Tesi di laurea di Dino Fabbrini - Il matrimonio ebraico
Glossario - Bibliografia
| Voci |
Definizioni |
| Adar |
Sesto mese del calendario ebraico, dodicesimo del calendario religioso; corrisponde a febbraio marzo. |
| Agunah | (ebraico per donna legata) Una donna sposata il cui marito è scomparso, senza lasciare prova della sua morte, oppure è stata abbandonata dal marito che rifiuta di concederle il divorzio. |
| Apostata |
(in ebraico mumar) Un ebreo che ha rinnegato la propria fede. |
| Aschenaziti | Da Aschenaz, Germania; sono così designati tutti gli ebrei provenienti dallEuropa centrale ed orientale |
| Atar | Luogo. Termine aramaico. |
| Av | Undicesimo mese del calendario ebraico, quinto del calendario religioso; corrisponde a luglio agosto. |
| Bar mitzvah | Ebraico per figlio del precetto |
| Bat mitzvah | Ebraico per figlia del precetto |
| Berachà | Benedizione. Contiene la formula: Benedetto sia tu, o Signore, Dio nostro, Re del mondo, seguita da testi relativi alle diverse occasioni. |
| Bet Din | (ebraico per casa del giudizio) Tribunale religioso composto solitamente da tre giudici (vedi dayyan) che si occupa delle supervisioni sui pasti kasher, del divorzio, di dispute civili, del ger. Il giudice più anziano è chiamato av bet din, il padre del tribunale. Nei tempi antichi, tribunali allargati di ventitré o di settantuno giudici trattavano dei casi più importanti che trattavano la pena capitale. Ogni comunità ebraica doveva avere il proprio bet din, che era solito riunirsi nei giorni di mercato, che erano originariamente il lunedì ed il giovedì. Dato che agli ebrei non è permesso di portare le loro cause di fronte ai tribunali dei goyim, il tribunale ebraico ha una funzione importante da svolgere allinterno delle comunità ortodosse. |
| Bet ha- kenesset | Letteralmente casa di riunione; indica la Sinagoga |
| Calendario | (in ebraico luach ha shanah) Il calendario ebraico è formato da dodici mesi lunari collocati nella struttura di un anno solare: Nisan, Ijjar, Sivan, Tammuz, Av, Elul, Tishri, Marcheshavan, Kislev, Tevet, Shevat e Adar. Poiché vi è una discrepanza di poco più che undici giorni fra i trcantocinquantaquattro dellanno lunare e i trecentosessantacinque dellanno solare, sintercala un anno bisestile che contiene un mese in più sette volte ogni diciannove anni. Ciò consente di far cadere la festa di Pesach in primavera1 e di far combaciare le altre feste con le stagioni agricole. Inoltre i mesi di Marcheshvan e di Kislev hanno durata variabile, a seconda degli anni. |
| Caraita | (dallebraico karaim, cioè uomini della scrittura). Setta ebraica fondata nellVIII secolo a Babilonia da Anan Ben David, che raccoglieva gruppi che si opponevano alla tradizione rabbinica, inclusi quanti restavano dei Sadducei, setta del II secolo di simili tradizioni. In origine gli Ananiti, come furono inizialmente chiamati, accolsero gli insegnamenti di Anan sulla Torah e sulla trasmigrazione delle anime, alcune pratiche ascetiche, come evitare la carne ed il vino in segno di lutto per Sion, e lopposizione ai medici, dal momento che solo Dio può guarire gli infermi. Anan ordinò ai suoi di analizzare attentamente le Scritture e di non affidarsi solamente alle sue opinioni. Nel corso del tempo i Caraiti modificarono questi orientamenti arrivando a criticare alcune opinioni di Anan. Mantennero, tuttavia la sua interpretazione dellAntico Testamento ed il rifiuto della Torah orale, e furono talvolta più rigidi dllebraismo ortodosso nellattuazione della legge