Notiziario Novembre 2000

L'asilo di Gerusalemme

L’asilo è frequentato da 12 bambini cerebrolesi provenienti dalle diverse parti di Jerushalaim e dintorni e rappresentanti di tutte le variopinte popolazioni che abitano e convivono a Gerusalemme: ebrei, ortodossi e laici, musulmani.

la lista dei vari quartieri di provenienza testimonia più di ogni altra cosa la complessità della situazione dell’asilo: Rehavia , Bakah e Talpiot (centro città), Sanedria e Romema (quartieri ortodossi-haredim), Neve- Yakov e Pisgat-Zeev (periferia), Migdal-Oz e Kfar-Ezion(Kibbutzim di Gush-Ezion), Raas-el-Amud, Wadi-Joz, campo profughi Shoafat (tre bambini arabi -musulmani).

Un arabo di Beit-Hanina fa parte dello staff professionale dell’asilo a fianco del direttore Gadi Leon .

Durante le ultime settimane, la situazione ha influenzato varie cose all’interno dell’asilo. per esempio I bambini di Gush-Ezion non sempre riescono ad arrivare in tempo all’asilo: la strada da Gush-Ezion a Gerusalemme che passa in vicinanza di Beir-Lehem e Beit-Jalla, zone pericolose in questo periodo, non sempre è aperta.

I bambini arabi non sempre riescono ad arrivare il venerdì (giorno predisposto a disordini) dato che in quelle zone di Gerusalemme spesso la polizia chiude le strade e non permette il passaggio.

Anche il conduttore arabo spesso deve passare più di un posto di blocco ogni mattina prima di poter arrivare all’asilo.

Gli incontri dello psicologo con I genitori vanno di volta in volta diminuendo il numero di partecipanti da Gush-Ezion non vengono, dalla periferia hanno paura di lasciare I bambini a casa da soli, I genitori arabi si sentono a disagio a venire a parlare apertamente della vita quotidiana di noi genitori con bambini cerebrolesi: sensazioni, preoccupazioni, atmosfera, stati d’animo, speranze e delusioni.

Continuano invece le giornate di attività comuni bambini- genitori ogni 2 settimane.

Qui gli argomenti che si trattano sono piùspecifici, pratici, tecnici, rivolti più direttamente ai bambini. qui cadono le frontiere, I problemi sono simili, le difficoltà quotidiane, gli sforzi per migliorare le capacità di bambini cosi’ limitati diventono patrimonio comune.

Così ci si ritrova a scambiare informazioni e esperienze, a confrontare progressi, a compiacersi a voce alta per una risposta o espressione esatta di uno dei bambini.

Il direttore dell’asilo con abilità rende tutti i genitori partecipi e riesce a svolgere un programma all’insegna della cooperazione ed armonia. In questo quadro venerdi 10 novembre, all’indomani della giornata di commemorazione ufficiale della memoria di Yizchak Rabin, abbiamo acceso una candela di ricordo come hanno fatto in tutte le scuole e istituti pubblici. Nel nostro asilo la cosa ha naturalmente avuto un significato particolare.

Siamo ancora fiduciosi. Forse proprio da questi piccoli e isolati esempi di cooperazione possa rinascere quell’atmosfera di pace che troppo spesso nellíultimo periodo ci sembra così lontana.


Questo mese abbiamo il piacere di ringraziare:

Le famiglie Piperno, Sanua, Viterbo che hanno donato in onore del matrimonio di Mordechai-Olivier Sanua con Dvora Sitbon.

Elisabetta Zevi di Milano che ha donato in memoria dei genitori Alberto e Bianca Zevi.

Le famiglie Gay e DiVeroli di Roma e Gerusalemme che continuano a destinare la loro Zedakà in memoria di Jonathan Gay.

Davide e Valeria Ravà in memoria di Adolfo Ravà.


Chiunque desideri informazioni sull’asilo Tzad Kadima,
o voglia visitarlo ed appoggiarlo economicamente, può rivolgersi a:

ALESSANDRO VITERBO
Derech Hevron, 128 - appart.38
93481 GERUSALEMME ISRAELE
Tel. 02-6713489 - 9685658 03 - Cell. 050-849351
e-mail: aviterbo@internet-zahav.net