Giuseppe Laras © David Piazza

Rabbino Capo di Milano. Docente Università Statale di Milano

Giuseppe Laras

Sì alla marijuana per uso medico

L'INTERVISTA / Parla Giuseppe Laras, guida religiosa della comunità ebraica di Milano: giusto usarla per alleviare il dolore

MILANO - Scusi, rabbino Laras, ma la marijuana è kosher?«Beh, in senso terapeutico sì, in fondo kosher significa "adatto" e per lenire la sofferenza il principio attivo della cannabis, a quanto dice la scienza medica, è senz'altro adatto...». Il professor Giuseppe Laras, docente di storia della filosofia ebraica all'Università statale, rabbino capo di Milano e presidente dell'assemblea rabbinica d'Italia, sorride alla battuta, «la verità è che non capisco questa alzata di scudi contro l'uso di hashish e marijuana a scopo terapeutico: bisognerebbe lasciar liberi i medici di decidere con scienza e coscienza, non vedo perché farne una questione politica». Eppure il voto del consiglio regionale lombardo - la mozione presentata dal radicale Yasha Reibman e approvata il 30 aprile che chiede al governo «di regolamentare l'uso medico della canapa indiana e dei suoi derivati» - ha turbato tanti. Anche se un sondaggio Datamedia rivela che il 74 per cento degli italiani è a favore.

C'è chi lo considera una sorta di cavallo di Troia per far passare la liberalizzazione delle droghe leggere, che ne dice?

«Non facciamo processi alle intenzioni, i radicali talvolta saranno un po' come Don Chisciotte ma sono persone oneste, sappiamo che sono antiproibizionisti ma qui il discorso è diverso: personalmente sono contrario alla liberalizzazione, però in questo caso si parla solo di uso terapeutico. Israele, per dire, ha una legislazione antidroga severissima, eppure la cannabis è accolta come mezzo per attenuare il dolore».

E allora perché queste resistenze?

«Chissà, anche da un punto di vista religioso il medico deve curare, fare il possibile e l'impossibile per attenuare le sofferenze di una persona, con buona pace di chi vede nel dolore una sorta di strumento provvidenziale di Dio...».

Non c'è nessuna nobiltà nella sofferenza...

«Macché, non rientra nel pensiero ebraico né in quello cristiano. Certo, esistono gli oltranzisti: anche alla fine dell'Ottocento, in certi ambienti, impedivano alla partorienti di usare il cloroformio perché pensavano di fare la volontà di Dio, pensi un po'...».

Come la giustificavano?

«In Genesi si legge "partorirai con dolore", ma è una constatazione, non una prescrizione. Del resto il dolore ti impedisce di recuperare il rapporto individuale, verticale con Dio, non riusciamo neanche a concentrarci: talvolta spersonalizza, rende peggiori. Se si trova una sostanza analgesica meno tossica e pesante della morfina, come dicono sia la cannabis, ben venga. C'è una tentazione, magari inconscia, a celebrare la sofferenza, ma così si fa come quelli che non vorrebbero curare i malati di Aids perché pensano sia un castigo divino: entriamo nel campo della patologia, la patologia dello spirito. Nella Bibbia non c'è nulla di questo...».

E il libro di Giobbe?

«Dice una cosa diversa: che ci sono sofferenze inspiegabili, una sorta di nebbia fra uomo e Dio che impedisce di conoscere il perché della sofferenza. Giobbe è un giusto eppure patisce, ci sono dolori che sfuggono alla nostra comprensione».

Quindi?

«Bisogna affrontare la questione con realismo e responsabilità. Ci saranno delle controindicazioni alla cannabis, ma esistono anche alla morfina, pure l'aspirina ne avrà qualcuna, se è per questo! Penso ai malati terminali, alle persone in chemioterapia, insomma a tutti coloro che soffrono tantissimo e potrebbero avere un beneficio. Per questo mi sento di sostenere la raccomandazione al governo: lasciamo che a decidere di volta in volta siano i medici, abbiamo fiducia in loro».

Gian Guido Vecchi - Corriere della Sera, 7 maggio, pagina 15

Pubblicato dalla newsletter Kolot : Venerdì, 10 maggio 2002 10:32


Per gentile concessione dell'autore. Tutti gli articoli sono © degli autori è ne è vietata la riproduzione, anche parziale.


Le principali sezioni del sito Morashà

Cinema ebraico i film di argomento ebraico, di autore ebreo, di vita ebraica o che riguardano l'ebraismo da vicino.

Cucina kashèr le ricette ebraiche degli ebrei sefarditi, askenaziti e italiani, secondo le regole alimentari kasher della religione ebraica e dell'ebraismo come cultura.

Ebraismo abc l’ebraismo in pillole: spiegazioni e regole dell’ebraismo per principianti con norme dello shabbat ebraico, delle feste ebraiche, del mangiare kasher, della preghiera ebraica (tefillà).

Ebrei in italia la storia degli ebrei italiani e del loro ebraismo durante la lunga permanenza nelle diverse regioni italiane.

Israele la situazione socio-politica di Israele attraverso le riflessioni personali degli ebrei italiani residenti in quel paese.

Pagine oro il più completo e aggiornato elenco di indirizzi e di numeri telefonici di tutte le istituzioni ebraiche italiane, dei servizi di ristorazione kasher, dei prodotti kasher, degli ingredienti kasher, del turismo ebraico in Italia e dell'ebraismo italiano.

Sefer Tutti i più recenti libri ebraici pubblicati e gli inserti mensili su argomenti di ebraismo, di religione ebraica, di letteratura israeliana e di lingua ebraica.

Tesi di Laurea I testi completi dei lavori più interessanti presentati in ambito universitario pronti per la consultazione. Storia ebraica, sociologia, esegesi biblica.

Umorismo ebraico le barzellette ebraiche più divertenti sul modo di vivere e di pensare tipicamente ebraici.

Zehut tutto ciò che riguarda l’ebraismo: identità ebraica e pensiero ebraico attraverso i testi dei pensatori ebrei italiani su feste ebraiche, sulla preghiera ebraica, sui motivi del mangiare kasher e in generale sulla religione ebraica..