biblica. Perciò di Shabbat non uscivano di casa, non tenevano il fuoco acceso in casa e proibivano i rapporti sessuali. La loro polemica portò ad un rinnovato interesse per lebraico biblico e per il lavoro testuale dei masoreti. Saadiah Gaon scrisse moltissimo contro le credenze e le pratiche degli Ananiti-Caraiti. Maimonide contribuì a sradicare il caraismo dallEgitto, dove era una forza primaria, ma fu generalmente conciliante coi Caraiti, permettendo loro perfino di circoncidere i figli di sabato. A sua volta il caraismo, nel formulare i suoi propri codici di legge, mutuò molti elementi dallebraismo ortodosso. Abraham Firkovich, un Caraita del XIX secolo, sosteneva che i caraiti erano un gruppo etnico distinto dagli ebrei, che non avevano avuto nessun ruolo nelluccisione di Gesù. Questo portò allemancipazione dei caraiti russi del 1863. I caraiti scamparono alla persecuzione nazista, poiché questi stessi li considerarono razzialmente diversi dagli ebrei. Oggi sono rimaste solo poche migliaia di caraiti, la maggior parte dei quali vive in israele, dove gestiscono in piena autonomia i loro affari religiosi. |
| Chalitzàh | Cerimonia dello scalzamento. Rito di annullamento dellimpegno nuziale tra cognati. |
| Chazzan | Ebraico per cantore. |
| Cheshvan | vedi Marcheshvan |
| Chuppàh | Baldacchino nuziale |
| Dayyan | (ebraico per giudice) A un giudice è vietato prendere doni, anche se crede che ciò non cambierà il proprio giudizio, poiché questi provocano cecità psicologica e il giudice che li prende potrebbe essere punito con la perdita reale della vista. Per la necessità di un giudizio imparziale e non prevenuto, un dayyan deve unirsi ad almeno altri due giudici, che non siano suoi parenti o consanguinei. A un giudice che è congiunto, amico o nemico di uno dei litiganti non è permesso sedere in giudizio in un caso che li riguarda. In età biblica giudici erano i sacerdoti ed i leviti, mentre al giorno doggi ogni ebreo adeguatamente qualificato è in grado di fare il dayyan, ad eccezione del ger e delle donne. gli ebrei non devono portare le loro cause innanzi a tribunali gentili quando è disponibile un tribunale ebraico, poiché ciò reca discredito alle leggi divine della Torah |
| Decalogo | I dieci comandamenti dati a Mosè sul monte Sinai |
| Elul | Dodicesimo mese del calendario ebraico, sesto del calendario religioso; corrisponde ad agosto settembre. |
| Falasha | (amarico per stranieri) Sono gli ebrei neri dellEtiopia che chiamano se stessi Beta Israel, la casa dIsraele. La loro origine è oscura, ma recenti studi sembrerebbero farli discendere da Menelik, figlio della regina di Saba e di re Salomone, o alle dieci tribù perdute.2 |
| Ger | (ebraico per proselita) Un convertito alla religione ebraica è conosciuto come un ger tzedek, o straniero giusto. La conversione implica la circoncisione per luomo e, alla presenza di tre giudici di un tribunale, il bagno in un mikveh; per le donne è previsto il solo bagno rituale. Colui che aspira alla conversione dovrebbe essere scoraggiato con la mano sinistra mentre la mano destra lo avvicina; così la conversione dovrebbe venir rifiutata le prime tre volte, ma poi il proselita dovrebbe essere a ccettato. In pratica però poiché molti vogliono convertirsi per sposare degli ebrei, è possibile si debba aspettare alcuni anni prima di essere convertiti. |
| Gerushin | Divorzio |
| Get | (aramaico per documento) Documento di divorzio necessario per sciogliere un matrimonio, anche se un get non è necessario nel caso in cui un uomo e la sua concubina desiderino porre termine alla loro relazione. |
