Gianfranco Di Segni

Rabbino e ricercatore al CNR. Insegnante al Collegio Rabbinico di Roma

David Gianfranco Di Segni

Todos di Roma, l'agnello e le rane

Nella Mishnà (Pesachim 4: 4) è insegnato che è permesso mangiare l'agnello arrosto la sera di Pesach, durante il Seder, solo nei luoghi in cui tale uso esista già da tempo. Altrimenti, in luoghi in cui tale uso non sia in vigore, è vietato mangiare alcun tipo di carne arrosto. Lo scopo di questo divieto è di evitare che qualcuno pensi che l'animale sia stato sacrificato al di fuori del Santuario di Gerusalemme, l'unico posto dove era ammesso offrire sacrifici. I Maestri tollerano che si continui a mangiare l'agnello arrosto solo dove ormai l'uso sia invalso da tempo e sarebbe pertanto difficile o impossibile eliminarlo, ma non altrove.

Il Talmud (Pesachim 53a-b), commentando questo brano della Mishnà, racconta che a Roma viveva un ebreo importante, di nome Todos, che aveva introdotto ex novo fra gli ebrei di Roma l'uso di mangiare l'agnello arrosto la sera di Pesach (un uso tuttora in voga, come è noto). Questo fatto non piacque molto ai Maestri d'Israele, i quali mandarono a dire a Todos: "Se non fossi tu, Todos, ti avremmo già scomunicato". Nel Talmud ci si chiede in cosa consistesse l'importanza di Todos: c'è chi dice che fosse un uomo forte fisicamente, c'è chi sostiene che fosse ricco e finanziasse gli studiosi della Torà e c'è chi afferma che fosse un 'grande uomo', un saggio. Per dimostrare che l'ultima spiegazione sia quella giusta, il Talmud riporta un midrash che era stato insegnato da Todos. Questo midrash riguarda Chananià, Mishael ed Azarià, gli amici di Daniele che il re Nabuccodonosor voleva gettare nella fornace ardente come punizione per non essersi inchinati alla statua del re (Daniele cap. 3). Secondo Todos, gli amici di Daniele fecero il seguente ragionamento 'a maggior ragione' (kal va-chomer): se le rane, nonostante non avessero l'obbligo di santificare il Nome di D-o, si sparsero nelle case degli egiziani e si gettarono fin dentro i forni caldi, durante la famose piaghe che colpirono l'Egitto (Esodo 7: 29), a maggior ragione noi, che come ebrei abbiamo l'obbligo di proclamare la santità del Sig-ore Idd-o, dobbiamo buttarci nella fornace ardente pur di non inchinarci alla statua del re.

C'è da chiedersi perché questo midrash insegnato da Todos fosse considerato così importante dai Maestri, a tal punto da perdonargli l'introduzione di un uso inopportuno e sconsigliato come quello di mangiare l'agnello arrosto la sera di Pesach. A prima vista, questo midrash sulle rane non sembra particolarmente edificante. Mi permetto di tentare una spiegazione: Todos forse ci vuole insegnare che quando si tratta della mitzvà del kiddush ha-Shem , della santificazione del Nome, non c'è differenza fra persone importanti ed esseri umili, fra sapienti e ignoranti. Quando si tratta di santificare il Nome, non ci sono né grandi uomini né piccoli uomini, ma siamo tutti uguali e tutti abbiamo la stessa mitzvà. Gli amici di Daniele (che erano principi della casa reale) impararono dalle rane come era giusto comportarsi: anche l'individuo più umile può essere un modello di comportamento, anche un semplice animaletto (peraltro, neanche kasher ) può divenire fonte d'insegnamento.

Non è però così quando si tratta della mitzvà opposta al kiddush ha-Shem : quando c'è il rischio di commettere chillul ha-Shem (profanazione del nome di D-o), allora sì che c'è differenza fra un grande uomo e un piccolo uomo. Il grande uomo ha responsabilità maggiori degli altri. Una trasgressione commessa da un uomo importante, da un Maestro, comporta un chillul ha-Shem , una profanazione del Nome, sicuramente più grave di quando la trasgressione sia commessa da un uomo semplice. I piccoli uomini non sono di esempio per nessuno e gli eventuali peccati che essi possono commettere rimangono circoscritti a loro. Non così per i grandi uomini, le cui azioni possono essere imitate da altri.

Questo fu l'importante insegnamento di Todos. E' come se egli avesse detto agli altri Maestri: voi mi rispettate pensando che io sia un 'grande uomo'. Ma non esistono grandi uomini quando si tratta di santificare il Nome: gli uomini possono imparare anche dalle rane! E' solo quando c'è il rischio di profanare il Nome che coloro che vengono considerati grandi devono fare molta attenzione alle loro azioni, per evitare che altri non imparino da loro.

Quando a Roma, la sera del prossimo Pesach, mangeremo, se D. vuole, l'agnello arrosto, mantenendo un uso vecchio di 2000 anni, ricordiamoci dell'insegnamento del grande Todos.

Aprile 2000 - Pubblicato su Shalom


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