 La restituzione nell’ottica dei diritti umani: il possibile legame
6.9. Conclusioni
CONCLUSIONI

 

REGIO DECRETO - LEGGE 17 novembre 1938 - XVII, n. 1728 Provvedimenti per la difesa della razza italiana
REGIO DECRETO - LEGGE 9 febbraio 1939-XVII, n. 126 Norme di attuazione ed integrazione delle disposizioni di cui all'art. 10 del R. decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728, relative ai limiti di proprietà immobiliare e di attività industriale e commerciale per i cittadini italiani di razza ebraica.
REGIO DECRETO 27 marzo 1939-XVII, n. 665 Approvazione dello statuto dell'Ente di gestione e liquidazione immobiliare
LEGGE 2 giugno 1939-XVII, n. 739 Conversione in legge, con approvazione complessiva, dei Regi decreti-legge emanati fino al 10 marzo 1939-XVII e convalida dei Regi decreti, emanati fino alla data anzidetta, per prelevazioni di somme dal Fondo di riserva per le spese impreviste.
LEGGE 29 giugno 1939-XVII, n. 1054 Disciplina dell'esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica
LEGGE 24 febbraio 1941-XIX, n. 158 Autorizzazione all'Ente di gestione e liquidazione immobiliare a delegare agli Istituti di credito fondiario la gestione e la vendita degli immobili ad esso attribuiti.
REGIO DECRETO-LEGGE 20 GENNAIO 1944, N. 25 Disposizioni per la reintegrazione nel diritti civili e politici del cittadini italiani e stranieri già dichiarati di razza ebraica o considerati di razza ebraica.
DECRETO LEGISLATIVO DEL DUCE 31 marzo 1944-XXII, n. 109 Nuovo statuto e regolamento dell'Ente di gestione e Liquidazione Immobiliare
DECRETO MINISTERIALE 15 settembre 1944-XXII, n. 685 Adeguamento del trattamento tributario a favore di tutti i beni gestiti dall'Ente di gestione e Liquidazione Immobiliare (E.G.E.L.I.)
DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 5 Ottobre 1944. n. 249 Assetto delle legislazione nei territori liberati
DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 5 OTTOBRE 1944, N. 252 Pubblicazione ed entrata in vigore del regio decreto.legge 20 gennaio 1944, n. 26, contenente disposizioni per la reintegrazione nei diritti patrimoniali dei cittadini italiani e stranieri già dichiarati o considerati di razza ebraica
DECRETO MINISTERIALE 30 dicembre 1944-XVIII, n. 1036 Modifica dello Statuto dell'E. G. E. L. I. ed istituzione del posto di Direttore Generale
DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 30 Aprile 1945, n. 222 Norme complementari integrative e di attuazione del decreto legislativo luogotenenziale 20/01/1944, n. 26 per la reintegrazione dei cittadini italiani e stranieri colpiti da disposizioni razziali nei loro diritti patrimoniali
DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 5 MAGGIO 1946, N.393 Rivendicazione dei beni confiscati, sequestrati o comunque tolti ai perseguitati per motivi razziali sotto l'impero del sedicente governo della repubblica sociale
DECRETO LEGISLATIVO DEL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 11 MAGGIO 1947, N. 364 Successione delle persone decedute per atti di persecuzione razziale dopo 1'8 settembre 1943 senza lasciare eredi successibili.
DECRETO LEGISLATIVO DEL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 31 LUGLIO 1947, N.801 Modificazione dell'articolo 6 del regio decreto.legge 20 gennaio 1944, n. 26, sulla reintegrazione dei perseguitati per motivi razziali, nei loro diritti patrimoniali.
BIBLIOGRAFIA

INTRODUZIONE

Storie di beni che, in realtà, sono storie di persone.

Credo che in queste poche e semplici parole si possa riassumere la principale motivazione che mi ha spinto ad approfondire l’argomento delle spoliazioni dei beni ebraici, avvenuta in Italia in seguito alle leggi razziali del 1938.

Forse, d’acchito, a poche settimane dalla celebrazione della Giornata della Memoria (27 gennaio), concentrare l’attenzione sulle privazioni dei beni ebraici, spesso segnalati dalle cronache come oggetti di lusso estremo, collezioni di dipinti preziosi e gioielli di immenso valore, può sembrare fuori luogo o comunque marginale. Di fronte alle atrocità dei campi di concentramento, ai milioni di vite scomparse e agli aberranti esperimenti scientifici realizzati dai nazisti, raccontare di denari, immobili e diamanti può apparire irrispettoso, quasi offensivo.

Ma, in realtà, la questione va posta in ben altri termini.

Attraverso questo «viaggio» tra provvedimenti legislativi ed istituzioni burocratiche, si scorgono gli aspetti più veri di una disciplina delle privazioni, avente come oggetto beni materiali ma come effetto l’annientamento morale di persone.

Ovviamente, entrambi gli aspetti delle spoliazioni sono importanti: sottrarre «legalmente», in massa, seguendo una dettagliata disciplina, le proprietà di cittadini italiani e non, ha necessariamente un forte impatto dal punto di vista prettamente materiale ed economico. Privare gli ebrei delle case, degli oggetti personali, e anche dei gioielli, dei tappeti e delle opere d’arte già di per sé fa sorgere il sentimento di ingiustizia per la violazione del diritto di proprietà e del principio di uguaglianza.