| Goy | (ebraico per non ebreo-gentile) Un non ebreo, che non è figlio del patto, e che è soggetto solo alle sette leggi noachidi è detto gentile. Il matrimonio misto con un gentile conduce allassimilazione ed è considerato come labbandono della religione dIsraele. La famiglia di una persona che ha contratto un matrimonio misto usava osservare una settimana di lutto per lei, come se fosse morta. Molte leggi relative ai cibi furono inserite per mantenere le distanze. |
| Goyim |
Plurale di goy. |
| Haftarah | (ebraico per conclusione) E la lettura dei profeti che segue la lettura della Torah durante lo shabbat, le feste ed i giorni di digiuno. |
| Haggadàh | Letteralmente racconto; è il testo che si recita durante il Seder di Pesach. |
| Halakhàh | Letteralmente strada; sezione legislativa del Talmud contenente tutta la normativa di vita e comportamento. |
| Hashchatat zèra | Letteralmente dispersione del seme |
| Huppàh | Vedi Chuppàh |
| Ijjar | Ottavo mese del calendario ebraico, secondo del calendario religioso; corrisponde aprile maggio. |
| Kasher | (ebraico per adatto) Il termine più generico per definire il cibo che è consentito mangiare secondo le regole alimentari ebraiche. Il termine kosher è la pronuncia ashkenazita della parola ebraica kasher. |
| ketubbàh | (ebraico per documento) Contratto matrimoniale in aramaico dato dallo sposo alla sposa il giorno del matrimonio e custodito in seguito dalla moglie. La coppia non può vivere insieme come marito e moglie senza la ketubbàh e se la perde deve sostituirla con una nuova. La ketubàh stabilisce le responsabilità del marito e garantisce alla moglie il mantenimento grazie ai beni del marito nel caso di morte di questultimo, o un compenso pecuniario in caso di divorzio. |
| Kiddush | Letteralmente consacrazione; è la formula di celebrazione di Shabbath e delle feste che si recita, prima di ogni pasto, su un calice colmo di vino.3 |
| Kiddushin | Atto del matrimonio. |
| Kinyan | (letteralmente acquisizione) |
| Kislev | Terzo mese del calendario ebraico, nono del calendario religioso; corrisponde a novembre dicembre. |
| Kitel | (yiddish per vestito bianco) Tonaca simile ad un sudario indossata da alcuni in talune occasioni tra cui il matrimonio; il colore bianco simboleggia la purezza e il perdono divino, che sono entrambi simboli appropriati per lo sposo che vede tutti i suoi peccati perdonati nel giorno del matrimonio. |
| Kohen | (ebraico per sacerdote). Un ebreo che discende in linea maschile da Aronne, il primo gran sacerdote, è un sacerdote e ha il titolo di ha Kohen accanto al suo nome ebraico. Perde lo stato sacerdotale solo chi discende da un antenato che abbia sposato irregolarmente una divorziata o una convertita, due generi di donna che un sacerdote non può sposare. |
| Mamzer | (pl. mamzerim) Il bambino nato da una relazione adultera od incestuosa. |
| Marcheshvan | Secondo mese del calendario ebraico, ottavo del calendario religioso; corrisponde a ottobre novembre. |
| Menorà | Candelabro a sette bracci del tempio di Gerusalemme divenuto il simbolo del popolo ebraico. |
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Mikveh |