Ma quando poi, accanto a questo lato della vicenda, si leggono nelle carte e nei documenti le storie delle umiliazioni e delle vicende disumane create nel corso degli anni delle leggi razziali, ciò che più colpisce accanto alla perdita della proprietà, sono le mortificazioni e gli avvilimenti patiti da coloro che, accanto al valore economico (di indubbia rilevanza, soprattutto in un periodo di guerra) si sono visti sottrarre la dignità di persone.

Accanto agli argenti e alle monete antiche sparite, seguiranno le storie di occhiali, fotografie, poesie, destinate a passare in mani sconosciute, spesso disinteressate, in conseguenza allo scarso valore economico degli oggetti, ma sempre pronte a violare e profanare beni che, ricordiamolo, un proprietario lo avevano.

Nella documentazione contabile degli enti predisposti alla gestione e alla vendita degli immobili confiscati o sequestrati si leggerà di palazzi del valore di milioni di lire e di abitazioni modeste e a volte anche misere, ma in entrambi i casi, dietro alla cifra attestante il valore dell’acquisto o della vendita, si dovrà pensare alla famiglia che vi abitava.

La genesi dei provvedimenti razziali in Italia non fu eclatante e sensazionale, ma avvenne quasi in sordina; nel nostro Paese non c’era mai stata una tradizione antisemita e la discriminazione era rimasta estranea alla cultura e allo stesso costume degli italiani. Neppure Mussolini aveva manifestato intenzioni razziste, almeno fino al 1936. Poi la svolta del 1938, determinata da una serie di elementi nazionali, in cui prevalse l’emulazione con la Germania nazista.

Di conseguenza si stabilì una disciplina dettagliata, applicata minuziosamente dai burocrati, che coinvolse una serie di strutture organizzate e collegate tra loro, con il compito di scovare, quantificare, espropriare o gestire attività e beni sottratti ai legittimi proprietari in virtù del solo fatto di essere appartenenti ad una «razza» differente da quella di coloro che i provvedimenti li avevano emanati.

Spero che nel corso della lettura del mio lavoro venga chiarito quanto la disciplina delle spoliazioni, elaborata dal Governo fascista, incise sul tessuto sociale e storico dell’Italia.

All’analisi della normativa e all’utilizzo della logica giuridica, ho cercato di accostare il riferimento agli effetti sociali e di applicare una chiave di lettura che andasse oltre le quantificazioni economiche.

Un aspetto interessante, emerso nel corso della ricerca, è stata la possibilità di ripercorrere e seguire con attenzione l’evoluzione della politica e dei governanti italiani nel corso di vent’anni di storia; dalle scelte discriminatorie a quelle riparatorie, spesso in un’altalena contraddittoria di decisioni che non sempre finirono con la completa tutela delle uniche e vere vittime della situazione.

Lo svolgersi della disciplina delle restituzioni e le linee seguite per giungere alla reintegrazione dei diritti patrimoniali degli ebrei colpiti dalle leggi fasciste sono argomenti tutt’altro che immediati; accanto ad un sentimento naturale, che tende semplicemente a vedere nella restituzione di ciò che è stato vergognosamente sottratto l’atto più ovvio e doveroso, va considerata l’estrema complessità di una situazione nella quale erano coinvolti molteplici interessi e soggetti. Ecco motivate le lungaggini della definizione di questioni che, ricordiamolo, tutt’oggi in alcuni casi, non hanno ancora terminato il loro iter.

Numerosi ed interessanti sono dunque gli aspetti della vicenda di cui mi sono occupata, che mi hanno fatto attraversare periodi storici ancora di estrema attualità.

La memoria serve proprio a ricordare e a non cancellare, ma non può ricordare chi non sa nulla. Oggi le vicende storiche ci offrono l’occasione straordinaria di approfondire una conoscenza che è quasi un riscatto nei confronti delle decisioni prese da esponenti politici italiani che hanno innescato tragici procedimenti, terminati anche ben oltre alla spoliazione di beni materiali.

Il Governo italiano, nel 1998, ha sottolineato l’importanza della chiarezza e della puntualizzazione storica della vicenda delle attività di acquisizione dei beni di cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati, ed ha predisposto un’apposita Commissione (c.d. Commissione Anselmi) con il chiaro obiettivo di far luce, nel modo più completo possibile, sulle spoliazioni ma anche sulle restituzioni, definendo infine l’attuale assetto della situazione.

Ecco l’importanza di «rompere il silenzio»: tenere aperto il discorso sull’antisemitismo e sulla discriminazione, anche analizzando l’aspetto patrimoniale, in vista di una conoscenza che non sia fine a sé stessa, ma porti alla capacità di autoriflessione in ognuno di noi.

Spero che il lavoro che segue possa essere interessante e degno di attenzione; è stato realizzato con l’intento di avvicinare il più possibile il lettore ad un argomento di non comune conoscenza, almeno per ciò che riguarda gli aspetti meno superficiali. Mi auguro susciti il richiamo al desiderio di sapere e risulti essere interessante e, per quanto possibile, esaustivo.

Per ciò che mi riguarda, la stesura di queste pagine è stata un’appassionante ricerca che mi ha vista partecipe dal punto di vista logico-razionale e soprattutto da quello umano.


© Morashà 2002 - Annamaria Colombo2002

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