(ebraico per adunanza) Una piscina di acqua viva, che cioè raccoglie acqua piovana o di fonte, che viene usata per le purificazioni rituali; se il mikveh ha almeno il minimo quantitativo lecito (quaranta seim, ca. 750 litri) di acque vive si può aggiungere acqua del rubinetto a piacere. I proseliti si bagnano nel mikveh durante il rituale della propria conversione; le donne sposate usano il mikveh dopo il periodo del ciclo, prima di riprendere i rapporti sessuali con il marito; gli utensili comprati da un gentile vengono immersi in un mikveh, prima di essere usati; gli uomini si immergono nel medesimo prima dello yom kippur, per essere puri agli occhi di Dio |
| Minyan | (ebraico per numero) Quorum di dieci ebrei maschi di età superiore ai tredici anni, che costituisce il numero minimo perché sia possibile compiere un atto pubblico di culto e per la lettura della Torah. |
| Mishnàh | Letteralmente ripetizione; raccolta di norme giuridiche redatte da Judah ha Nasi e completata dai membri del suo circolo dopo la sua morte. Seconda metà del II secolo d.C.. |
| Mitzvah | (pl. mitzvot) Termine usato generalmente nella Torah per definire i precetti divini e passato successivamente ad indicare ogni buona azione. |
| Mokh | Tampone di cotone inserito nella vagina a scopo contraccettivo, o per il controllo del termine del mestruo. |
| Mumar | Cfr. apostata |
| Niddah | (ebraico per donna mestruata) Nel periodo del ciclo mensile e dopo il parto la donna è considerata impura e non può avere rapporti sessuali. Il periodo termina sette giorni dopo la scomparsa di ogni minima perdita sanguigna. |
| Nisan | Settimo mese del calendario ebraico, primo del calendario religioso; corrisponde a marzo aprile. |
| Nissuin | Atto del rito nuziale. |
| Noachidi, leggi | (in ebraico sheva mizvot benei noach) Le sette leggi che i gentili debbono osservare basate sullinterpretazione rabbinica del comandamento dato ad Adamo4 e del patto con Noach5 dopo il diluvio. Sebbene esistano diverse versioni di queste leggi, è comunemente accettato che i discendenti di Noach non devono praticare lidolatria, la bestemmia, lomicidio, limmoralità sessuale, il furto, e non debbono mangiare un membro tolto ad un animale vivo. Essi devono anche stabilire un sistema di giustizia. |
| Onah | Corpus di normative riguardanti laccoppiamento tra uomo e donna (moglie e marito). |
| Pena capitale | Nella Torah si trovano quattro tipi di pena capitale: la lapidazione (mentre si è spinti giù da un precipizio),il rogo (versando del piombo fuso giù per la gola), la decapitazione (con una spada) e lo strangolamento (per mezzo di una sciarpa intorno la gola). I peccati per i quali sono previste queste differenti forme di pena di morte sono lomicidio, la bestemmia, lidolatria, ladulterio, lincesto, i rapporti sessuali con gli animali, la violenza o la ribellione verso i propri genitori, la violazione d |
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Pesach |
Pasqua ebraica; si celebra per otto giorni a partire dal 15 del mese di Nisan, a ricordo delluscita del popolo ebraico dallEgitto |
| Proselita | Cfr. Ger |
| Purim | (ebraico, dal persiano per tirare a sorte) si celebra il 14 del mese di Adar a ricordo degli avvenimenti narrati nel libro biblico di Ester di cui si fa lettura pubblica in sinagoga la sera della vigilia ed il giorno della festa. |
| Seder | (ebraico per ordine) La cena rituale che ha luogo in casa la prima sera della festa di Pesach |
| Sefarditi | Da Sefarad, Spagna; sintendono tutti gli ebrei provenienti dalla penisola iberica. |
| Sefer | Ebraico per libro, generalmente a forma di rotolo, per antonomasia quello della Torah. |
| Shabbath | (ebraico per sabbath) Il sabato ebraico dura dal venerdì sera al sabato sera. E il giorno benedetto da Dio, in cui Egli si riposò dopo aver compiuto in sei giorni lopera della creazione. Un ebreo deve imitare Dio astenendosi da tutti i lavori che esigono il controllo umano sulla natura. Le proibizioni sono tuttavia sospese in caso di pericolo di morte. |
| Shacharit | (ebraico per alba) Preghiera quotidiana mattutina, che si basa sulla tradizione del sacrificio mattutino che si portava al Tempio. |
| Shadkhan | (aramaico per mediatore matrimoniale) Tra alcuni ebrei tradizionalisti è considerato immorale per un giovine ed una ragazza corteggiarsi durante la ricerca del partner. Invece si ha uno shiddukh, cioè un matrimonio organizzato da uno shadkhan che conosce entrambe le famiglie e pensa che la futura coppia sia ben assortita. |
| Shavuot | (ebraico per pentecoste; letteralmente settimane) Cade sette settimane dopo Pesach, si celebra il 6 del mese di Sivan in ricordo della promulgazione del Decalogo. |
| Shevat | Quinto mese del calendario ebraico, dodicesimo del calendario religioso; corrisponde a gennaio febbraio. |
| Sivan | Nono mese del calendario ebraico, terzo del calendario religioso; corrisponde a maggio giugno. |
| Sukkot | (ebraico per tabernacoli) E una festa che dura sette giorni, a partire dal quindici di Tishri, dopo la raccolta della prima messe, ed è la più gioiosa delle feste bibliche. Durante questa festa gli ebrei mangiano e vivono in capanne o tabernacoli da cui il nome della festa ed il suo carattere distintivo. |
| Taharat ha-mishpachah | (ebraico per purità della famiglia) La regola che proibisce le relazioni sessuali tra una donna mestruata ed il marito durante il suo ciclo, per un minimo di cinque giorni, e per altri sette giorni dopo; le relazioni sessuali possono essere riprese dopo un bagno rituale da parte della donna in un mikveh. Sebbene il figlio nato da genitori che non seguano queste regole non sia considerato mamzer, tali figli sono in qualche modo segnati, crescendo, secondo la tradizione, arroganti e prepotenti. |
| Tallit Tallet | Manto rituale che ogni uomo ebreo deve usare durante la preghiera; si tratta di uno scialle di lana bianca ai cui quattro angoli pendono delle nappe annodate (Tzitzit). |
| Tammuz | Decimo mese del calendario ebraico, quarto del calendario religioso; corrisponde a giugno luglio. |
| Tefillin | (ebraico per oggetti di preghiera o aramaico per ornamenti) Le due scatoline di pelle nera, contengono quattro passi biblici6 scritti da uno scriba, che si legano con una cinghia di pelle attorno al braccio sinistro e sulla parte alta della fronte. I tefillin sono indossati dagli ebrei maschi adulti durante il servizio feriale di shacharit, poiché le parole di Dio devono essere legate per segno sul tuo braccio e saranno come frontali fra i tuoi occhi.7 Non vengono indossati di shabbat e durante le feste. |
| Tena'im | Condizioni di fidanzamento firmate dai nubendi, allatto di formalizzazione del medesimo. |
| Tevet | Quarto mese del calendario ebraico, decimo del calendario religioso; corrisponde a dicembre gennaio. |
| Tishri | Primo mese del calendario ebraico, settimo del calendario religioso; corrisponde a settembre ottobre. |
| Torah | Letteralmente insegnamento; in senso letterale designa i cinque libri del Pentateuco (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio),contenenti la legge mosaica ed il racconto dalla creazione del mondo alla morte di Mosè; in senso lato indica tutto lo scibile ebraico. |
| Tosefet |
Letteralmente incremento; aumenti volontari che lo sposo aggiunge alla dote della moglie. |
| Yichus | (ebraico per relazione) Termine che si riferisce allonore che deriva agli individui dai loro rapporti di parentela con una persona celebre o straordinaria. |
| Yom Kippur | (ebraico per giorno dellespiazione) Il digiuno del 10 di Tishri è il giorno più sacro dellanno ebraico e conclude i dieci giorni penitenziali. Nei tempi biblici era lunico giorno in cui il Gran Sacerdote entrava nel Sancta Sanctorum. Un capro espiatorio che portava i peccati dIsraele, veniva mandato fuori nel deserto di Azazel 8. Durante questa festa si pratica il digiuno ed è vietato portare scarpe di pelle, avere rapporti sessuali e lavarsi; gli ebrei devono interrompere qualunque lavoro in questo che è lo Shabbath degli shabbath9. |
| AUTORE |
TITOLO
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| AUTORI VARI | TANAKH (Bibbia ebraica) con commenti Mikraòt Ghedolòt, Lewin-Epstein, Gerusalemme, 1969 e Lebensohn-Mendelsohn, Varsavia, 1860. |
| AUTORI VARI | Talmud Babilonese, Hafatzàt Ha-Toràh, Gerusalemme, 1957. |
| AUTORI VARI | Mishnayòt, Chorev, New York-Berlino, 1957. |
| AUTORI VARI | Encyclopedia Judaica, Keter publishing house Ltd., Gerusalemme, 1972. |
| AUTORI VARI | Enciclopedia giuridica Treccani, Roma, 1988. |
| AUTORI VARI | The jewish law annual, Leiden, 1981. |
| AUTORI VARI | Judaica 1, Libreria Internazionale Luxemburg, Torino, 1986 / 5746. |
| AUTORI VARI | Judaica 2, Libreria Internazionale Luxemburg, Torino, 1987-88 / 5748. |
| BARAK A. | The tradition and culture of the israeli system in Rabello, Europian legal tradition and Israel, A.M., Gerusalemme, 1994. |
| BRUCKMAYER D. | Dizionario degli ebrei, Carucci, Roma, 1984. |
| CARO Y. (a cura di) | Shulchan Arukh, edizione commentata, Ha-Shulchan Arukh Ha-Gadol, Gerusalemme, 1970. |
| CASTIGLIONI (a cura di) | Mishnaiot, Tipografia Sabbadini, Roma, 1962-1965. |
| CHAVEL C. | The Commandaments, Soncino, NewYork, 1967. |
| DISEGNI D. (a cura di) | Preghiere dei giorni feriali e sabati, Comunità Ebraica di Milano, Torino, 1950. |
| GITTELSOHN | Love, Sex and Marriage in Union of American Hebrew Congregations, New York, 1980. |
| GLAIRE G. B. | Archeologia biblica ossia Antichità ebraiche in vol. II Opere utili ad ogni persona educata raccolte col consiglio duomini periti in ciascuna scienza, tradotta da G. B. Richetti, cugini Pomba & C., Torino, 1850. |
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| KAUFMAN M. | Love, marriage and family, Jason Aronson inc., Northvale New Jersey, London, 1992. |
| MAIER J. SCHAFER P. | Piccola enciclopedia dellebraismo, traduzione Daniela Leoni, Marietti, 1985. |
| MAIMONIDE M. | Morè Nevukhm, trad. di D. Kapach, Mossad Ha-Rav Kook, Gerusalemme, 1972. |
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| PLATONE | Apologia di Socrate, Critone Fedone Il Convito; traduzione di Nino Marziano, Garzanti, Milano, 1975. |
| POLACCO V. | La questione del divorzio e gli israeliti in Italia, Fratelli Drucker, Padova Verona, 1894. |
| RIVISTA | HA-TIKWA magg. giu. 1980, anno XXXII, n° 213. |
| SELDEN J. | John Selden on Jewish marriage law: the uxor ebraica, traduzione Jonathan r. Ziskind, E.J. Brill, Leiden; N.Y.; Kobenhaun; Koln, 1991. |
| YECHIEL BEN ASHER | Tur, edizione commentata, Makhòn Chatàm Sofèr, Gerusalemme, 1965. |
1 Dt. 16,1.
2 Graham Hancock, Il mistero del sacro graal, PIEMME editore, p. 45ss.
3 Es. 20,8.
4 Gn. 2,16.
5 Gn. 9,4-6.
6 Es. 13, 1-10; 11-16; Dt. 6, 4-9; 11, 13-21.
7 Dt. 6, 8.
8 Lv. 16, 10.
9 Lv. 23, 32.
© Morashà 2002 - Dino Fabbrini
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